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Sempre più aziende svolgono la maggior parte del proprio lavoro in mobilità, collegandosi in remoto alla rete aziendale.
Nonostante ciò, le misure di sicurezza adottate sono veramente poche.
Una ricerca condotta da Check Point Software Technologies, azienda leader nella sicurezza Internet, ci mostra la vera situazione mondiale.
Secondo il sondaggio, che ha riguardato 224 amministratori IT e di sicurezza, oltre il 40% delle imprese ha registrato nell’ultimo anno un aumento nel numero di utenti remoti che si connettono alla rete aziendale da casa o in viaggio, rispetto al 2008.
Al contrario però, indipendentemente dalla crescita degli utenti remoti, la stessa ricerca ha evidenziato come solamente il 27% degli intervistati dichiari che la propria azienda utilizza attualmente la cifratura degli hard disk per proteggere dati sensibili presenti sugli endpoint aziendali.
Inoltre, solo il 9% delle imprese applica la cifratura ai dispositivi rimovibili, come le chiavette USB. Una forza lavoro sempre più mobile, che porta grandi quantità di dati sui propri dispositivi portatili espone gli stessi dati al rischio di smarrimento, furto ed intercettazioni.
Le soluzioni di sicurezza più diffuse sugli endpoint delle aziende interpellate rimangono antivirus per i desktop (90%), antispyware (56%), personal firewall (49%) e client VPN (49%).
Secondo il sondaggio di Check Point, circa il 47% degli intervistati prevede di acquistare nel prossimo anno una soluzione di sicurezza degli endpoint, con cifratura dei dischi (24%), NAC (22%) e cifratura dei supporti (13%) scelte come applicazioni principali.
Il personale IT di aziende con meno di 5mila dipendenti, inoltre, ha dichiarato di utilizzare attualmente in media prodotti endpoint di tre differenti vendor, con conseguenti problemi di gestione della sicurezza.
Le realtà più grandi si affidano in media a cinque diversi vendor, e avvertono anch’esse il problema di una gestione efficace di questa complessità.
“Se la cifratura dei dati viene utilizzata da meno del 30% delle aziende, questo vuol dire che la maggior parte delle imprese rimane pericolosamente esposta al rischio di un serio problema di sicurezza degli stessi dati”, ha dichiarato Juliette Sultan, head of global marketing di Check Point.
“Fortunatamente, la ricerca mostra anche che le imprese riconoscono l’esigenza di affrontare questo problema, con particolare riferimento ad una forza lavoro sempre più mobile”.