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STRATEGIE E MANAGEMENT

Informatici e Utenti: Confronto o scontro tra due culture?.

E’ una questione che va avanti dall’età della pietra nel mondo informatico, quella delle valvole termoioniche. In tanti ritengono che gli uni e gli altri dovrebbero comunicare tra loro e cercare di comprendersi vicendevolmente. Ma ciononostante, la realtà li vede sempre “l’un contro l’altro armati”

E’ una questione che va avanti dall’età della pietra nel mondo informatico, quella delle valvole termoioniche. In tanti ritengono che gli uni e gli altri dovrebbero comunicare tra loro e cercare di comprendersi vicendevolmente. Ma ciononostante, la realtà li vede sempre “l’un contro l’altro armati”.

Perché succede tutto questo? C’è un modo per risolvere l’annosa questione? Proveremo a tirare le somme alla fine dell’articolo.

Secondo alcuni studi, gli informatici, sono un po’ diversi dagli utenti che essi servono. Gli hanno sottoposti a test stressanti e sono riusciti alla fine a definire un profilo generale di coloro che lavorano nel mondo ICT. Analizzando i risultati degli studi, questi ultimi sono più freddi ed impersonali, più seri e riservati, più perseveranti, più percettivi.

Inoltre, preferiscono starsene in disparte, sono abituati a trattare i problemi in termini precisi ed esatti, si preoccupano dei dettagli e, dovendo scegliere tra lealtà alla propria società e lealtà verso la propria professione, scelgono quest’ultima.

Infine, gli uomini ICT, amano lavorare per le cose che considerano impegnative e molto avanzate. Ed ora, arriva la “mazzata finale” dall’università del Colorado, sotto forma di un referto quasi medico, nel quale si rileva che gli uomini ICT possiedono:

  • una ridotta resistenza sociale ( Sns, Social Need Strength )
  • una elevata resistenza al bisogno di crescita ( Gns, Growth Need Strength )

E che vuol dire? Alzi la mano chi ci ha capito qualcosa.

Dopo essermi confrontato con uno psicologo, conosciuto ai tempi del liceo, la cui discrezione  è garantita, sono riuscito a tradurre cosa è emerso da quell’indagine universitaria nel Colorado, udite udite:

 gli uomini ICT non avvertono la necessità di incontrare o di comunicare con i loro colleghi ICT di altre aziende e particolarmente con gli utenti con i quali lavorano.

Essi possono non essere disponibili a sviluppare rapporti e relazioni di interfaccia con il mondo esterno. L’elevato Gns implica che devono cercare di dimostrare che hanno raggiunto un elevato grado di realizzazione personale e quindi si sforzano di evitare qualsiasi cosa che possa distogliere dalla meta identificata e pertanto si dimostrano intolleranti verso le riunioni e le discussioni con gli utenti: la partecipazione alle riunioni consente di soddisfare i bisogni sociali, ma poiché le persone ICT hanno bisogni sociali limitati, essi presentano quindi una doppia barriera contro le riunioni.

 Adesso basta, anche se il mio amico psicologo, aveva ancora molto da dirmi. Io resto perplesso sul da farsi:

  • Con questo referto in mano e con una diagnosi che peggiore non poteva essere, cosa possiamo fare?
  • Cosa può fare il responsabile ICT di un’azienda, se si trova a capo di informatici che hanno i “virus” Sns e Gns?
  • Sono stati i pc ( forse quelli portatili ) a trasmettere i virus agli uomini?
  • Dobbiamo dare l’allarme al Ministero della Sanità?
  • Possiamo avere una pensione, per aver preso queste malattie professionali?

Occorre un rimedio. Proprio adesso, che tutti guardavano all’ICT come leva strategica per uscire dalla crisi, doveva scoppiare questa epidemia?

Al prossimo congresso nazionale dell’AIP (Associazione Informatici Professionisti) proporrò al Presidente di creare una commissione specifica che studi il caso, individuando il vaccino idoneo.

Nel frattempo cosa possiamo fare? Io proporrei la seguente terapia:

  • rotazione del personale in altre aree funzionali, visto e considerato che negli altri uffici i virus non ci sono,
  • steering committees
  • corsi di formazione sul comportamento umano, non solo su Web e Security
  • incoraggiare il lavoro di squadra interfunzionale
  • viaggi e trasferte tra colleghi con la stessa auto, per farli socializzare meglio

Tutti questi accorgimenti, finalizzati a far maturare la confidenza e il rispetto reciproco, tra informatici ed utenti, credo che rappresentino una buona soluzione temporanea al problema, in attesa che qualche luminare “umanista”, nel suo laboratorio crei il vaccino.

Data di pubblicazione: 25/11/2005
Categoria: Strategie e Management


Note sull'autore

Ruggiero Cristallo

Informazioni su: Ruggiero Cristallo

Consulente di Direzione APCO e membro AIP, coniuga da 27 anni le tecnologie più innovative con le moderne tecniche manageriali. Amministratore della Cedam srl, software house di riferimento nello sviluppo di strumenti direzionali tipo... (continua)

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