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La TV mobile in DVB-H sembra non aver avuto il successo sperato dagli operatori, lo racconta Tommaso Tessarolo in un articolo per PI. C’è davvero domanda per una TV in diretta in mobilità? Non credo… se ci fosse, come scrive Tommaso, i televisori portatili sul mercato ormai da anni avrebbero avuto sicuramente una diffusione maggiore.
Quello che interessa a gran parte degli utenti (e anche al sottoscritto) è poter vedere quello che si vuole, quando si vuole e dove si vuole: time shifting e place shifting. Non le ultime stronzate dell’isola dei famosi, ma serie TV, film e contenuti prodotti e distribuiti su Internet (podcasts, video podcasts, video blogs). Non tramite costosi accessi dati in mobilità, ma tramite collegamenti wireless (o sincronizzazione tramite un cavo USB) e poi disponibili sui propri terminali in ogni momento. Ecco perchè la piattaforma iTunes-iPod funziona e quella degli operatori di telefonia mobile no. Ecco perchè l’iPhone sarà probabilmente un successo.
Ma gli operatori di telefonia mobile possono davvero convertire il loro business verso la distribuzione di contenuti in mobilità, attraverso i costosi accessi UMTS? Difficile io credo. Con la diffusione delle reti wireless e la sempre maggiore produzione e distribuzione attraverso Internet (senza contare i downloads “illegali”…) di contenuti video e musica (e non solo) gli utenti sono liberi di scegliere quello che vogliono e vederlo come e quando vogliono (sul PC, sulla TV, sull’iPod o su uno smartphone Nokia di ultima generazione, tanto per citare una compagnia che sembra orientata a produrre terminali adatti ad ospitare qualsiasi tipo di contenuti l’utente voglia trasferirvi, piuttosto che appoggiare le fallimentari strategie di produzione/distribuzione di contenuti degli operatori di telefonia mobile).
Una volta effettuato un collegamento ad Internet abbiamo accesso ad un “tubo” che può trasportare qualsiasi cosa, ovunque e a prescindere da chi la produca e da dove sia stata prodotta. Sono convinto che ci sia spazio per operatori di rete, fissa come mobile, che decidano di fare bene il loro lavoro: trasportare dati, fornire un accesso di qualità e neutrale rispetto ai contenuti, da casa o in mobilità.
In un mercato potenzialmente molto competitivo proprio una strategia simile potrebbe essere fonte di un vantaggio non trascurabile nel confronto con operatori tradizionali (per non dire vecchi) ancora convinti di poter costringere i propri utenti in un closed garden dove offrire esclusivamente i loro contenuti (se così possiamo definire suonerie dalle hit parade e bestemmie da reality… altro che Long Tail!).
Il futuro non è in un’offerta di contenuti generalista: Internet ha cambiato tutto… il valore è nella possibilità per ogni utente di poter guardare/leggere/ascoltare quello che vuole (…come e quando vuole)… il valore è nei sistemi di ricerca per questi contenuti e nei filtri (persone magari, come i blogs) che permettano di farci strada nel bombardamento informativo e nel mare di contenuti e produzioni accessibile attraverso la rete.