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ECONOMIA E FINANZA

Il dollaro minacciato dalla Borsa del Petrolio iraniana: ecco perchè l'Iran fa tanto paura.

Certamente non sono un esperto di economia, ma come avrai visto dalle storie che seleziono, sono estremamente attratto dal dare visibilità alle news che non solo non sono affrontate dai mainstream media, ma che hanno poca o nessuna visibilità addirittura anche da parte di blogger indipendenti e siti di news

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Certamente non sono un esperto di economia, ma come avrai visto dalle storie che seleziono, sono estremamente attratto dal dare visibilità alle news che non solo non sono affrontate dai mainstream media, ma che hanno poca o nessuna visibilità addirittura anche da parte di blogger indipendenti e siti di news.

Alcune di queste storie toccano argomenti molto sensibili e capisco che molti dei miei lettori che sono abituati a report su argomenti correlati con la comunicazione e le nuove tecnologie possano sentirsi a disagio.

Ma ho scelto di non essere solo un reporter tecnologico e un esperto in comunicazione. La mia missione qui non è solo condividere notizie sulla comunicazione efficace ma anche motivare e le persone a farsi domande sulla realtà senza l'aiuto dei mainstream media. Questo perchè siano spinte a pensare in maniera critica, a farsi delle domande, ad analizzare e ricercare informazioni su qualsiasi argomenti siano interessati.

E' in questa luce che propongo un editoriale scritto la settimana scorsa dal Professore di Economia Krassimir Petrov, su quello che potrebbe succedere sugli scambi dollari-petrolio che accadranno nel prossimo futuro.

Io penso che questo sia un articolo eccellente e provocante e mentre non posso dire se dovremmo credere o no alle conclusioni del Prof. Petrov, raccomando certamente di considerare i fatti e le opzioni presentati in questo articolo con vera curiosità e mente aperta.

 

Lo scambio di petrolio proposto dall'Iran
by Krassimir Petrov

1) Le economie degli Imperi

Uno stato-nazione tassa i propri cittadini, mentre un impero tassa gli altri Stati-Nazione. La storia degli imperi, da quello greco a quello romano, da quello ottomano a quello inglese, insegnano che l'economia di ogni singolo impero si basa sulla tassazione delle altre nazioni. L'abilità imperiale di tassare ha costruito una sempre migliore economia e un sempre migliore esercito. Una parte delle tasse andavano a migliorare gli standard di vita dell'impero, l'altra parte andava a migliorare l'esercito che serviva a rafforzare la raccolta di tasse.

Storicamente, le tasse si sono sviluppate in varie forme, dall'oro all'argento, dai soldi, agli schiavi, al bestiame e alle risorse agricole. L'impero domandava e lo stato consegnava e la tassazione era sempre diretta. Lo stato assoggettato consegnava direttamente le merci all'impero.

Per la prima volta nella storia, nel 20° secolo, l'America era stata in grado di tassare indirettamente, attraverso l'inflazione. Non forzava il pagamento diretto delle tasse come gli imperi predecessori, ma distribuiva invece la sua valuta flat, il dollaro americano, alle altre nazioni, in cambio di merci con la conseguenza di inflazionare e abbassare di valore questi dollari e pagare indietro ogni dollaro con meno merci in modo da catturare la differenza come tassa imperiale.

Ecco come è successo.

All'inizio del 20° secolo, l'economia americana iniziava a dominare il mondo e il valore del dollaro era allineato con quello dell'oro in modo che non aumentasse ne diminuisse.

La grande depressione, con la sua precedente inflazione dal 1921 al 1929 e il susseguente deficit dei governi, ha sostanzialmente aumentato l'ammontare di valuta in circolazione.

Questo condusse Roosevelt a scollegare il dollaro con l'oro nel 1932. Fino a quel punto, gli Stati Uniti avevano dominato l'economia mondiale ma dal punto di vista economico, esso non era un impero. Il valore fisso del dollaro non permise agli americani di estrarre vantaggi economici dalle altre nazioni fornendo loro dollari convertibili in oro.

Economicamente l'Impero americano era nato con Bretton Woods nel 1945. I dollari americani non erano pienamente convertibili in oro ma vennero convertiti in oro solo per i governi stranieri. Questo stabilì i dollari come valuta di riserva del mondo.
Questo fu possibile, perchè durante la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti avevano fornito i suoi alleati con provvigioni, richiedendo oro come pagamento e accumulando una significativa porzione dell'oro mondiale.

