BusinessOnline - Il portale per i decision maker

Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter per ricevere gli aggiornamenti da Business Online gratis sul tuo indirizzo di posta elettronica.

OK

Cerca

Cerca tra i nostri articoli

OK

STRATEGIE E MANAGEMENT

Il manager e i processi decisionali.

Quando un manager deve prendere decisioni in modo autonomo o in team con i suoi più stretti collaboratori? Chi tra di noi non si è mai trovato nella delicata situazione di prendere una decisione importante?

 

Quando un  manager deve prendere decisioni in modo autonomo o in team con i suoi più stretti collaboratori?

Chi tra di noi non si è mai trovato nella delicata situazione di prendere una decisione importante?

I dubbi che ci tormentano in quei momenti sono sempre gli stessi:

  • cosa succede se sbaglio?
  • con chi posso confrontarmi?
  • devo per forza decidere io?
  • se aspetto ancora un po’, cosa può succedere?
  • etc…etc…

Eppure dopo una tormentata gestazione, alla fine riusciamo malgrado tutto a prendere la decisione. Ma in che modo l’abbiamo presa?:

  • sfogliando una margherita (tipo m’ama o non m’ama)?
  • lanciando una vecchia moneta da 100 Lire con testa e croce? (visto che con 1 Euro non si capisce cosa sia testa e cosa sia croce)
  • dormendoci sopra, tanto la notte porta consiglio?
  • etc…etc…

Sono tecniche poco manageriali, ma che appartengono al bagaglio delle esperienze di ciascuno di noi nella propria vita privata. Ma se foste in azienda a dover affrontare un problema importante e delicato, come vi comportereste? Ricorrereste ancora alla margherita o alle 100 Lire?

Spero per il vostro bene e per il futuro della vostra impresa, che abbiate risposto di no.

E comunque per evitare che cediate alla tentazione di farlo, vi sottopongo un metodo abbastanza semplice ed immediato per stabilire se prendere una decisione da soli o con il consenso dei vostri più stretti collaboratori.

Modello proposto per l’analisi di una situazione complessa:

Informazioni

 

 

1 – Si sa qual è l’informazione necessaria per assicurare qualità alla decisione?

Se in qualità di leader si conosce esattamente qual è il dato essenziale, generalmente è più costoso accumulare le informazioni, analizzarle e prendere la decisione. Trasferendola al team ci sarà una gran perdita di tempo causata dalle “idee selvagge”. Alla fine si dovrà tagliar corto e se si sono risvegliate le emozioni del team comunque sarà necessaria una decisione unilaterale, convincendo i membri più sensibili a credere, che invece, si sta lavorando insieme.

SI

NO

2 – Si hanno tutte le informazioni necessarie per prendere la giusta decisione?

Se si hanno tutti i dati necessari, coinvolgere gli altri non è necessario (si vedano gli esempi successivi): la soluzione più giusta e strategica in termini di costo, è prendere la decisione da soli.

SI

NO

3 – Si sa chi possiede l’informazione rilevante e una conoscenza esperta?

E’ il caso in cui si consultano i singoli o si delegano altri, prima di prendere la decisione; coinvolgerli sarebbe una strategia altamente rischiosa e gli stessi esperti correrebbero il rischio di perdersi in un mare di informazioni.

SI

NO

4 – Si sa dove trovare l’informazione rilevante?

Non è il caso di cercare informazioni da soli o di delegare l’acquisizione delle stesse e la decisione ad un individuo o all’intero team: se si riesce a capire dove attingere l’informazione, è più efficace, in termini di costo, farla prendere da una sola persona.

SI

NO

Rischio

 

 

5 – Si è di fronte ad una decisione poco pericolosa e utile per lo sviluppo delle capacità decisionali del team?

Come leader è importante la funzione di facilitare lo sviluppo del team: non bisogna perdere di vista le possibilità di accelerare tale compito se non ci sono rischi commerciali. Se il rischio è veramente basso, allora si è nella situazione ideale per delegare la decisione al team; con il tempo lo si prepara, in questo modo, ad assumere decisioni più importanti e rischiose. Prima di decidere in tal senso è bene accertarsi che il team sia preparato a farlo, dopo un’opportuna pratica.

NO

SI

6 – La situazione è molto rischiosa ed un errore comporterebbe costi elevati?

