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Come è evoluto il passaparola negli ultimi anni?
Roberto Venturini analizza questo tema, evidenziando le potenzialità ma
anche i rischi connessi a questa forma di marketing alternativo. Roberto
Venturini affronta questo tema, che sempre più spesso è utilizzato dalle aziende
in strategie di marketing alternativo
Sono passati i tempi in cui il passaparola era un fenomeno auspicabile ma poco
controllabile: il passaparola si è fatto adulto, trasformandosi in una nuova
area del marketing; con la sua disciplina, la sua scienza, la sua associazione.
Un nuovo nome: Word of Mouth. E nuove polemiche. L'idea di fondo del Word of
Mouth è quella di influenzare positivamente il target sino al punto in cui il
consumatore si trasformi egli stesso in strumento di comunicazione verso gli
altri consumatori e prospect. Uno strumento di comunicazione molto più credibile
della pubblicità, in quanto "indipendente" e proveniente da una fonte cui
generalmente diamo più attenzione che alle comunicazioni commerciali sui mass
media – anche perchè di messaggi pubblicitari ne riceviamo molti e di messaggi
interpersonali, molti meno.
Il Word of Mouth può quindi positivamente influenzare fattori come la brand awareness e la brand equity, l'interesse per un prodotto e la propensione all'acquisto: dare maggiore credibilità a quanto comunica "tradizionalmente" una azienda e essere determinante nel buy cycle dei consumatori. Il problema è che a volte il "consumatore soddisfatto" con cui crediamo di parlare non è che un personaggio al soldo dell’azienda, che cerca di manipolare le nostre opinioni e le nostre decisioni d'acquisto...
Il Word of Mouth è efficace perchè va a toccare un tasto sensibile
dell'umanità, ovvero la passione per consigliare il prossimo, per mostrare la
propria validità additando agli altri prodotti che testimonino della nostra
capacità di discernere.
Alcuni studi avrebbero mostrato come quasi un quarto delle conversazioni che
conduciamo abitualmente finisca per contenere una qualche forma di consiglio,
raccomandazione o di condivisione della scoperta di un prodotto.
Nel Word of Mouth si passa da operazioni di product placement al sampling su
opinion leader; dall'uso di consumatori che fungano da propagandisti
apparentemente spontanei (ma segretamente pagati per questo) ad operazioni di
stealth marketing (in cui si mantiene segreta la partecipazione dell'azienda in
eventi, happening o simili) oppure l'infiltrazione (ad esempio in forum di
discussione online) di personale al servizio dell'azienda, che usa identità
fittizie per manipolare l'informazione e la discussione, pubblicando ad esempio
entusiastiche recensioni sui prodotti fingendo di essere un consumer qualunque.
Il tutto con una forte convergenza (o sovrapposizione) verso forme di Marketing
Virale o di Guerrilla Marketing.