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Hai voglia a comunicare in rete quando, per dirne una, la maggioranza delle aziende vinicole e i molti operatori del settore enogastronomico ancora non hanno una mail o, se ce l'hanno, la consultano una volta al mese, se e quando si ricordano. Sarà che noi ci siamo troppo dentro a questo mondo che - paradossalmente - ancora viaggia e vive attraverso il semplice doppino telefonico, sarà che non abbiamo una visione obiettiva ed anzi professionalmente distorta ma, lo dico sinceramente, è disarmante constatare lo stato di arretratezza tecnologica che affligge anche il nostro amato settore e, ancor più deprimente, rendersi conto di come il muro di gomma non sia costituito da problemi tecnici, limiti fisici o economici - che, in quanto tali, potrebbero facilmente essere superati - bensì da un atteggiamento mentale passivo e rinunciatario che tende a relegare la rete a media di serie b e quindi a darle uno scarsissimo peso. Niente di più sbagliato.
Vi sono ostacoli di vario genere che si frappongono tra le aziende ed il loro utilizzo consapevole e fruttuoso della rete. Cercherò di esprimere qualche mia personalissima opinione, a ruota libera, e senza alcuna presunzione di completezza, con l'intento di spronare i più a cambiare atteggiamento verso questo straordinario mezzo che è anche un luogo. Un luogo dove è importante esserci.
Gli ostacoli intrinseci
Incredibile a dirsi. Talvolta eccesso di opportunità ed efficacia possono trasformarsi da qualità a difetti e creare problemi e confusione. Un po' come il computer che ha sostituito la carta. Sono sicuro che tanti di voi si saranno trovati molte volte a imprecare di fronte ad un documento non salvato sul quale avevano lavorato alcune ore. Di fronte alla vastità della rete e alle innumerevoli risorse che può metterti a disposizione, è quindi plausibile che un'azienda - non fa molta differenza se grande o piccola - abbia problemi di approccio, non sappia bene come muoversi o, per dirla popolarmente, non sappia proprio da che parte girarsi.
Se ho un giornale cartaceo non devo mettermi a spiegare ai miei lettori dove si compra, come si legge, come posso sfruttarlo per promuovere un marchio, un evento, un prodotto o un servizio. Normalmente tutti sanno leggere, tutti sanno cos'è un'edicola, come si compra la pubblicità e a cosa corrisponde. Se faccio tv lo stesso, più o meno tutti sanno utilizzare un telecomando e fare zapping. Di fronte alla rete ogni certezza sembra invece venire meno. Tante e tutte ugualmente interessanti sono le opportunità e le vie messe a disposizione, che l'azienda sembra perdersi di fronte ad esse.
Gli ostacoli lato client
Il client, in gergo, è quello che interroga o chiede alla rete di fare qualcosa per lui. Quando ti metti a navigare con internet explorer per esempio, o con un altro browser (si dice 'bràuser' ed è quel coso che serve a vedere le pagine di internet), quando scarichi la posta, fai il client che chiede a determinati computer/contenitori sparsi sulla rete (i server) di 'servirgli' qualcosa, in genere si tratta di contenuti (testi, immagini, filmati, musica, posta, file, ecc.).
Il problema è che ci sono ancora un mucchio di aziende (in questo caso piccole aziende) che si connettono in rete una volta alla settimana quando va bene, che guardano la posta un giorno si e tre no, che usano servizi mail gratuiti forniti da provider come libero, telecom, tiscali, ecc., che non hanno un sito, un dominio registrato, che si connettono con un modem 56k e non hanno idea di cosa sia la banda larga che hanno un approccio alla rete, in definitiva, assolutamente arretrato ed inutile se non per giocherellare quell'oretta alla fine del servizio al ristorante o dopo aver controllato un rimontaggio o fatto le potature di fine maggio / giugno. Per usarla così la rete, un consiglio, tornate al telgrafo.
E non è che le grandi aziende se la cavino poi tanto meglio.
Magari hanno l'adsl, magari si connettono tutti i giorni e consultano la posta
elettronica ma poi non rispondono alle mail (o rispondono con
troppo ritardo), magari non hanno registrato il loro dominio, oppure lo hanno
fatto ma non hanno il sito, magari inveve il sito ce l'hanno ma statico e senza
la benché minima idea di quanta gente ci vada sopra e da dove provenga (tanto ci
sono 'quelli del sito' che ci pensano). Ultimamente hanno sentito parlare di
blog o di corporate blog. Fremono e non vedono l'ora di aprirne uno per
'pubblicarci su' le brochure aziendali... non ci siamo proprio. Poi un giorno
dici, dai non può essere veramente tutto così, chiami due o tre grandi aziende
per consolarti e irrimediabilmente ti scontri con un mondo che ammette la
propria completa ignoranza.
Il fatto, mi riferisco in particolare alle grandi aziende, è che probabilmente anche quelle che cercano di darsi da fare, non hanno la minima idea di come funzioni la rete, di quali siano le sue strade, i suoi volti e l'approccio sia conseguentemente inappropriato, fotocopia di quello che si utilizzarebbe per qualsiasi altro media, cosa che non è possibile. Internet è diversa (o è tutti i media, come preferite) e richiede conoscenze e approcci specifici. Insomma, c'è da fare, c'è ancora molto da fare.