






Roberto Venturini

Su gentile concessione di Apogeonline... (continua)
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L'oggetto in questione è una sorta di badge elettronico. Come il Tamagochi di
nuova generazione, comunica in modo wireless coi suoi simili - ma invece di
generare cuccioli virtuali produce utili spunti per attaccare bottone col
prossimo.
Ci sono voluti anni di ricerca al prestigioso MIT per capire
che:
a) negli eventi business metà della gente cerca disperatamente di capire
chi sono i potenziali clienti cui fare una tentata vendita al volo
b) l'
altra metà cerca freneticamente un pretesto passabile per attaccare discorso con
la bonona / bellone che si trova seduto di fianco.
Così, invece del solito,
inutile, badge cartaceo, la scienza ci propone un device che cambierà per sempre
il social networking 'sul campo'.
Questo simpatico terminale 'neckheld' (da
portare al collo, come la sveglia dei cannibali, e circa dello stesso peso -
quasi un paio d'etti) viene preprogrammato all'atto della consegna. Voi dovete
solo compilare un semplice questionario fornito dall'organizzazione, che
provvederà a trasferire le vostre informazioni allo scatolotto.
Le domande
possono essere di vario tipo: in un evento fieristico potreste dover inserire
professione, campo di attività, aziende in cui avete lavorato o interessi
specifici; in eventi di socializzazione potrà esservi richiesto di inserire il
colore, l'hobby o la perversione sessuale preferiti.
Caricato il badge elettronico, questo inizia a esplorare i propri vicini, comunicando via infrarossi e presentandovi automaticamente a chi vi sta attorno.
Chiaro, il potenziale di disastro sociale generato da incauti usi dell'apparato è quasi infinito: non sono sicuro mi farebbe piacere che il mio badge rivelasse all'universo che per anni ho lavorato alla stesura di dialoghi per i film porno (lavoro fantastico, poca fatica: tutte vocali, consonanti zero) o che sono una spia della concorrenza venuta a capire cosa proponete al vostro stand.
D'altra parte affascina il concetto di un device che aiuti a rompere il ghiaccio fra sconosciuti (Ciao Maria, mi chiamo Giulio, abbiamo tre cose in comune: alleviamo scarabei stercorari, siamo azionisti Parmalat e siamo allergici alla mortadella), evitare di commettere dei suicidi sociali (raccontare barzellette sui carabinieri al comandante dell'Arma, in borghese) o di capire nel giro di pochi secondi se vale la pena di iniziare a parlare con la persona che abbiamo di fronte (Sono Filippo, ho 4 miliardi di budget da spendere in tecnologie di CRM / Buongiorno sono Ugo, ho un magazzino pieno di software di CRM che fa la muffa...)