


Incendi, furti, virus informatici che bloccano il lavoro: ogni impresa ha i suoi rischi sempre in agguato. Valutarli e prevenirli è il compito del risk manager.
Sa analizzare e valutare i possibili rischi che incombono su un’azienda e cerca di minimizzare, qualora si verifichino, le perdite e gli impatti negativi sul bilancio. Fa un lavoro trasversale che tocca tutti i comparti di un'azienda, per aiutarla a far fronte a ogni tipo di inconveniente, piccolo o grande, e a prevenirlo.
E' il
risk manager, vero e
proprio stratega del rischio.
Di quali rischi si parla? L'incendio, per
esempio. La resposabilità civile verso terzi. Quella legata al trasporto merci.
Dopo aver eliminato i rischi, o almeno cercato di minimizzarli, si danno
consigli all'azienda su come gestirli.
Al proprio interno, o trasferendoli a terzi. Per esempio a una compagnia di assicurazioni. Un altro compito importante del risk manager, infatti, è quello di individuare polizze assicurative o eventuali coperture finanziarie appropriate per far fronte a perdite e danni.
La professione si articola in tanti diversi profili. Si va dallo specialista in risk engineering, esperto in problemi industriali, al financial risk manager, più orientato agli aspetti finanziari, fino all'enterprise risk manager, incaricato della gestione globale dei rischi aziendali.
Tutti sono accomunati dalla capacità di gestione dei pericoli per un'impresa, dalle polizze assicurative ai contratti, dalla sicurezza sul lavoro alla prevenzione di eventi che possono alterare l'equilibrio economico.
Non esiste un percorso di formazione ad hoc. Chi vuole intraprendere la professione può seguire i master e corsi di specializzazione e perfezionamento post laurea che si sono diffusi sempre di più negli ultimi anni.
La laurea, generalmente in Ingegneria, Economia o Statistica, è importante, sebbene non indispensabile. Quello che conta, infatti, è la predisposizione individuale a riconoscere e saper gestire il rischio, un'attitudine che non si impara solo sui libri. -