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STRATEGIE E MANAGEMENT

Le aziende non muoiono mai di morte violenta, ma solo di morte lenta e inesorabile.

La cosa più importante da stabilire, in qualsiasi situazione aziendale in cui vi sia una inversione di tendenza, è di riconoscere che esiste un problema. Perché le imprese non si accorgono fin dall’inizio dell’esistenza di un problema?

STRATEGIE E MANAGEMENT

Note sull'autore

Ruggiero Cristallo

Informazioni su: Ruggiero Cristallo

Consulente di Direzione APCO e membro AIP, coniuga da 27 anni le tecnologie più innovative con le moderne tecniche manageriali. Amministratore della Cedam srl, software house di riferimento nello sviluppo di strumenti direzionali tipo... (continua)

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Sito autore: cedamwe..it/rcristallo

La cosa più importante da stabilire, in qualsiasi situazione aziendale in cui vi sia una inversione di tendenza, è di riconoscere che esiste un problema. Tuttavia, in molti casi, le aziende ignorano i primi segnali di allarme e continuano ad operare normalmente sebbene stiano progressivamente scivolando verso il fallimento.

Perché le imprese non si accorgono fin dall’inizio dell’esistenza di un problema? E’ inutile a questo punto ricordare ai lettori la metafora della rana bollita, tanto serve solo a far sorridere i più. Se invece qualcuno (che non fosse una rana) si accorgesse del problema manifestatosi, potrebbe risparmiare molte risorse, che invece vengono sprecate durante un prolungato periodo di declino.

Ciò che occorre è un metodo che consenta di avvisare le aziende e chi le guida dell’esistenza di un problema. Oltre al metodo, sarebbe simpatico anche disporre di un efficace sistema di misurazione dei cambiamenti che avvengono nella situazione economico-finanziaria di quelle stesse aziende.

Ma secondo voi, come rimarrebbero coloro che continuano a chiedersi queste cose, se venissero a sapere che:

- possediamo strategie per i mutamenti di tendenza, che ci dicono passo per passo come superare una difficoltà finanziaria?

- disponiamo di specialisti per il risanamento delle aziende?

- possiamo usare una “varietà” di “unità di terapia intensiva” gestite da “medici senza frontiere” (i consulenti finanziari)?

Tutto questo esiste già, basta cercare lo specialista giusto, magari mettendosi le scarpe e uscendo dal proprio palazzo. Smettendola una volta per tutte di cercare all’interno del proprio condominio con le ciabatte ai piedi, favori dai vicini per risolvere i propri problemi in azienda. L’unica cosa di cui non disponiamo è un sistema di medicina preventiva che sostituisca l’attuale sistema di curare le malattie quando queste sono ad uno stadio troppo avanzato. Sentirsi dire dallo specialista: “non potevi venire prima...” ci fa venire una rabbia dentro, che ci accompagnerà per il resto della breve vita rimanente.

In quei momenti si alzano gli occhi al cielo, si torna la domenica a Messa, e se tutto ciò non funziona si cerca di fare un patto con il diavolo (che è sempre disponibile), ignorando che si sta firmando la propria condanna a morte. Che qualcuno faccia qualcosa per l’amor di Dio, altrimenti chissà dove andremo a finire!!

Con tutti i soldi che raccogliamo per la ricerca sui mali incurabili, possibile che non ci sia un qualche ricercatore che, tra prove e provette, tiri fuori un metodo efficace? Sono stati proposti dei sistemi che si fondano sugli indici finanziari; tuttavia gli insoddisfacenti risultati ottenuti ci hanno resi poco credibili. Però alcuni ricordano che parecchi “medici specialisti” (analisti finanziari), utilizzano nel loro ambito una tecnica elaborata nel 1968 da un certo Altman. Pensate un pò, ben 37 anni fa!!

Ma utilizzare Altman richiede l’applicazione di una complessa metodologia statistica, nota come analisi differenziale, che si avvale di precisi algoritmi matematici fondati però su indici contabili diversi dai tradizionali.

E finalmente siamo arrivati al nocciolo della questione!!

(continua sotto la comunicazione pubblicitaria)

Se i medici generici continuano ad assistere le aziende-pazienti con termometri capaci di misurare solo l’ACID TEST, il ROI, il ROE, etc etc …., mi sembra chiaro che non saranno mai capaci di individuare il male del paziente. Gli indici che utilizzano sono vecchi quasi quanto la contabilità stessa. Però la contabilità è in continua evoluzione, come in continua evoluzione è lo scenario aziendale, mentre gli indici sui termometri dei nostri medici non sono cambiati affatto e rimangono tristemente obsoleti.

Il riscontro di quello che sto dicendo è dato dal gran numero delle aziende che negli ultimi anni sono fallite o si sono indebolite. Se gli indici tradizionali rilevassero veramente il “trend reale”, perché allora tante aziende falliscono o si indeboliscono? Perché in tante aziende il periodo di declino si protrae così a lungo prima che siano presi dei provvedimenti? E chi dovrebbe prendere questi provvedimenti? E’ il malato che deve andare dallo specialista, abbandonando il medico di famiglia, oppure è quest’ultimo che dovrebbe percepire il problema e consultare uno specialista?

Ai posteri l’ardua sentenza e nel frattempo le aziende si indeboliscono sempre di più.

Conclusioni

I miei consigli, a coloro che hanno il problema e sono stati capaci di diagnosticarlo in tempo, oppure non hanno il problema e vogliono costantemente fare le analisi opportune, sono i seguenti:

- documentatevi, informatevi del perché gli indici tradizionali non funzionano più;

- aggiornatevi, frequentando seminari tenuti da nuovi ricercatori e non da spara-pillole con l’intenzione di vendere fogli di excel con rating e/o scoring.

 

Se chiunque ascoltiate ne sa più di voi, allora cari imprenditori non avete che due sole strade da percorrere:

- alzare la vostra cultura manageriale per scegliere da soli gli indici giusti;

- oppure scegliere lo specialista più indicato, ma solo alzandovi da quella benedetta poltrona e frequentando seminari, corsi, workshop … Solo in quei luoghi troverete gli specialisti, e non al bar o sulle pagine gialle.

 

A chi è stato capace di leggere questo articolo fino in fondo, forniamo una notizia in esclusiva:

c’è un carrozzone che si chiama Basilea 2, che sta facendo il giro per tutta l’Italia fino al 31 dicembre 2006 e che porta con se tanti specialisti ed opportunità. Ma state attenti ci sono anche: Mangiafuoco, il gatto e la volpe. Non mettete nelle loro mani i pochi soldi che vi sono rimasti.

Data di pubblicazione: 12/10/2005
Categoria: Strategie e Management