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Classi energetiche degli edifici: cosa significano?

Tra normativa e caratteristiche uno sguardo veloce alle classi energetiche degli immobili. Quale sarà la differenza tra la classe A4 e la classe G? Scopriamola insieme.

Classi energetiche degli edifici: cosa significano?

Che cosa sono le classi energetiche?

Le classi energetiche degli edifici stabiliscono il grado di efficienza energetica dell’immobile. Raffigurano una serie di valori che raggruppati tra loro indicano il grado di funzionalità da raggiungere, per mantenere a temperatura un’abitazione, cioè si riferiscono ai valori di riscaldamento.

 

I controlli delle classi energetiche degli edifici vengono effettuati da tecnici specializzati che analizzano due parametri strettamente connessi tra loro, quali: consumi diretti al riscaldamento e isolamento termico dell’appartamento.

Come si arriva alle classi energetiche?

Materialmente il tecnico deve provvedere a recarsi sul posto e seguire un sopralluogo per valutare il valore di efficienza energetica complessiva dell’immobile. Praticamente non fa altro che rapportare tutti i valori ricavati in gradi di efficienza energetica in kWh (chilowatt orari), tali dati andranno riportati nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Le classi energetiche inserite nell’attesto APE, vengono calibrate sul diretto consumo energetico valutando i tre parametri fondamentali: acqua calda, riscaldamento, igienico – sanitario. 

Prima di acquistare una casa sarebbe opportuno valutare tanti elementi, non lasciarsi tentare solo dal fattore “estetico”.  La classe energetica di un edificio va a modificare il fattore “prezzo”, che può essere maggiore quando rientra in una fascia di classe energetica alta del tipo A4.

Quante sono le classi energetiche in tutto? Sono ben 10, una lunga lista che parte dalla classe A un elemento che già di per se è per antonomasia più alto, quindi si rapporta al massimo grado di efficienza. Nell’edilizia tale grado corrisponde alla classe A4, fino alla classe G che rappresenta un valore decisamente basso sempre in materia di efficienza energetica.

Classi energetiche degli edifici: cosa significano?

Ha introdurre le classi energetiche in Italia è stato il Decreto legislativo n. 192/2005 insieme alla direttiva europea del 2002/91/CE, disponendo l’obbligo della “certificazione energetica” per tutti gli immobili. I fattori che portano alla certificazione energetica dell’edificio sono tanti, vanno dalle origini del fabbricato dai materiali della costruzione fino agli isolanti utilizzati per le pareti e i relativi infissi.

Il tecnico provvederà a rilasciare una perizia indicando minuziosamente nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) tutti gli elementi facenti parte del fabbricato che dovrà valutare accuratamente, quali:

  • pareti nonché muri, pannelli, tramezzi ecc;
  • il tipo di rivestimento del pavimento;
  • l’involucro dell’edificio;
  • sistemi utilizzati relativi all’isolamento;
  • condizioni delle porte e delle finestre;
  • stato degli infissi;
  • estremità confinante con le mura dell’edificio;
  • pannelli solari (se presenti);
  • indicazione dell’impianto di riscaldamento (se presente).

Il tecnico dopo l’indagine sarà in grado di dare una stima esatta del fabbricato, la quantificazione di tali valori porta a una delle 10 classi energetiche. Il punto di forza su cui ruota l’efficienza energetica di un fabbricato è l’abbattimento dello spreco del calore.

Cosa sapere prima di acquistare una casa? Oltre al fattore estetico, al grado di accoglienza dell’appartamento, la domanda che dovremmo porci è relativa alla classe energetica della casa. Con la consapevolezza che la mancanza oppure in presenza di una classe G porta a un minor costo iniziale dell’immobile, ma a un incremento dei costi per un ripristino delle condizioni energetiche. 

Autore: Antonella Tortora
pubblicato il