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Sappiamo benissimo che la tecnologia non è di per sé strategica, ma è strategico il modo di utilizzarla nel proprio contesto di business.
Se la usiamo come strumento di supporto della regolarità amministrativa, non ci meravigliamo più di tanto che la si considera solo un costo e non un valido investimento.
Ammettiamolo apertamente, le aziende che hanno successo ai giorni nostri, sono quelle che hanno saputo reinventarsi il loro business, facendo dell’ innovazione il driver del loro successo.
L’ aver saputo utilizzare la tecnologia informatica in chiave strategica, per supportare nuovi prodotti e nuovi servizi, ha permesso a queste aziende di essere vincenti nelle loro attività, aumentandone il vantaggio sulle dirette concorrenti.
Le altre aziende che invece sono rimaste al palo, continuano ad utilizzare il sistema informativo solo per stampare le fatture e passare poi la lista al commercialista; le più lungimiranti si sono dotate dello stesso software di quest’ ultimo così all’occorrenza gli possono anche passare il dischetto con fatture e prima nota.
Per il resto? Assolutamente niente! A mano si fanno gli ordini a fornitori, a mano si controlla la corrispondenza della merce arrivata, a mano si controllano le fatture d’ acquisto relative.
E che dire della schedulazione degli ordini, della pianificazione della capacità produttiva, del controllo dei margini di contribuzione per articolo, del monitoraggio dell’ efficienza, della produttività?
Sembrano tante belle parole, ma sono così lontane tanto che nessuno le ascolta più.
Ma perché succede tutto ciò? Perché il nostro imprenditore continua ad ignorare una risorsa che sicuramente può essergli di aiuto?
Forse perché è stato deluso in passato? Ha investito negli anni passati e non ha ricevuto nulla di concreto? Se è così allora occorre effettuare una profonda analisi nel rapporto tra le PMI e i loro fornitori del settore Information Technology.
Occorre che ciascuno sia chiaro nel rapporto reciproco e definisca le proprie competenze, senza barare e senza mezze frasi. Se è venuta meno la fiducia o addirittura se non c’è mai stata, è il momento giusto di riprendere il dialogo perché è sul piatto la sopravvivenza di tutte le nostre PMI.
Cominciamo da cosa dovrebbe fare l’ imprenditore.