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Il ritmo accelerato che caratterizza il mondo che ci circonda richiede un’enorme capacità, da parte degli imprenditori, di saper cogliere il momento giusto e di non fare passi falsi nella loro attività decisionale.
I mutamenti sociali e quelli tecnologici notiamo che gareggiano tra di loro nel massimo sforzo per stabilire chi dei due riesce a cambiare il mondo più velocemente.
E’ il regno del caos, sono venuti meno i punti di riferimento del mercato in cui si è sempre operato e per dirla alla Henry Ford…”…ho visto grandi business diventare nient’altro che il fantasma di un nome perché “alcuni” avevano creduto di poter continuare a gestire gli affari come avevano sempre fatto”.
Costoro, accecati dalla loro presunzione e dalla loro tendenza all’autocompiacimento, non si sono resi conto, a tempo debito, che i ritmi di cambiamento stavano mutando.
Ad onor del vero, dobbiamo giustamente riconoscere che i nostri imprenditori di pmi non sono stati gli unici a cascarci, considerando che anche colossi mondiali si sono trovati nella stessa situazione, mi riferisco a corporate del calibro di Ibm ed altri). Questi colossi multinazionali avevano il mercato in mano, erano ai primi posti in ogni classifica e poi …, un bel giorno la loro eccellenza diventa mediocrità e quello che era fatto a regola d’arte è diventato inaccettabile e non più gradito. Il mondo degli affari, a differenza di qualsiasi altro mondo o sistema, non è soggetto a cambiamenti lenti, ma a massicce accelerazioni e mutamenti.
Quelle imprese che non riescono a tenere il passo, sono destinate a soccombere.
Alcuni però durante questi lunghi anni non sono rimasti con le mani in mano e hanno provato a reagire. Le loro azioni però sono state il frutto di panico e desiderio di vendetta e come tutte le azioni mosse da tali desideri non hanno prodotto che risultati poco brillanti. Le conseguenze di tali azioni si sono riscontrate in diverse aree del business:
Tutto ciò ha contribuito alla distruzione del business, specialmente in quelle imprese dove non si è investito molto in tecnologia. Eppure non ci voleva una “gran scienza” , ad immaginare verso cosa stavamo andando a schiantarci, in quanto una forza di lavoro transitoria manca sicuramente di quel carattere di lealtà necessario a creare un team unito, indispensabile risorsa a disposizione del management per risalire la china.
Abbiamo fatto proprio un grande sbaglio a prestare poca attenzione alla qualità, all’importanza della formazione e dello sviluppo, abbiamo impoverito le nostre risorse a disposizione e quando ci sarà la ripresa, con il ritorno delle opportunità, coloro che vantano capacità eccezionali e conoscenze specifiche saranno alquanto vendicativi, qualora decidessimo di richiamarli in azienda, oppure si venderanno al nemico.
Magari si potesse mettere l’orologio indietro o pretendere che quanto accaduto venga cancellato.