


di Francesca Minonne
DOPO aver conquistato
migliaia di utenti nei suoi primi quattro anni di vita on-line per
Wikipedia è tempo
di pensare ai prossimi passi da fare.
Il primo è il progetto di passare dai
byte alla carta, si tratterebbe dell’enciclopedia cartacea più grande
al mondo, visto che la versione on-line conta
quasi due milioni di voci redatte in più
di cento lingue da migliaia di volontari sparpagliati in ogni angolo della
Terra.
È lo stesso Jimmy
Wales, fondatore di Wikipedia, a darne l’annuncio: "Stiamo parlando con
molti editori. Mi è sempre piaciuta l'idea di passare alla versione stampata,
perché una parte importante del nostro lavoro è quella di portare
conoscenza nel mondo e non solo alle persone che hanno la banda larga",
ha detto Wales, che spera di vedere la pubblicazione entro il prossimo anno,
intanto il primo passo sarà comunque rendere i contenuti disponibili anche senza
la connessione ad internet col supporto del CD-Rom.
I
progetti non si fermano qui, in ballo c’è qualcosa di ben più
ambizioso: una libera università globale,
senza diplomi, un insegnamento aperto e collettivo.
La Wikimedia Foundation ha sottoposto alla sua vasta comunità l'organizzazione, a livello mondiale, di una libera “wikiversità”, on-line, gratuita e aperta a tutti.
I primi passi in questa direzione erano già stati fatti un paio d'anni fa, quando Wikipedia ha dato il via a "wikibooks", manuali scolastici in rete gratuiti e “aperti”, cioè consultabili, ed eventualmente modificabili, da chiunque. Dal luglio 2003 ad oggi la biblioteca dei wikibooks conta circa dodicimila testi in lingua inglese, e qualche centinaia in italiano.
Il modello a
cui si ispira il progetto è la scuola di Pitagora, con l’obiettivo di “coniugare
la scienza moderna e gli antichi ideali”.
La
Wikiversità si propone come un luogo virtuale dove si insegnano le stesse
materie che compongono i corsi di studio di una università tradizionale, con
l’obiettivo di creare “una modalità radicalmente nuova nell'ambiente e
nelle risorse di apprendimento”.
I primi dubbi sul progetto sono stati sollevati da un giovane
poeta americano, Amish
Trivedi, autore di alcuni wikibooks: "Odio perfino avanzare un
simile suggerimento - scrive in una pagina di commento - ma mi chiedo se non sia
arrivato il momento di pensare a una qualche forma di governo della "wikiversità".
Mi rendo conto che questa idea si distacca dalla formula tradizionale, ma ho la
sensazione che non esista attualmente una direzione precisa, e penso che forse
ipotizzare una leadership, per lo meno temporanea, della "wikiversità", potrebbe
non essere una cattiva idea". Se si riuscirà a superare questo nodo forse il
sogno della libera università di Wiki sarà realtà.