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Il Rapporto “Domanda di lavoro e retribuzioni nelle imprese italiane”, realizzato da Unioncamere insieme a OD&M Consulting, analizza la domanda di lavoro e l’andamento delle retribuzioni.
Lo studio contiene tra l’altro un approfondimento specifico sul lavoro dei giovani e sul collegamento tra istruzione e mercato del lavoro, effettuato attraverso una ricerca che ha interessato 224 aziende con la collaborazione dell’Associazione Italiana per la Direzione del Personale (AIDP).
La retribuzione media annua dei dipendenti di imprese private si attesta intorno ai 25.000 euro annui.
Ovviamente parliamo di una media, mentre in realtà gli stipendi variano, e anche di molto.
Si va dai 21.800 euro di chi svolge una professione non qualificata ai 93.450 euro per i dirigenti, notevole il disallineamento tra salari maschili e salari femminili (pari a circa 3.000 euro a favore degli uomini), sensibile la distanza tra retribuzioni medie di quanti sono in possesso del titolo di scuola dell’obbligo e laureati (pari ad oltre 15mila euro).
Anche l’età fa la differenza, dando così valore al percorso di formazione: mentre un cinquantenne con la terza media arriva a percepire uno stipendio superiore del 25% rispetto a un suo pari livello ventiquattrenne, un laureato over 50 guadagna il 180% in più di quando è stato assunto e i due terzi di più di un lavoratore non qualificato.
Dal Rapporto emergono le seguenti indicazioni:
1) Nel 2008 la retribuzione media dei lavoratori dipendenti di aziende private è stata di 25.510 euro lordi, ma due terzi dei lavoratori (10 milioni) percepiscono uno stipendio inferiore a questa quota.
2 ) 6 assunzioni su 10 sono state effettuate dalle PMI.
3) La retribuzione media degli uomini è stata di circa 26.600 euro contro i 23.500 euro delle donne con uno scarto leggermente ridotto rispetto allo scorso anno (passato da 14% a 13%).
4) Si è ridotta dal 16% al 9% la propensione delle imprese ad assumere personale giovanile al di sotto dei 24 anni, mentre è cresciuta del 12,3% la domanda di figure tecniche e specializzate.
5) La scolarità resta l’unico fattore progressivamente differenziante in termini retributivi: si va, infatti, dai 22.500 euro di stipendio medio percepito dai lavoratori che hanno al massimo la licenza dell’obbligo ai 37.620 dei laureati con titolo specialistico, a ciclo unico, o del vecchio ordinamento, o con titolo post laurea. Tra questi due importi la differenza, a favore dei laureati, è del 67,2%; uno “scalino” molto basso (+3,2%) si osserva tra scuola dell’obbligo e qualifica professionale; leggermente più alto (+13,3%) quello nel passaggio dalla qualifica al diploma; molto elevato (+43,3%) quello dal diploma alla laurea specialistica.
6) Anche l’età anagrafica si conferma come un potente fattore di differenziazione; infatti gli stipendi degli occupati over 50 superano del 61,3% quelli degli occupati under 25; questo differenziale è del 53,7% per i lavoratori dell’industria e del 68,7% per quelli dei servizi: in altre parole, si fa più carriera nei servizi che nell’industria.
7) Se si suddivide la popolazione lavorativa in decili (gruppi omogenei di lavoratori percettori della stessa retribuzione) si riscontra che fino a 25.500 (sesto decile) la varietà degli stipendi è minima, mentre per passare da questa fascia a quelle superiori occorrono salti retributivi importanti, superiori al 10%. Le retribuzioni si fanno quindi sempre più distanziate e differenziate, con salti progressivamente più importanti per passare da una fascia retributiva all’altra, ma allo stesso tempo appiattite verso il basso. Il fenomeno è confermato nel 2008 anche dal progressivo restringimento del divario retributivo tra operai (21.750 euro) e impiegati (25.540 euro): questi ultimi nel 2003 percepivano una retribuzione superiore del 19,5% a quella degli operai, percentuale che in questi ultimi anni è stata via via erosa (salvo una leggera risalita nel 2006) fino a scendere al 17,4%.
8) Tra il 2004 e il 2008 oltre un milione di persone sotto-scolarizzate sono state sostituite da una quota analoga a più elevato livello di istruzione. Questa traslazione della domanda delle imprese verso personale maggiormente qualificato ha contribuito alla più moderata crescita retributiva e ad un sostanziale appiattimento delle retribuzioni Nell’appiattimento retributivo generalizzato va segnalato che per i laureati specialistici la possibile progressione retributiva dai 24 anni agli over 50 arriva a quasi il 180%, mentre per gli occupati con la licenza dell’obbligo tale incremento si attesta intorno al 25%.