






CGIA Mestre

L'Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre Cgia è nata subito dopo la guerra, nel 1945. L'esigenza era quella di aggregare quelle ditte che avevano bisogno di un certo tipo di servizi e di tutela sindacale.
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Sito autore: cgia.slowdata.com/

Dall’analisi condotta dalla CGIA di Mestre si evince che i Comuni del Meridione italiano con oltre centomila abitanti hanno bisogno di maggiori trasferimenti dallo Stato centrale, vista la minore autonomia finanziaria.
Un esempio ? Napoli ha un’autonomia finanziaria (indicatore che misura l’incidenza delle entrate proprie sul totale delle entrate correnti) pari al 51,9%: la più bassa tra il campione analizzato.
Ha una spesa per il personale sul totale della spesa propria più alta di tutti pari al 65,7% (in termini assoluti 456,8 euro per ogni residente nel comune partenopeo) e riceve ben 659 euro pro capite tra trasferimenti correnti dallo Stato centrale e dalla compartecipazione all’Irpef.
La gran parte dei Comuni del nord, invece, presenta un risultato di segno opposto.
Prendiamo Brescia. Registra il valore più alto relativo all’autonomia finanziaria (92,8%). Una spesa del personale sul totale della spesa tra i più bassi pari al 39,1% (342,9 euro pro capite) ed ha trasferimenti che non superano i 241 euro pro capite.
La stessa situazione spetta a Forlì piuttosto che a Modena. Solo i grandi Comuni del Nord, chiaramente per le loro dimensioni, presentano risultati meno in linea con il dato medio nazionale.
“A fronte di questi dati – commenta il segretario Giuseppe Bortolussi della CGIA di Mestre – è sempre più necessario accelerare sul fronte del federalismo fiscale. Più autonomia ai Comuni e meno trasferimenti in modo tale da responsabilizzare maggiormente chi amministra le nostre città. Per i cittadini ciò vorrà dire, molto probabilmente, meno tasse e servizi qualitativamente migliori”