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STILI DI VITA

Giorno della Memoria: per non dimenticare.

Mio papà, classe 1919, dopo aver fatto la disastrosa ritirata dal Don fu catturato e mandato in Germania, nel campo di concentramento di Buckenvald, per poi essere mandato a lavorare in una fabbrica militare a Kremenn

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Note sull'autore

Dr. Adriano Tansini

Informazioni su: Dr. Adriano Tansini

Il Dr. Tansini Adriano è attualmente dirigente di una importante multinazionale nella quale ricopre funzioni direttive.
Ha maturato una notevole esperienza in pù di trentacinque anni di carriera, iniziando da semplice operaio-studente.
Dopo la ... (continua)

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Mio papà, classe 1919, deceduto due anni fa, dopo aver fatto la disastrosa ritirata dal Don fu catturato nella stazione di Reggio Emilia (molto vicino a casa) nel 1943 e da qui mandato in Germania, nel campo di concentramento di Buckenvald, dove stette circa un mese per poi essere mandato a lavorare in una fabbrica militare a Kremenn.

I suoi tremendi racconti: botte per rubare bucce di patate, fatiche, privazioni di ogni tipo, fame, una camicia  indossata per due anni, 47 Kg di scheletro quando è stato liberato e tante altre terribili cose che ha cominciato a raccontarmi quando avevo 5 anni (oggi ne ho 55), sono pesi che non posso dimenticare.

Oggi, 27 Gennaio 2005, più che mai a due anni dalla sua scomparsa ne sono scosso ed emozionato.

(continua sotto la comunicazione pubblicitaria)

Vorrei rivolgere un appello: mio papà è tra i tanti IMI (Internati Militari Italiani) che hanno subito la stessa sorte di lavori forzati: moltissimi non sono tornati. Qualche anno fa sembrava che la Germania riconoscesse anche agli IMI un simbolico risarcimento; compilai tutti i documenti, scrissi, telefonai: volevo che prima che mancasse avesse almeno la 'soddisfazione morale' di vedere riconosciute dalla Parte che ha offeso (la Germania) le sue  responsabilità, che il tempo non deve cancellare così in fretta.
Mio padre mi diceva di non illudermi, che tutto sarebbe finito in niente; e così è stato perché gli IMI, così ci hanno risposto, rientravano nella categoria dei prigionieri di guerra e come tali non risarcibili.

NON E' GIUSTO: sia reso omaggio alla memoria, almeno oggi, almeno dalla propria Patria, alle migliaia di IMI di cui poco si sente parlare, ma che sono stati internati, diversamente dagli altri, solo perché non era prevista l'eliminazione fisica premeditata, anche se poi, nei fatti, avveniva. 

Fate qualcosa per non dimenticare gli IMI.

L'emozione mi sta sopraffando: non mi vergogno di dire che sto piangendo e mi sto rimproverando di non avere esaudito il desiderio di mio padre di ritornare nei luoghi di prigionia.Ci tornerò tra due anni con il mio secondo figlio, in occasione di una visita organizzata dalla scuola.

Cordiali saluti

Adriano Tansini (in nome di suo papà Paolo)
Per eventuali commenti: adriano.tansini@gmail.com

Data di pubblicazione: 27/01/2005
Categoria: Stili di Vita