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Ma cosa potrebbe succedere, se qualcuno, o qualcosa, fosse in grado di
mettere insieme tutti i pezzetti di informazioni che ci riguardano e che
sparpagliamo per la rete? Se quello che abbiamo scritto in una e-mail, i siti
visitati l'altro ieri e l'annuncio su un blog fossero tutti riconducibili a noi?
Sarebbe un incubo?
"Hai mai fatto un sogno così reale, da non capire se è un sogno o realtà?"
Ma non lo è. O almeno i prerequisiti tecnici perché non sia solo un brutto incubo ci sono. Sta quindi alla buona fede dell'entità non sfruttare questi dati contro di noi.
Chi e cos'è quest'entità?
Sono i motori di ricerca, l'unico strumento su Internet davvero
insostituibile. Insostituibile perché svolge una funzione di "unione" tra il
bisogno dell'utente di accedere ad un archivio unico e centralizzato e la
necessità della rete di essere decentralizzata e sparsa.
Un motore di ricerca è unico e può essere visto come punto di congiunzione, come
nesso in comune attraverso cui tutta la rete di persone (noi e gli altri) passa
per raggiungere Internet. Un punto di congiunzione che ci dà la visibilità sulle
informazioni, che sa cosa stiamo cercando, che sa cosa abbiamo cercato ieri e
conosce su cosa abbiamo cliccato ieri.
Ora c'è da mettere in chiaro la mia posizione, mi sforzo di essere obiettivo, ma dopo anni di sicurezza informatica e difesa della privacy, valuto le tecnologie in relazione al "caso peggiore". Per questo non continuo raccontando quel che suppongo, ma esporrò quel che tecnicamente è certo, le possibilità alle quali già ora viene lasciato spazio.
Quando si parla di "motori di ricerca" inconsciamente si pensa a Google, Yahoo, Alltheweb e pochi altri. L'analisi che segue verte per lo più su Google, tecnicamente il migliore secondo molti aspetti, e di conseguenza anche il più inquietante.
1) Il cookie "eterno": Google è l'unica entità che usa i cookie impostati per spirare domenica 17 Gennaio del 2038, cioè la massima data esprimibile attualmente con 32 bit. Se avessero potuto mettere 2100 l'avrebbero fatto, e perché? Basta pensare all'utilità di un cookie. Agli albori del web, i cookie aiutavano ad ottimizzare la trasmissione. Quando mi collegavo ad un sito scaricavo con il modem macinino a 56k tutte le pesanti immagini e un piccolo cookie. La volta successiva la presenza di quel cookie nel mio browser mi consentiva di sapere che non avrei dovuto riscaricare le immagini, le avevo già nella cache. In seguito le vecchie e statiche pagine HTML sono diventate dinamiche, si sono trasformate in applicazioni, è stato necessario identificare gli utenti ed i cookie hanno preso la funzione di "riconoscere" un utente che si era autenticato con una certa coppia username/password tempo prima, in modo da togliergli la pesantezza di rifare login. I cookie attualmente, vista la quantità di web application che usiamo, prendono significato per il server consentendogli di lasciare informazioni sul nostro computer (lingua, identificativo univoco che gli consente di farci autenticare senza login e password, date di accesso, preferenze,...). È una feature a tutti gli effetti.
Ma il cookie del quale parliamo esiste ben prima che venissero lanciati servizi quali Gmail, Orkut, gli utenti Google per newsgroup e tutti gli altri strumenti gentilmente offertici. E prima a che serviva? A che serviva un cookie con una durata così PALESEMENTE INFINITA? L'unica utilità che mi spiego è quella di poterlo tenere facilmente memorizzato in uno dei suoi infimi e lenti database, e poter selezionare le ricerche che un cookie ha effettuato nei suoi mesi di attività. Un cookie = un computer. Questa è paranoia? Viene fatto, attualmente, ora però è sotto forma di servizio (prima solo una feature dietro le quinte)
Finchè penso a yahoo, che sin dall'inizio offriva il servizio di webmail oltre che di motore di ricerca, riesco a trovare un motivo al suo cookie. Ma nel caso di Google, famoso per il suo minimalismo grafico, a cos'altro poteva servire un cookie che dal 1998 sarebbe durato QUARANT'ANNI?
Attualmente quindi sappiamo che, senza compiere l'adeguata pulizia che non viene mai effettuata come routine dagli utenti di medio e basso profilo tecnico (praticamente: la grande massa), le ricerche effettuate su un computer possono venire tracciate. Questo implica almeno due grossi problemi:
- La profilazione dell'utente: l'utente che usa il computer ha il suo cookie che consente ad un motore di ricerca di mettere in ordine tutte le sue ricerche effettuate. Che saranno mai? Semplicemente le nostre curiosità, passioni, conoscenze che crescono con il tempo, lavori che seguiamo, persone che conosciamo, eventi ai quali partecipiamo, il nostro nome in più di una salsa, ecc. Sì. Decisamente sufficiente per essere preoccupati.
- L'"immagine" degli interessi della massa. La massa è il target per eccellenza, se vendo lavatrici non cerco di conquistare la massaia 90enne che lava al fosso con il sapone di marsiglia, perché rappresenta una minoranza. Ma tutte le famiglie, i single e le massaie rimanenti, loro sono un target succulento per le mie lavatrici. Supponi ora di sapere cosa le persone CERCANO, come resistere all'opportunità di dar loro il suggerimento che si aspettano? Come poi resistere quando posso rivendere questo servizio pubblicitario? Più di una mamma mi ha detto "preferisco che mio figlio/a veda un film bollino rosso con me, che lasciarlo/a davanti alla pubblicità di un pomeriggio". Capisco l'amore materno, ma che noi possiamo essere vittime quanto gli altri non ci starà mica sfuggendo?