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Calcolo ritenuta d'acconto da netto e lordo: come fare?

Per risolvere ogni dubbio che subentra nella compilazione di una ritenuta d'acconto riguardo il calcolo da netto e lordo ecco qualche informazione utile per evitare di commettere errori nel documento

Calcolo ritenuta d'acconto da netto e lordo: come fare?

Cos’è una ritenuta d’acconto?

È una percentuale applicata all’imponibile come anticipo delle imposte da pagare. La ritenuta d’acconto consiste, in pratica, in una percentuale dell’imponibile che viene addebitata al cliente in fattura come anticipo sulle imposte che il professionista deve pagare.

Per il calcolo della ritenuta d’acconto che si compila quando si effettua una prestazione di lavoro occasionale, molto spesso i dubbi sovrastano le certezze e lasciano quella sensazione di aver sbagliato qualcosa nella compilazione da netto e da lordo.

Come fare allora a scrollarsi di dosso ogni incertezza e procedere serenamente a redigere questo documento prestando la massima attenzione ai calcoli, numeri e alle altre variabili che rischiano solo di aumentare il caos nella vostra mente? Innanzitutto proviamo a capire bene cosa sia una ritenuta d’acconto. La ritenuta d'acconto si può quantificare con il venti per cento dell'importo lordo.

Se il totale della ritenuta d’acconto supera i 77,47 euro, servirà una marca da bollo da 1,81 euro da apporre sul documento. Se con la matematica, oltre che con l’economia, non avete un gran feeling, niente paura. Esistono tanti siti sul web che consentono di applicare questo calcolo in maniera immediata e sicura. Per quanto riguarda la parte di calcolo vera e propria, il metodo più semplice per ottenere i valori è usare una moltiplicazione: per ottenere l’ottanta per cento di un numero basta moltiplicarlo per 0,8. Se si è alla ricerca del venti per cento basta moltiplicare il numero per 0,2.

Cos’è la ritenuta d’acconto

La ritenuta d’acconto è una trattenuta, ai fini Irpef o Ires per lo più, che viene effettuata a titolo di acconto o di imposta, frequentemente utilizzata nei rapporti tra professionisti. Rapporti professionali che vengono definiti occasionali proprio oer il carattere stesso del lavoro. Vediamo come si calcola la ritenuta d’acconto per i liberi professionisti, sia nell’ipotesi di prestazione occasionale o di emissione di fattura con Iva, e vedere in che modo si possa calcolare la ritenuta d’acconto.

La ritenuta d’acconto spesso è uno strumento utilizzato per regolare importi scaturiti da prestazioni di lavoro occasionali. Un’abitudine che regna soprattutto nel mondo delle libere professioni. Le ritenute sui redditi di lavoro autonomo a titolo Irpef sono, infatti, quelle più frequenti da incontrare sul web, e vengono applicate sia nell’ipotesi in cui si svolga una prestazione occasionale, sia, in caso di possesso di partita Iva, per le prestazioni rivolte ai soggetti clienti titolari di altra partita Iva, in sede di fatturazione.

In questi casi, tratterrete in fattura un venti per cento a titolo di ritenuta d’acconto, che il vostro cliente andrà a versare utilizzando il modello F24 codice tributo 1040. Tutti i clienti che hanno ricevuto una ritenuta d’acconto per delle prestazioni lavorative godute, nel corso dell’esercizio successivo devono compilare una certificazione unica nella quale viene certificato l’ammontare delle ritenute che hanno versato in favore dei prestatori d’opera. Le certificazioni potranno essere utilizzate in compensazione sull’Irpef effettivamente dovuta.

Come si calcola la ritenuta d’acconto

Per andare sul sicuro e non avere più dubbi su come si calcola la ritenuta d’acconto è utile ricordare che non bisogna far altro che prendere in considerazione la ritenuta attraverso il conteggio del 20 per cento dell’importo lordo. Quindi se il totale della cifra della prestazione è di centoventicinque euro lordi, sarà necessario calcolare il venti per cento sui venticinque euro. L’importo netto è quindi di cento euro. Se invece si vuole risalire a quanto ammonta il lordo bisogna aggiungere il venticinque per cento. Quindi, facendo un esempio concreto se si dispone del totale netto di cento euro, il lordo sarà di centoventicinque euro.

Ottenere netto e ritenuta a partire dal lordo

Il metodo più semplice per ottenere il netto a partire dal lordo da una ritenuta d’acconto è sufficiente moltiplicare l’importo lordo per 0,8. Al contrario per ottenere il venti per cento di un numero basta moltiplicarlo per 0,2.

Ottenere lordo e ritenuta a partire dal netto

Spesso capita di accordarsi sull’importo netto e dover quindi calcolare il lordo di conseguenza. Per ottenere il lordo da inserire nella ritenuta e si parte dall’importo netto un errore molto diffuso è quello di aggiungere il venti per cento al netto, ma l’importo da aggiungere è pari al venticinque per cento. Quindi per non sbagliare il coniglio è quello di dividere l’importo netto per 0,8, operazione che equivale a moltiplicarlo per 1,25.

Bisogna inoltre ricordare, per evitare il rischio che i conti non tornino, di calcolare la ritenuta d’acconto partendo dal giusto importo lordo: quindi non si deve considerare l’Iva, che va aggiunta eventualmente in un secondo momento. Non bisogna considerare rivalse Inps e marche da bollo, ma eventualmente detrarre eventuali diminuzioni forfettarie prima di ottenere il lordo su cui applicare la ritenuta (come nel caso delle cessioni diritti).

Autore: Luigi Mannini
pubblicato il