






Carmelo Cutuli

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Sono ben 13mila i professionisti italiani attualmente iscritti alla community Linkedin, il social network per ricerche di personale, proposte di lavoro e progetti, che vanta qualcosa come 569.600 iscritti in continua crescita nei 5 continenti.
Linkedin come OpenBC è basato sul principio dei '6 gradi di separazione' attraverso il quale, in teoria, si potrebbe raggiungere una qualsiasi persona sulla terra, passando per non più di 5 persone che si conoscono a vicenda. La teoria dei 'six deegres' è stata formulata da Albert-László Barabási che nel suo libro 'LINKED: The New Science of Networks' ne ha 'sviscerato' prerogative e segreti.
La maggior parte dei sistemi sono gratuiti (almeno nella fase Entry Level) ed a prova di privacy, nessun utente infatti può contattare gli altri senza una preventiva autorizzazione. All'interno dei siti è solitamente presente un motore di ricerca utile a trovare la persona giusta per mettere in pratica un progetto o un'opportunità di lavoro.
In Italia, a parte BizBureau il primo emulo di Linkedin ed Ecademy che è presente con punti di riferimento a Roma e Milano, sta scoppiando una vera e propria 'febbre da Linkedin' e sono già 13.000 i manager che 'fanno a gara' per occupare i primi posti della classifica italiana.
Nella top40 mondiale di Linkedin.com per numero di connessioni c'è anche un italiano: Carmelo Cutuli, project manager e business developer dell'Etna Valley che è stato anche uno tra i primissimi 'linkediners' mondiali.
È italiano anche il primoLinkedin Users Club che si propone la mission di fare uscire dal web questo strumento organizzando una serie di incontri informali tra utenti e l'organizzazione di workshop a tema.
Va forte in Italia anche Ecademy, tool molto simile a Linkedin, basato su una 'trusted community' che fa capo a Thomas Power manager di British Telecom ed autore del libro Networking for Life.
C'è quindi da aspettarsi un autunno denso di novità nel settore dei portali business e c'è anche chi giura che la 'New Wave of New Economy' è già alle porte e vedrà i social networks tra gli avamposti mondiali del nuovo dotcombusiness.