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STRATEGIE E MANAGEMENT

I termini manageriali sono realmente compresi?.

Si fa un largo impiego di termini come budget, obiettivi, previsioni, proiezioni, e magari anche predizioni, come se fossero dei sinonimi ed infatti sono spesso utilizzati così nel linguaggio di tutti i giorni

Si fa un largo impiego di termini come budget, obiettivi, previsioni, proiezioni, e magari anche predizioni, come se fossero dei sinonimi ed infatti sono spesso utilizzati così nel linguaggio di tutti i giorni. In un contesto imprenditoriale, tuttavia, ciascuno di essi rappresenta un concetto con un significato specifico e differente da quello degli altri. Un uso improprio di tali termini causa confusione e può condurre a conseguenze molto spiacevoli.

Addirittura a volte si riscontra in alcune aziende una propria terminologia, quasi un dialetto, e tutto ciò a prescindere dall’area funzionale. Non si sottrae da questa triste verifica, nemmeno l’area amministrativa, che confonde il bilancio di verifica con la situazione dei conti.

Credo che a questo punto sia doveroso approfondire il significato di ciascuno di questi termini, utilizzando non certamente il vocabolario della lingua italiana, ma individuando le implicazioni che ciascuno di essi ha con la strategia aziendale.

Cominciamo dal Budget: è sicuramente il concetto più semplice da definire, dal momento che è uno strumento fondamentale della contabilità. Non tanto fondamentale da essere riconosciuto come obbligo di legge, per cui viene lasciato al libero arbitrio dei manager. Chissà perché per la Privacy, la legge ci impone di fare un budget (DPS- Documento Programmatico sulla Sicurezza), mentre non ritiene utile rendere obbligatorio, il documento che riguarda i ricavi, i costi ed i profitti. Lasciamo perdere e torniamo a noi. Un budget è un piano di azioni con cui allocare le risorse finanziarie in varie voci di spese (impianti, materie prime, personale, promozioni, etc. etc.) per produrre i ricavi delle vendite.

La peculiarità dei budget è data dal fatto che la maggior parte dei costi sono sostenuti prima di conseguire i ricavi e sono noti con un maggior livello di certezza. In altri termini, un budget, sebbene preparato con molta precisione, rispecchia il livello di incertezza in cui opera l’azienda e da cui deriverà il suo eventuale profitto.

La Previsione, per definizione è: ciò che si ritiene sia probabile possa accadere nel futuro. E’ ovvio che non si può predire il futuro, d’altra parte, la vita, non solo quella aziendale, sarebbe impossibile se il futuro fosse totalmente ignoto. La caratteristica del futuro è che esso non è totalmente noto, né totalmente ignoto, è incerto.

In un contesto imprenditoriale, è importante poter distinguere ciò che è noto con relativa certezza e ciò che è meno certo (o più rischioso). Una buona previsione è quella che offre analisi obiettive sui rischi inerenti il futuro, dal momento che il profitto deriva da una corretta gestione del rischio.

Il punto di partenza per fare la previsione è il possesso di una visione obiettiva dell’ambiente da cui l’azienda trae i ricavi di vendita. Sarà più facile o più difficile per il prossimo anno? Che farà la concorrenza? I clienti cosa dicono: respirano aria di ottimismo o di pessimismo? Sarà il caso di abbassare i prezzi di vendita o di alzarli?

L’ Obiettivo (target): è ciò che si vorrebbe che accadesse e che si cerca di raggiungere. Il successo nella gestione delle aziende richiede analisi obiettive e ottimismo. Sull’autostrada del successo aziendale, non si incontrano guidatori prudenti, ma solo gente che immagina l’impossibile e lo raggiunge. Fissare obiettivi ottimistici è una condizione necessaria per la crescita. I problemi nascono quando non si hanno le idee chiare: quando cioè l’ottimismo diventa politica aziendale e gli obiettivi vengono utilizzati come se fossero il budget.

Volete un piccolo esempio? Ecco un discorso fatto da un manager serio: “Le statistiche ci indicano che probabilmente il prossimo anno non riusciremo a raggiungere i 10 milioni di euro, ma solo 9 milioni; vi sottopongo il budget per i 9, ma vorrei provare con voi a raggiungere il traguardo dei 10, dobbiamo assolutamente provarci”.

La Predizione, si può definire con questo termine: una visione soggettiva relativa ai risultati di un evento futuro. In realtà, fare predizioni è compito degli iscritti all’associazione dei maghi e degli indovini, che oggi stanno avendo diverse proposte di collaborazione con i vertici aziendali. La caratteristica della predizione è che essa implica certezza, senza possibilità di alternativa. Il futuro di un’azienda sarà influenzato da un numero di eventi per i quali non esistono dati da proiettare, né fatti da analizzare, pertanto, non c’è altra strada che fare una predizione. Si potrà sbagliare, si potrà aver ragione, ma non resta altro da fare che scommettere e lì dove le possibilità sono maggiori elaborare una strategia. Le predizioni non sono previsioni, ma sono necessarie per svilupparle.

Per ricapitolare: per il bene dell’azienda, tutti gli artefici del girotondo dovrebbero comprendere la differenza tra i termini indicati, considerando che è in gioco il successo prima e la sopravvivenza poi della stessa impresa. Smettiamola di fare budget, con i fogli excel, prendendo le cifre dell’anno precedente e proiettandole del più o meno 5%, magari anche ad esercizio già avviato da qualche mese. Concentriamoci non tanto sulle cifre esposte, quanto sulle ipotesi, sulle idee e sugli scenari.

Queste attività appartengono al bagaglio professionale solo di alcuni manager “ben pensanti” appartenenti alla nuova scuola manageriale del “dolce stil novo”.

Data di pubblicazione: 15/03/2006
Categoria: Strategie e Management


Note sull'autore

Ruggiero Cristallo

Informazioni su: Ruggiero Cristallo

Consulente di Direzione APCO e membro AIP, coniuga da 27 anni le tecnologie più innovative con le moderne tecniche manageriali. Amministratore della Cedam srl, software house di riferimento nello sviluppo di strumenti direzionali tipo... (continua)

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