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La situazione tecnologica e informatica nella micro e piccola impresa italiana. Un azienda su quattro non ha nemmeno un pc.....

Presentati i risultati della ricerca “Il Digital Divide nella micro e piccola impresa italiana”, la prima indagine di questo genere che analizza, a livello nazionale, la portata del divario tecnologico in un comparto che costituisce più della metà dell’intero sistema economico italiano: ne risulta un’Italia digitale a macchia di leopardo, in cui oltre un’azienda su quattro non ha nemmeno un PC.

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Oltre il 26% delle aziende, attive nei settori del Commercio al Dettaglio, Commercio all’Ingrosso, Pubblici Esercizi e Servizi, dichiara di non possedere un PC, e più del 57% di averne uno o al massimo due; il 68,7% delle aziende risulta connesso alla rete mentre solo il 38,3% dispone di un sito Internet.

Questi sono solo alcuni dei dati emersi dalla ricerca “Il Digital Divide nella micro e piccola impresa italiana” che Confcommercio e Assintel – l’Associazione Nazionale delle Imprese ICT - hanno commissionato a Freedata, società di servizi integrati di marketing specializzata nel settore dell'Information Technology e delle Telecomunicazioni.

Due i punti di partenza fondamentali da cui è nata l’idea della ricerca: -conoscere nel dettaglio il divario digitale, inteso come grado di utilizzo delle tecnologie, che è l’altra faccia della medaglia di quell’asset strategico per la competitività di ogni sistema economico che si chiama innovazione; -monitorare il divario in un settore che per dimensioni è una fra le realtà caratterizzanti il tessuto produttivo nazionale: la micro e piccola impresa del Terziario. Prima nel suo genere, infatti, la ricerca prende in considerazione anche le aziende con meno di dieci addetti, solitamente non considerate nelle statistiche ufficiali, sebbene rappresentino quasi il 95% delle imprese italiane.

Ne è emerso un quadro frammentato, sia per settore merceologico sia per area geografica, in cui l’innovazione è lontana dall’essere riconosciuta come motore della competitività. “Questa distribuzione non omogenea è la principale causa di disparità fra piccole e grandi imprese. Se, infatti, i fattori discriminanti sono sempre esistiti, oggi la diversa fruizione delle nuove tecnologie sta creando un divario ancora più grande che allontana sempre più la piccola impresa dagli scenari competitivi”, commenta Giorgio Rapari, Presidente di Assintel e della Commissione Innovazione Tecnologica e Sviluppo d’Impresa di Confcommercio, promotric e della ricerca. “Occorre creare cultura fra le aziende, e il nostro compito è proprio quello di aiutarle sempre più a prendere confidenza con gli strumenti tecnologici attraverso programmi mirati, oltre a offrire una corretta comunicazione dei benefici che la tecnologia può fornire per il proprio business e per entrare a pieno titolo nelle dinamiche del mercato”.

La metodologia e l’universo d’indagine

L’indagine è stata condotta nel periodo novembre -dicembre 2006, attraverso la somministrazione di un questionario telefonico ai principali referenti aziendali (proprietario, titolare, amministratore….). Oltre 3.300 è la dimensione del campione di aziende intervistate appartenenti ai settori del Commercio (sia Ingrosso che Dettaglio), dei Pubblici Esercizi e dei Servizi di tutta Italia, rappresentativo di circa 2.240.000 imprese. Il campione di aziende intervistate è stato stratificato per i quattro settori di attività (1), cinque fasce di addetti (2) (dimensione) e diciassette regioni (3) (localizzazione), per un totale di 340 strati mutuamente escludentesi, entro i quali sono state classificate le aziende dell’universo e, parallelamente, del campione.

(continua sotto la comunicazione pubblicitaria)

Nell’indagine sono stati analizzati sia il livello di penetrazione e di utilizzo dell’ICT, sia i relativi atteggiamenti e percezioni in proposito. Le tecnologie oggetto della ricerca sono state quelle con cui le aziende, di ogni dimensione o settore, devono confrontarsi sempre di più, ovvero personal computer (inteso come notebook o desktop), server, connessioni ad Internet e linee a banda larga, utilizzo di software, ecc.

Per conoscere al meglio il target è importante fare chiarezza sulla tipologia di aziende che compongono i vari settori: Commercio al Dettaglio e Commercio all’Ingrosso (7) comprendono aziende che trattano sostanzialmente tutte le tipologie di prodotti; i Pubblici Esercizi comprendono invece essenzialmente gli alberghi, i ristoranti, i bar ed i locali pubblici; i Servizi sono invece il settore più ampio, non solo per il peso percentuale che assumono nell’universo della ricerca, ma anche per le diverse attività che sottendono: si va infatti dai servizi per le imprese, ai servizi di autotrasporto, ai servizi immobiliari e ai servizi per lo sport e il tempo libero.

Per facilitare l’analisi dei dati, le imprese sono state raggruppare in ditte individuali, micro imprese (da 2 a 9 addetti) e piccole imprese (da 10 a 49 addetti) con l’obiettivo di capire come queste fasce dimensionali sono distribuite all’interno di ogni settore.

L’auto-valutazione degli investimenti ICT

Una delle prime domande poste agli intervistati ha riguardato una valutazione degli investimenti ICT della propria azienda. Una percentuale significativa (il 20,2%) ha reputato il grado di tecnologia nella propria azienda molto basso (voto 1, in una scala da 1 a 7), mentre più della metà delle aziende considerate (53,6%) ha espresso un giudizio maggiore o uguale a 5, indicando come queste abbiano una buona percezione dell’utilizzo della tecnologia nella propria azienda. Il Commercio all’Ingrosso mostra una valutazione più alta della media rispetto agli altri settori oggetto dell’analisi. Seguono i Servizi ed i Pubblici Esercizi, mentre si attesta sotto la media il Commercio al Dettaglio. Valutando invece il dato per numero di addetti, non emergono particolari sorprese: mediamente al crescere della dimensione aziendale, aumenta anche l’entità dell’investimento in ICT, e ciò si riflette ovviamente anche sulla percezione espressa dal titolare/imprenditore.

Le dotazioni hardware e software nelle aziende

Volendo definire la dotazione tecnologica del set di imprese coinvolte nella ricerca, il primo dato rilevante è certamente quello relativo al parco PC (8) installati. Nel complesso, oltre il 26% delle aziende (corrispondente a circa 586.000 unità) dichiara di non avere neppure un PC e oltre il 57% di averne uno o al massimo due. Le ditte individuali con almeno un PC sono infatti il 66,9% del totale, percentuale che balza all’83,7% nelle imprese con numero di addetti compreso fra 2 e 5, per arrivare poi alla quasi totalità per le imprese tra i 20 e 50 addetti.

Nel complesso del target analizzato, le imprese con almeno un PC sono pari al 73,8%, percentuale che assume però declinazioni differenti in funzione del settore merceologico e all’area geografica (nel centro-nord sono circa il 20% le aziende senza PC mentre al sud arrivano al 40,2%). Con un livello tecnologico più avanzato emergono i Servizi e soprattutto il Commercio all’Ingrosso (la percentuale di aziende con almeno un PC è pari rispettivamente all’84,5% e al 91,8%), mentre più arretrati risultano i Pubblici Esercizi (penetrazione del PC pari al 66,5%) e il Commercio al Dettaglio (55,3%).

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Data di pubblicazione: 25/03/2007
Categoria: E-business