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Credo che definire il marketing, per uno che lo studia o che lo ha studiato
sia una cosa davvero difficile: prima di sapere cos'era avevo personalmente un
idea molto creativa, legata alla pubblicità e alla comunicazione; dopo averlo
studiato mi sono reso conto che nel marketing tradizionale/accademico forse di
creativo c'è ben poco, visti tutti gli strumenti analitici che si devono
conoscere e che alla fine portano spesso a delle best practise; oggi, dopo
aver scoperto altri lati della materia, credo che le basi tradizionali vadano
conosciute a fondo per poter capire meglio la dirompenza, la creatività, e
l'innovazione del marketing quando veste quei particolari panni dell'esperienziale,
del guerriglia, del quasi arte...ecc.
Alla fine ci si può chiedere: ' ma allora il marketing è creativo o no?', la
mia risposta sarebbe 'in generale forse non molto, ma in alcune situazione
anche troppo'.
Stefano
'Un giorno, durante una lezione all'università è intervenuto un signore che ha
affermato che il marketing è 'buon senso'. Forse è un concetto un po’
semplicistico, all'apparenza banale ma che è riuscito a far chiarezza su molti
punti, almeno a me. Le teorie cambiano in base all'oggetto di studio e al
fatto in esame, l'interesse il più delle volte si concentra su fattori moda o
ci si focalizza, quasi fosse un diktat, sulle ultime novità ,ma a volte è
tutto molto più semplice. E' il pensare, con buon senso appunto, cosa può
essere adatto a presentare un prodotto/servizio ad una certa clientela, nel
momento e nel contesto più opportuno, con il budget a disposizione. Certo, se
mi interrogo su quale possa essere un evoluzione del marketing direi che pare
sempre più necessario un coinvolgimento del potenziale cliente, l'offerta di
qualcosa che possa concretamente essere di valore e non soltanto inseguirlo
con spot ed informazioni che lui non richiede. Guardando oltre il marketing
direi che le persone hanno oggi più che mai voglia di conoscersi, di
relazionarsi e di sentirsi vivi intorno a passioni comuni e condivise, questo
quindi, potrebbe essere il terreno in cui crescerà il marketing di domani.'
Ilaria.
Il marketing dovrebbe essere come lo specchietto nella borsetta delle donne:
discreto ma sempre presente, perfettamente adattabile ad ogni occasione ed
esigenza e in grado di far aumentare la fiducia! purtroppo però a volte è come
quel grande specchio nella sala interrogatori americana: oppressivo e per
nulla trasparente, non sai mai cosa c'è dietro!
Filippo.
Il marketing lo definirei come un insieme di tecniche il cui principale
obiettivo è la “soddisfazione del cliente”. Si tratta di una “parolina” che
per molti è la regola e per moltissimi altri è un tabù il cui significato è
ancora da scoprire.
Per il suo futuro prevedo un andamento simile alla rete, ossia una sorta di
divario nel suo utilizzo: se qualche decennio fa certa da un lato chi
utilizzava e si approcciava a questa disciplina e dall’altro chi non la
considerava nemmeno, ora i primi si stanno spostando verso una concezione
“post-fordista” del termine attraverso l’utilizzo di nuove tecniche e
tecnologie (viral, guerriglia marketing, experience marketing, ecc.), mentre i
secondi stanno iniziando ora ad approcciarsi al marketing tradizionale. Tutto
ciò non fa altro che mantenere ed incrementare tale divario, e dubito
fortemente che nel futuro ciò si possa ridurre.
Thomas.
'Il marketing oggi è un insieme complesso e permeabile di numerose influenze
teoriche e, soprattutto, pratiche. Probabilmente resta una scienza povera, nel
senso che non cambierà in meglio il mondo e non guarirà le persone ma potrà
offrire momenti ed esperienze di benessere e sensazioni positive. Non siamo
più di fronte alla scienza degli specchietti per allodole, oggi il marketing
vive di connessioni e relazioni, lavora per le persone e si fonda su un
approccio in cui la parola condivisione non è più tabù, si fanno spazio
concetti come economia del dono, innovazione, user design. Per quanto mi
riguarda il marketing è soprattutto internet, ma questa è una visione
personale, ritengo che molti dei concetti studiati all'università servano da
dizionario per comprendere una scienza che, se pur povera, è complessa e
articolata. Credo che il marketing abbia una propria legittimazione, la
metafora (non mia) del coltello, che di per sé non fa male, ma dipende come
viene usato, ben ne rispecchi l'essenza'
Giorgio