La prima responsabilità del leader è nei confronti dell’impresa e poi del team: pertanto è bene pensare prima di delegare la decisione verso il basso. La responsabilità è pur sempre del leader anche quando si è voluto, ostinatamente, delegare l’opportunità al team. Però non bisogna far correre rischi inutili all’impresa, al team e alla stessa posizione del leader.

SI

NO

7 – E’ determinante l’impegno del team per una implementazione di successo della decisione?

Se l’impegno di tutti è essenziale, si dovrebbe pensare a lungo prima di negare al team l’opportunità di prendere parte al processo decisionale: il coinvolgimento può aiutare a creare un maggiore impegno. Il tipo ed il livello di coinvolgimento dipendono da una serie di fattori inclusa la maturità del team, la sua esperienza e l’importanza della decisione.

NO

SI

8 – Il team ha un’idea esatta degli obiettivi e dei risultati desiderati?

Se il team non sa tutto questo, coinvolgerlo significherà farsi prendere in giro.

NO

SI

Maturità del gruppo

 

 

9 – Il team ha un suo passato di successo?

10 – Il team ha assunto decisioni importanti prima d’ora?

In genere i team vincenti vogliono e possono ottenere nuovi trionfi, ma prima di delegare loro la decisione bisogna considerare il rischio che il gruppo abbia l’errata convinzione di essere depositario della formula vincente per tutti i problemi, considerati simili a quelli già affrontati. Una convinzione di questo genere sarebbe un disastro.

NO

NO

SI

SI

 

 

11 – Il team tende a fare affidamento su una leadership determinata?

12 – In passato il team ha ottenuto successi sotto la guida entusiastica e personale del leader?

Contrariamente alle facili soluzioni degli idealisti, le persone hanno bisogno di essere svezzate, con cura e lentamente: buttarle a capofitto nell’acqua produce più cadaveri che nuotatori. Se l’aspettativa è quella di offrire una leadership forte sarà meglio cambiare l’aspettativa prima di modificare il comportamento.

SI

SI

NO

NO

La situazione

 

 

13 – Si è di fronte ad una situazione nella quale, verosimilmente, l’esperienza può essere la migliore guida per assumere decisioni?

Se il passato è la guida migliore per strategie decisionali allora la tecnica giusta dovrà essere stabilita da chi ha una maggiore conoscenza del passato e la più accurata valutazione dei bisogni emergenti del business. Probabilmente tale persona diventa manager in molte situazioni.

SI

NO

14 – La situazione è talmente nuova che l’esperienza è irrilevante?

15 – La situazione è nuova ed i membri del team non sono mai stati consapevoli di aver avuto informazioni utili e rilevanti?

In questa situazione coinvolgendo gli altri si avrebbero maggiori informazioni e c’è tempo a sufficienza per far emergere la giusta decisione. In questa situazione il ruolo del leader è assicurarsi che tutti abbiano l’opportunità di esprimere i propri punti di vista e condividere conoscenze ed idee.

NO

NO

SI

SI

16 – Come leader si ha fiducia nella decisione del team?

17 – Ci si impegna, tempestivamente, a condividere qualsiasi decisione del team?

Sole se entrambi le risposte sono inequivocabilmente affermative si può delegare al team di decidere.

NO

NO

SI

SI

Totali

 

 

 

Conclusioni

Contate le risposte nelle due colonne. Un punteggio alto nella colonna di destra, significa che è necessaria una decisione consensuale con il team, mentre un punteggio alto nella colonna di sinistra, significa che la decisione può essere presa individualmente dal leader.

Esercitatevi in azienda tenendo sulla scrivania questo modulo, e quando dovete prendere una decisione compilatelo sbarrando i SI ed i NO.

Naturalmente, questa tecnica funziona solo in caso di decisioni complesse ed in azienda. Se invece dovete decidere se uscire con Elisa o Francesca, potete usare ancora la margherita o le vecchie 100 lire.

Data di pubblicazione: 25/10/2005
Categoria: Strategie e Management


Note sull'autore

Ruggiero Cristallo

Informazioni su: Ruggiero Cristallo

Consulente di Direzione APCO e membro AIP, coniuga da 27 anni le tecnologie più innovative con le moderne tecniche manageriali. Amministratore della Cedam srl, software house di riferimento nello sviluppo di strumenti direzionali tipo... (continua)

Lista articoli dell'autore

Sito autore: cedamwe..it/rcristallo