


di Rossella Ivone
Stimolare i cinque sensi per rivitalizzare il
concetto di marca, esplorare significati più profondi rispetto alla
proposizione di una comunicazione standardizzata: la costruzione del
brand del futuro parte di qui.
Lo afferma Martin Lindstrom, uno dei più quotati esperti
mondiali di branding, autore del libro “Brand sense”, che
prende spunto da uno studio condotto dall’istituto di ricerca Millward
Brown.
“Il 94% delle comunicazioni di marca-
puntualizza Lindstrom- si concentra solo su due sensi, vista
e udito, in netto contrasto con la realtà, visto che il
75% delle nostre emozioni è generato dall’olfatto.
Finora questo concetto è stato ignorato dal marketing e dalle agenzie
creative.
Non bisogna sottovalutare che l’avvento del video recoder digitale,
progettato per registrare programmi televisivi senza spot, sta già modificando
la fruizione della pubblicità e che entro il 2007 il
20% dei telespettatori eliminerà gli annunci
dalle loro registrazioni.
Oggi più che mai fare branding significa costruire
legami emotivi tra marchio e consumatori,
accrescerne l’identificazione; quali strumenti migliori per emozionare se non
i cinque sensi?”
A puntare sull’emozione e sui cinque sensi la propria strategia di
marketing, ci pensarono per prime le Linee Aeree di Singapore,
che nel 1973 realizzarono la celeberrima Singapore
Girl, emblema dell’esperienza emotiva del viaggio aereo.
In breve questa divenne un’icona e nel ’94 fu la prima
brand figure esposta al museo Madame Tussaud di
Londra.
L’esperienza polisensoriale realizzata dalle Linee Aeree Singapore giunse
all’apice a fine anni ’90, quando fu lanciato Stefan
Floridian Waters, un'essenza usata dagli assistenti di volo e per le
salviette offerte a bordo: immediato il successo, tanto che fu registrato come
marchio di fabbrica e diventò uno dei ricordi più forti nei
passeggeri.
“Case history come questa ci insegnano che è ora di ripensare a tutto il processo di comunicazione delle marche- sostiene ancora Lindstrom- una bella release grafica, un testo d’impatto, testimonial convincenti e maggiori sconti non sono più efficaci”.
“Il mercato richiede nuove forme di marketing- puntualizza
Luca Belloni, Deputy Managing Director di Millward
Brown Italia- servono approcci che dal profilo bidimensionale passino
a uno più olistico, in grado di realizzare un’interazione
sensoriale globale, per facilitare il processo di
fidelizzazione.
L’inconfondibile forma della bottiglietta di Coca
Cola, come l’odore caratteristico di una nuova
Mercedes-Benz, costituiscono esempi di impronta sensoriale connessa
ai maggiori significati evocati dagli stessi brand”.
“Dobbiamo muoverci fuori dal paradigma pubblicitario odierno- conclude Linstrom- è necessario risalire alle origini e identificare ciò che davvero costituisce l’essenza degli uomini e i loro sensi, per connettere emotivamente i consumatori alle marche. Solo riuscendo a stabilire un tale link, si potrà catapultare la propria marca in avanti rispetto ai concorrenti.”
Approfondisci lo studio Millward Brown e le considerazioni di Martin Lindstrom con le case history di branding sensoriale negli allegati!
Allegati:
Brand Sense
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Sensory Branding
147 KB