




Pagina 1 di 2
di Daniele Carcea
Goldman Sachs venne fondata nel 1869 a Manhattan da due immigrati tedeschi, Marcus Goldman e Samuel Sachs. E' una delle più importanti banche mondiali. La sua sede è a New York , al numero 85 di Broad Street, nella parte bassa di Manhattan.
Viene considerato il miglior posto per produrre denaro che il capitalismo globale sia mai riuscito a immaginare e, dicono molti, è una forza politica più potente di qualsiasi governo. La macchina perfetta genera soldi più di quanto fanno molti stati. I beni della società ammontano complessivamente a 1 trilione di dollari, le entrate annuali dell'ordine di decine di miliardi, i profitti, vari miliardi, vengono generosamente ridistribuiti all'interno.
Il dato del terzo trimestre 2009 ha segnato un utile superiore ai 3 miliardi di dollari e dall'inizio dell'anno hanno accantonato 11 miliardi dollari da distribuire fra i loro manager e i dipendenti.
Politici e commentatori fanno a gara per apostrofare Goldman con termini sempre più pesanti: ladri tra i ladri, vandali economici, capitalisti di rapina; la rivista Rolling Stones ha pubblicato un articolo in cui descrive Goldman come 'un enorme sanguisuga che succhia incessantemente sangue se solo sente odore di soldi.
Nemmeno Michael Moore l'ha risparmiata: nel suo film (Capitalism: A love story) si presenta davanti alla sede di Broad Street con un furgone portavalori e dopo aver tirato fuori un sacco contrassegnato da un grosso dollaro urla 'siamo qui per riprenderci i soldi dei cittadini americani'.
Robert Scheer, noto giornalista di Huffington Post, ha scritto: «Il governo lavora per Goldman, non per il popolo americano». Il capo della banca troppo grossa e troppo furba per poter fallire si chiama Lloyd Blankfein e in una famosa intervista di John Arlidge del Sunday Times ha dichiarato 'di aver svolto il lavoro di Dio!', I'm doing ‘God's work', poi si è scusato della sua affermazione, o molto più probabilmente lo avranno fatto scusare.
Blankfeld è il simbolo del sogno americano, nasce nel Bronx, figlio di un impiegato e di una receptionist, fu il primo nella sua famiglia a frequentare una scuola superiore, si fa quindi da solo e arriva a guidare cinicamente la sua banca riuscendo ad annientare tutti gli avversari. Nel 2007 si è assegnato uno stipendio di 68 milioni di dollari e oltre 500 milioni di azioni della Goldman, ma gli piace definirsi 'un semplice lavoratore'.
Il successo di Goldman deriva anche dal fatto che riesce ad entrare nelle istituzioni di tutti i Paesi che contano al governo, nelle banche centrali, insomma in tutti luoghi di potere dove si prendono le decisioni più importanti. Goldman è stata uno dei maggiori finanziatori di Obama, ma lo è stata anche di McCain, Romano Prodi è stato un consulente della Goldman Sachs, Gianni Letta, il consigliere del Principe, è anche lui uomo di Goldman, Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi è stato vicepresidente della Goldman per l'Europa, lo divenne dopo essere stato direttore generale del Ministero del Tesoro e responsabile delle Privatizzazioni italiane, o forse sarebbe meglio dire (della svendita dei gioielli di famiglia), chissà che non sia stato premiato per questo, perché le banche anglosassoni, fra cui anche Goldman sono state le maggiori profittatrici delle privatizzazioni italiane, decise al largo di Civitavecchia nei primi anni novanta, sul famoso panfilo della Regina d'Inghilterra:Britannia.
Da tempo alcuni analisti avevano notato che l'avvicendamento ai vertici della Goldman, rappresentava un'ulteriore prova del potere enorme dell'azienda, perché i dirigenti che lasciavano la Goldman passavano ad occupare i posti che contano, quelli dove si prendono le decisioni politiche legate all'economia e alla finanza. Paulson, è soprattutto l'artefice del salvataggio da 800 miliardi di dollari delle banche americane, caricato sulle spalle dei contribuenti con il notevole aumento del debito pubblico, un grosso passaggio di ricchezza l'ha definita il Nobel per l'economia Stiglitz.
Siamo a quasi un anno e mezzo dallo scoppio della più tremenda crisi economico-finanziaria dalla funesta crisi del 29', anche se per molti esperti, questa crisi supererà per lunghezza e profondità quella degli anni trenta. In realtà però, la crisi inizia a prendere forma nel 2007, perché è allora che nascono le prime preoccupazioni delle banche, queste si accorgono che i prezzi del mercato immobiliare crescevano troppo rapidamente, che loro stesse avevano in portafoglio un'esposizione molto forte sui mutui subprime.
Da qui la decisione di impacchettarli in pacchetti misti, fatti da mutui di tutti i tipi dai famosissimi subprime, ai mutui Ninja (acronimo di No Income No Jobs or Assets, cioè dati senza verificare reddito, possesso di posto di lavoro o attività a garanzia) a gli Alt A; i mutui Alt-A sono a metà strada fra quelli di ‘prima scelta' (prime) e quelli concessi con garanzie sottili o con nessuna garanzia. C'era una banca però che aveva capito prima e meglio di tutti quello che stava per succedere: la Goldman Sachs, anche se all'epoca le sue valutazioni quotidiane avevano evidenziato sofferenze modeste, Goldman organizzò una riunione degli alti vertici per cercare di capire cosa stava succedendo.
Anche se i mercati immobiliare e creditizio erano ancora in piena effervescenza, la banca non apprezzò la situazione e cominciò a ridurre le esposizioni. Quando esplose la crisi creditizia le sue perdite nel settore dei mutui ammontarono a soli 1,7 miliardi di dollari, meno di qualsiasi altra grande banca d'investimenti (la UBS perse 58 miliardi di dollari).
Come aveva operato la più importante banca d'affari del mondo? Aveva iniziato a piazzare questi prodotti, i cosiddetti derivati, presso gli investitori, loro clienti. Già questi tipi di operazioni, si possono considerare operazioni poco trasparenti: abbiamo una banca che costruisce un prodotto finanziario, guardandosi bene da fornire al pubblico tutte le informazioni a sua disposizione e lo colloca ponendoci il suo marchio, a quel punto la palla passa all'investitore che decide o meno di concedere fiducia alla 'sua' banca.