Un impero non sarebbe stato possibile se, seguendo gli accordi di Bretton Woods, la fornitura di dollari sarebbe stata limitata alla disponibilità di oro. Comunque la fornitura di dollari fu aumentata per finanziare il Vietnam e la Great Society di Lyndon B. Johnson. La maggior parte di questi dollari furono dati ai governi stranieri in cambio di merci senza la prospettiva di darli indietro allo stesso valore.

La crescita in dollari degli stranieri attraverso deficit persistenti nel commercio americano furono equivalenti ad un tassa - l'inflazione classica che una nazione impone ai propri cittadini questa volta era una tassa che gli Stati Uniti imponevano al resto del mondo.

Quando nel 1970-1971 i governi stranieri chiesero il pagamento dei loro dollari in oro, il Governo Americano omise di pagare il 15 agosto del 1971. Il diniego di pagare in oro fu un atto di bancarotta del Governo Americano.

Essenzialmente gli Stati Uniti si autodichiararono un impero. Avevano estratto un enorme ammontare di merci economiche dal resto del mondo senza l'intenzione di darle indietro e il mondo era senza potere per rispondere, era stato tassato e non poteva farci niente.

Da quel punto in avanti, per sostenere l'impero americano e continuare a tassare il resto del mondo, gli Stati Uniti hanno dovuto forzare il mondo ad accettare i dollari in cambio di merci economiche e ad avere sempre più dollari deprezzati. Dovevano dare al mondo una ragione economica per mantenerli, e questa ragione era il petrolio..

Nel 1971, quando divenne sempre più chiaro che il Governo Americano non era in grado di restituire i suoi dollari in oro, fu fatto un accordo con l'Arabia Saudita per supportare il potere della Casa di Saud in cambio di dollari americani per il proprio petrolio.

Anche il resto dell'OPEC accettò solo dollari. Il mondo doveva comprare petrolio dalle Nazioni Arabe, e questa era la ragione per mantenere i dollari come forma di pagamento per l'oro.

Dal momento che il mondo aveva sempre bisogno di una quantità crescente di petrolio e i prezzi del petrolio aumentavano, la domanda di dollari poteva solamente crescere.

Il mondo doveva accumulare un grande ammontare di dollari, perchè aveva bisogno di questi dollari per comprare petrolio e dal momento che il dollaro era l'unico pagamento accettabile per il petrolio, il suo dominio nel mondo era assicurato e l'impero americano poteva continuare a tassare il mondo.

Se, per qualche ragione i dollari avessero perso la capacità di essere scambiati con il petrolio, l'impero americano avrebbe cessato di esistere.

La sopravvivenza dell'impero dipendeva dal fatto che il petrolio era venduto solo con i dollari. Inoltre le riserve erano diffuse attraverso vari stati stranieri che non erano abbastanza forti, politicamente o militarmente, per richiedere un altro tipo di pagamento. Se qualcuno domandava un pagamento differente, doveva essere convinto da pressioni politiche e militari a cambiarlo.

L'uomo che fece domanda nel 2000 di Euro per petrolio fu Saddam Hussein. All'inizio la sua domanda fu presa per ridicola, ma nel momento che divenne più chiara la situazione e anche altre nazioni come l'Iran, volevano essere pagate con altra valuta, il pericolo per il dollaro fu elevato e fu ordinata un'azione punitiva.

L'azione Shock-e-Terrore di Bush in Iraq è stata fatta per difendere il dollaro, ergo l'economia Americana. E' stato un esempio per coloro che desideravano essere pagati in altra valuta.

In molti hanno criticato Bush per aver fatto la guerra in Iraq per catturare i pozzi di petrolio. Comunque queste critiche non spiegano perchè Bush avrebbe dovuto prendere i pozzi di petrolio, quando poteva semplicemente stampare dollari per niente ed usarli per prendere tutto il petrolio che voleva,.

La storia insegna che un impero va in guerra per una delle due ragioni::
 

  1. Per difendere se stesso
     
  2. Per trarre beneficio dalla guerra

 

Altrimenti, come illustra Paul Kennedy nel suo magistrale The Rise and Fall of the Great Powers, un sovraccarico di esercito prosciugherà le risorse economiche e porterà al collasso..

Economicamente parlando, per un impero, per iniziare e condurre una guerra, i suoi benefici devono superare i costi sociali.

Bush è andato in Iraq per difendere il suo impero.

Infatti due mesi dopo che l'America invase l'Iraq, il programma Oil for Food era stato concluso, e i conti in Euro iracheni era stati scambiati in dollari. Il mondo non poteva più comprare il petrolio dall'Iraq con l'Euro.

La sopremazia del dollaro era stata nuovamente restaurata..

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Categoria: Economia e Finanza