


Avreste mai pensato che per diventare imprenditori, fosse necessario imparare a volare? Si stanno aprendo diverse “scuole guida” ed il numero di iscrizioni aumenta di giorno in giorno. Qualche Business School ha adeguato la propria offerta formativa inserendo corsi specifici in materia, ma il mercato ha un leader che può contare su di un numero infinito di “professional” che non temono la concorrenza, sono gli “angeli custodi”.
A questa nuova attività consulenziale, si sono candidati in parecchi, membri appartenenti a categorie protette e non. Ciascuno con la propria dote di saper dire, di saper fare, di saper cosa fare. Se questo è il contesto, la decisione finale spetta ancora una volta all’imprenditore e alla sua capacità di scegliere tra un’offerta molto variegata. Si potrebbe, però, predisporre una guida, finalizzata ad aiutare l’imprenditore in tale scelta, che possa delineare il prototipo di consulente di volo ideale.
Personalmente penso di contribuire alla preparazione di tale guida, elencando gli step in cui si suddivide questo processo:
Osservando bene le singole fasi che contraddistinguono il processo, mi sembra il caso di ricorrere a figure professionali diverse in ciascuna fase. Credo che sia superfluo sottolineare la differenza che potrebbe esserci tra il docente della prima fase ed il coach della seconda.
Se pensate invece di ricorrere all’aiuto di una sola persona, ci vorrebbe allora, qualcuno con doti sovraumane, capace di trasformarsi a seconda delle situazioni da affrontare, tipo un mago o perché no, un angelo custode. Questa ultima ipotesi mi affascina terribilmente, mi viene voglia di pensare:
quindi, la decisione è presa: “Per imparare a volare, occorre ricorrere all’aiuto di un angelo custode”.
Ma quali caratteristiche ha questa figura che altri non hanno? E quali sono le doti sovrannaturali che servono? Procediamo con ordine.
Gli obiettivi di questo corso sono quelli di sviluppare per i partecipanti le loro abilità e le loro conoscenze.
Incrociando queste due leve, si ottiene una matrice, che evidenzia quattro sezioni ben distinte, ciascuna delle quali si identifica con gli step che abbiamo elencato precedentemente. Guardiamola insieme:
| Abilità |
SOSTEGNO
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ALLENAMENTO |
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DELEGA |
STUDIO
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Conoscenza
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La maggior parte delle persone alle quali si chiede di mettere in atto una nuova abilità, inizialmente è priva delle relative conoscenze. Ciò non significa che la sicurezza dell’individuo venga necessariamente a mancare. Egli può aver agito particolarmente bene già nello svolgimento di un altro lavoro o in relazione ad un altro contesto più o meno simile. Quindi se ci fosse un “designatore di angeli custodi” che stabilisse il tipo di angelo da affiancare al nostro imprenditore, ne sceglierebbe uno che avrebbe il compito immediato non di rafforzare la sicurezza, ma di migliorare le sue conoscenze. Per questo motivo, il primo step necessario è quello di “Studio”, che spiega agli imprenditori in modo chiaro esattamente ciò che ci si aspetta da loro e come devono realizzare ciò che le varie situazioni richiedono loro.
Questa attività non deve essere svolta soltanto con uno stile da aula di lezione, ma deve porre l’accento sul trasferimento delle conoscenze (metodologie) da parte di qualcuno (un vecchio saggio) che ha vissuto già queste situazioni, verso il soggetto che non le ha ancora vissute. Voglio dire, per essere ancora più chiaro, è inutile portare gli imprenditori in aula o su qualche nuvoletta, sarebbe più efficace affiancarli nello svolgimento delle loro attività imprenditoriali sul campo (in azienda), quello è il posto giusto per acquisire nuove conoscenze e metterle in pratica.
Il momento critico è proprio quando mettono in atto quello che hanno imparato, la loro fiducia comincia ad incrinarsi proprio quando cominciano a volare. In questa seconda situazione il nostro imprenditore dovrebbe sentirsi un Pietro Mennea, con accanto un allenatore come Vittori, in qualità di padre putativo.
Questo tipo di angelo custode, svolge due ruoli: identifica le possibilità di perfezionamento delle abilità e sviluppa la sicurezza nelle abilità già possedute. Come potete ben immaginare le caratteristiche dell’angelo custode in questo secondo quadrante sono ben diverse da quelle del vecchio saggio del primo.
Anche quando l’imprenditore comincia a dimostrare di aver acquisito tutte le abilità necessarie per svolgere il lavoro, ha ancora bisogno di uno stimolo per la propria sicurezza, ossia, deve essere sicuro di potersi rivolgere a qualcuno il quale, nel caso egli commetta errori, non gli rivolga critiche.
Vi sarà sicuramente capitato di incontrare questo tipo di imprenditore, si chiude nella propria stanza e parla a voce alta, state tranquilli non sta parlando da solo, si sta confrontando con il suo angelo custode, che lo consiglierà per il meglio. Questo terzo step viene definito “Sostegno”.
Infine, l’imprenditore raggiunge il pieno possesso delle conoscenze e delle abilità necessarie a svolgere il suo compito ed ha piena fiducia nella sua capacità di agire correttamente. Ha preso il patentino per volare.
E’ solo all’inizio della lunga strada che lo porterà a diventare un angelo custode, nei confronti dei suoi dipendenti. In questo caso, lo step è definito “Delega”, ma bisogna fare attenzione a che i collaboratori non considerino equivocamente il termine delega come l’equivalente di “dumping” (scarico delle responsabilità).
Lo scopo di questo processo è quello di condurre gli altri a dirigersi da soli, a saper volare.
Per tutta la durata del processo, bisogna avere una chiara idea delle reali aspettative riguardo ciò che il singolo individuo in questione può intraprendere in questa fase dello sviluppo; potrebbe anche essere necessario ripetere più volte la stessa fase in modo da consentire a ciascuno di acquisire abilità sempre più impegnative.
Allo stesso modo, gli imprenditori che si accingono a realizzare essi stessi tale processo di transizione, dovranno imparare ad affrontare ogni fase del modello presentato.
A conclusione di tutto ciò, vorremmo aggiungere che familiarità e sicurezza in ciascuno degli step sono essenziali per il nostro imprenditore che voglia imparare a volare.
Per coloro che decideranno di iscriversi al corso e studiare veramente, non credo che ci siano problemi per ottenere le ali per volare. I problemi, invece, quasi sicuramente, arriveranno dai famosi “privatisti”, che affermando di aver studiato da soli, si presenteranno davanti alla commissione a sostenere gli esami e pretenderanno il rilascio del patentino.
E come fondamento di questa loro sfacciata richiesta, addurranno diverse motivazioni, del tipo:
Tutto questo a cosa ci porterà? Non occorre molta immaginazione nel prevedere che tali imprenditori, tornati presso le loro aziende, saranno incapaci di preparare piani di volo, né tanto meno potranno insegnare ai loro più stretti collaboratori a volare. E che dire poi del numero di vittime aziendali, in seguito ai disastri di volo?
Meglio non pensarci e sperare che la commissione esaminatrice non si faccia corrompere il giorno degli esami. Abbiamo tanto bisogno di imprenditori che sappiano volare veramente.