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STRATEGIE E MANAGEMENT

La missione aziendale è solo un quadretto da appendere all’ingresso dell’azienda?.

Ogni società ha una sua cultura unica e un suo sistema di valori che costituiscono i caratteri della propria identità

Ogni società ha una sua cultura unica e un suo sistema di valori che costituiscono i caratteri della propria identità. Si provi ad entrare per la prima volta in un’azienda e si chieda al responsabile che ci sta ricevendo, di descrivere la società in cui lavora. Molto probabilmente questi presenterà i prodotti e i servizi dell’impresa, descriverà l’organigramma aziendale, si vanterà del fatturato, parlerà dell’ultima campagna pubblicitaria effettuata, etc…etc… Quasi mai, tuttavia, ci parlerà dei valori dell’impresa.

Bisogna lavorarci dentro per scoprirli e magari trovarli completamente differenti da come ce li si aspettava. Questa reticenza sui valori aziendali è strana, ma è alquanto diffusa. Sono più numerosi nelle aziende, i quadretti della Iso 9000, che quelli relativi alla missione Aziendale o ai suoi Valori. Anche se il sistema dei valori differisce da azienda ad azienda, esso quasi sempre, costituisce un fattore critico di successo,che si diffonderà sempre di più in futuro. In passato un’azienda veniva considerata una macchina e i dipendenti venivano visti come strumenti, da controllare e subito dopo premiati o puniti in base a ciò che avevano prodotto.

Un tale comportamento non può, oggi, essere più applicato, sia perché le attività manifatturiere dei giorni nostri sono diventate più complesse e sia perché le tecnologie avanzate e l’orientamento al servizio verso il cliente, hanno rovinato gli schemi pre-esistenti.
Alle persone va riconosciuto un certo potere di iniziativa e la libertà di decidere, di fare ciò che è più appropriato nell’ambito di un quadro generale di comportamento. Quindi, il codice di condotta non scritto, i valori e le linee di comportamento acquistano importanza fondamentale e contano più di manuali con norme e regolamenti. Possiamo anche aggiungere, che alcuni valori e culture sono “migliori” di altri, nel senso che funzionano meglio in particolari circostanze. Non esiste un sistema di valori universalmente valido, essendo legato alla storia dell’azienda, ai suoi mercati e ai suoi concorrenti: pertanto saranno i “fondatori” a deciderne il giusto mix di tali valori.
Una volta identificati e mescolati, il nostro imprenditore deve dimostrare con i “fatti” e non con le “parole” di essere capace di trasmetterli a tutta l’organizzazione. Solo se saranno condivisi e vissuti da tutti, si può dire di essere sulla strada giusta. Ma ricordiamoci che ci vollero ben 40 anni a Mosè per preparare il suo popolo, mentre lo guidava nel deserto.

Chissà quanti consulenti strategici al suo posto, dopo aver “shockato” il popolo con il miracolo delle acque del Mar Rosso, si sarebbero precipitati verso la Terra Promessa, approfittando del proprio successo. Invece, Mosè, che non aveva letto “The One Minute manager”, se ne andò a spasso nel deserto per un periodo eccessivamente lungo. Ma cosa pensava esattamente di fare? Egli stava formando un popolo, assicurandosi che la sua gente fosse pronta. Girava tra la propria gente,  sceglieva gli uomini più capaci, li nominava capi del popolo, arruolava capi ogni 10 e ogni 50 uomini. Così essi rendevano ragione al popolo in ogni tempo, riferendo a Mosè solo i problemi più gravi, giudicando gli altri, quelli più semplici, da soli.

Credete che stia esagerando? L’analogia con il vecchio testamento non vi piace?
Mettetevi nei panni dei Vostri collaboratori. Credono o no nell’azienda in cui lavorano? Ho paura di chiedervi il risultato di una simile indagine. Ma immaginiamo che ce ne siano di non credenti nella vostra azienda, e siano perfino la maggioranza. Dovremmo allora chiederci, perché così tante persone finiscono per lavorare per aziende in cui non credono?

 

Non banalizziamo la risposta, il problema è serio!
La risposta non è solo legata alla pura e semplice necessità economica. Tuttavia, a parità di condizioni, per i lavoratori, oggi è sicuramente meglio far parte di una società in cui valga la pena credere, piuttosto di una che non merita fiducia.
Le prime per essere credibili agli occhi dei dipendenti, dispongono di valori guida e di una missione, in cui loro stessi si identificano.
Nel mondo aziendale di oggi, le risorse umane più preparate sono difficili da arruolare e successivamente trattenere in azienda. I migliori collaboratori sembrano cercare soprattutto degli ideali nel lavoro e tendono perciò a scegliere aziende in cui credere.
Queste aziende se potranno contare sulle persone migliori e le sapranno motivare, saranno in grado di fornire prodotti e servizi migliori a costi più bassi, sconfiggendo così i concorrenti sul mercato.

Fino ad oggi la crescita delle imprese con obiettivi ideali è stata rallentata dall’adozione di modelli di successo sbagliati. Le economie asiatiche sono un giusto esempio di forza di ideali e di modelli vincenti.
Il futuro avanza rapidamente e in tale dimensione (il futuro) le organizzazioni dotate di una forte spinta ideale, vinceranno quelle che ne sono prive.

Se volete potete anche non crederci, e tornarvene in Egitto sotto il faraone a costruire piramidi.

Data di pubblicazione: 15/11/2005
Categoria: Strategie e Management


Note sull'autore

Ruggiero Cristallo

Informazioni su: Ruggiero Cristallo

Consulente di Direzione APCO e membro AIP, coniuga da 27 anni le tecnologie più innovative con le moderne tecniche manageriali. Amministratore della Cedam srl, software house di riferimento nello sviluppo di strumenti direzionali tipo... (continua)

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