


Ci sono momenti nella vita, in cui capire come va il mondo è più complicato del solito, non solo in ambito aziendale. L’uomo viene quotidianamente bombardato ogni giorno da stimoli ed impulsi che lo cambiano continuamente, modificando le sue conoscenze, le sue abitudini e di conseguenza i suoi atteggiamenti, i suoi bisogni e le sue aspettative. Queste cinque prospettive, appena elencate, non è detto che cambino contemporaneamente, spesso denotano, per chi li osserva (economisti, sociologi, etc. etc.), uno sviluppo alquanto atipico, a volte le variabili in gioco sembrano tra di esse collegate, altre volte lo sembrano meno.
Ma indipendentemente dal modo in cui si osservino tali cambiamenti nell’uomo, un fatto è certo: quest’ultimo cercherà di contaminare anche l’ambiente esterno in cui egli vive ed opera, gruppo o famiglia che sia. Noi siamo sicuramente interessati ad approfondire il caso in cui tale gruppo, si identifichi con l’impresa. L’uomo cambia, quindi, si evolve e l’impresa invece che fa? Non è affatto facile rispondere a questa domanda e comunque ci sono almeno due risposte che nascono spontanee.
Ci sono imprese che non accettano questi cambiamenti nell’uomo moderno e si ostinano a continuare ad applicare le procedure di sempre. Addirittura mettono in atto, tutta una serie di azioni per ritornare allo stadio iniziale, quello prima dei cambiamenti. Per rendere meglio l’idea, spostandoci in ambito familiare, è come se io provassi (oggi nel 2006) ad impormi a casa sui miei figli adolescenti, gridando: “Dopo carosello a nanna, avete capito?!?”. Poi ci sono le altre imprese, quelle che cambiano insieme agli uomini che ci lavorano dentro e con le loro necessità-aspettative. Sono imprese attente ai bisogni dei propri uomini e ne fanno il loro punto di forza. Riescono a trasformare la soddisfazione dei lavoratori in performance eccellenti rivolte alla clientela, ottenendo una maggiore valorizzazione del capitale intangibile (umano, relazionale e strutturale).
Quale dei due atteggiamenti sia il più giusto, a me sembra superfluo indicarlo. Però si potrebbe provare a chiederlo in giro con un sondaggio. L’esito sarebbe diverso, a seconda dell’ interlocutore, giovane lavoratore o impiegato di mezza età. I primi non accetterebbero mai di lavorare in un’azienda “meccanicistica” con un titolare dal pugno di ferro, come un vecchio granatiere napoleonico. Mentre i lavoratori di mezza età, sicuramente sono famosi per il loro evitare i cambiamenti, i test, i confronti con le nuove leve, i nuovi modelli manageriali e fanno del vecchio modo di fare le cose la propria religione; guai a coloro che infrangono la legge della “Regola d’oro”, verrebbero sicuramente denunciati al tribunale dell’Inquisizione.
Eppure ci deve essere un modo per fare capire a tutti i passeggeri di questa barca aziendale, indipendentemente dal proprio ruolo, che soltanto nuovi stili di leadership, basati sul rispetto, sul dialogo e sulla condivisione di obiettivi da raggiungere, possono essere gli unici mezzi di cui disponiamo per stare a galla ed arrivare alla meta prefissata.
E’ inutile qualsiasi discussione, ognuno deve svolgere il proprio compito e prendere le decisioni più giuste nell’ambito della propria mansione, per raggiungere il bene comune collettivo (dove per collettività si intende l’azienda intera). Togliamo di mezzo ogni contrapposizione e perseguiamo un nuovo paradigma aziendale, basato sulla dignità di ogni individuo che partecipi a questo “gioco”. A tal fine è necessario favorire una capacità di trasparenza dell’impresa che sempre più guarda dentro se stessa, comprendendo che cambiare e mantenere buone capacità di relazione tra i livelli aziendali sono condizioni indispensabili per essere un’impresa capace di raggiungere passo dopo passo, sacrificio dopo sacrificio, l’obiettivo sognato: il profitto durevole. E allora facciamolo senza indugiare, coraggio!
Cari imprenditori, dirigenti, professionisti, che a vario titolo avete l’arduo compito di tracciare le rotte aziendali, cercate di rimanere concentrati e soprattutto provate a spingere un poco di più ogni giorno, ma tanto nel corso degli anni. La meta vi sembrerà più vicina.