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LAVORO E FISCO

Telelavoro: vantaggi per aziende e dipendenti a tutti i lvelli, ma rimane ancora poco utilizzato soprattutto in Italia. Tutti ne parlano, ma pochi lo applicano.

Nonostante porti benefici alle aziende e la maggior parte dei lavoratori si dica ben accetto, il telelavoro in Italia viene usato pochissimo

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L'Italia è un popolo di lavoratori, si sa, detiene infatti la percentuale più alta di tutta il vecchio continente. La maggior parte di questi lavoratori si è detta ben disposta a cambiare impiego per un'altro impiego di tipo telelavorativo. Questa soluzione gioverebbe anche alle aziende, ma nonostante tutto, solo due aziende su dieci lo praticano.

Questo è lo scenario che emerge da un nuovo studio indipendente commissionato da Avaya , intitolato 'Lavoro flessibile in Europa e in Russia'. La ricerca riflette esattamente le opinioni espresse da oltre 3.000 lavoratori di Francia, Germania, Italia, Russia, Spagna e Regno Unito che non fanno altro che evidenziare la presenza di un nuovo Digital Divide: sembra infatti superata la differenza tra chi ha accesso alla tecnologia e chi invece no al cospetto del divario creato dalle aziende tra i chi ha accesso al telelavoro e chi no.

Secondo la ricerca Avaya, in media solo il 17% delle imprese in Europa garantiscono a tutti i propri dipendenti la possibilità di un telelavoro, rischiando, in questo modo, non solo di non cogliere un enorme vantaggio competitivo, ma anche di perdere la produttività e la soddisfazione dei dipendenti causando, seppur in modo a volte inconsapevole, un divario digitale all'interno dell'azienda tra chi ha accesso al telelavoro e la maggioranza dei non 'privilegiati'.

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Di seguito altri dati emersi dallo studio:

· Il 30% dei senior manager europei ritiene che le tecnologie e le policy per il telelavoro permetterebbero alle aziende di essere molto più competitive sullo scenario mondiale

· In Europa le PMI sono molto meno inclini (57%) a garantire condizioni di telelavoro rispetto a realtà di maggiori dimensioni (74%)

· Circa la metà dei dipendenti europei (44%) ritiene che il non poter lavorare da casa sia indicativo di un'azienda dalle policy lavorative obsolete

· Inoltre oltre un terzo (35%) di coloro che lavorano presso organizzazioni senza flessibilità è convinto che l'azienda possieda in realtà le tecnologie adatte ma abbia scelto di non utilizzarle

Difatti, secondo una ricerca separata condotta da Avaya nell'aprile 2008, più della maggioranza delle piccole e medie aziende italiane intervistate riconosce che è lo stress a recare il maggior danno alla produttività del dipendente, anche più dei giorni di malattia . In termini economici, inoltre, la perdita nei ricavi dell'azienda dovuta all'assenteismo è calcolabile intorno ai 13.000 euro l'anno mentre il risparmio ottenibile da parte del telelavoratore (in trasporti, pasti, ecc) può arrivare a circa 7.000 euro l'anno.

Data di pubblicazione: 11/07/2008
Categoria: Lavoro e Fisco