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Cos'è la pensione integrativa e quando conviene?

Scegliere la previdenza integrativa per rendere più cospicua la propria pensione finale: come funziona, consigli e convenienza

Cos'è la pensione integrativa e quando conviene?

La pensione integrativa è un'aggiunta alla normale pensione, derivante da risparmi che nel tempo ogni contribuente lavoratore si è messo da parte ed è fiscalmente agevolata. Rappresenta una forma di integrazione alla pensione obbligatoria e si può accumulare versando determinate somme in appositi fondi che non a caso vengono chiamati fondi pensioni e possono essere di diverse tipologie. Sottolineiamo che tutti possono aprire un fondo pensione integrativo e il consiglio, ad oggi, è quello di aprirne uno perché servirà da integrazione alla pensione finale che secondo le attuali stime non dovrebbe essere affatto consistente per i giovani di oggi che sono già stati definiti i poveri di domani.

Pensione integrativa: come funziona

Sono tre in particolare i tipi di fondi pensione tra cui i lavoratori possono scegliere per investire il proprio denaro. Si tratta di fondi pensione:

  1. aperti, che sono quelli gestiti da società private, di gestione del risparmio, banche e compagnie assicurative
  2. chiusi, che sono quelli che si basano su accordi fra le organizzazioni imprenditoriali e sindacali;
  3. piani individuali pensionistici (Pip), strutturati sulla base di una polizza assicurativa caso vita che permette di avere un capitale se, al momento della scadenza, l'assicurato è ancora in vita.

Chi decide di aprire uno di questi fondi dovrà versare in maniera costante e continuativa se possibile una determinata somma di denaro che può essere stabilita al momento della stipula del contratto e dovrà valere per sempre o potrà essere gestita individualmente dal singolo lavoratore in base alle sue possibilità. E’ pertanto possibile che vi siano contribuenti che decidono di versare all’anno 1.200 euro o 2.400 e chi decide di versare nel proprio fondo 100 euro un mese, 500 un altro, o nulla nei momenti di difficoltà economica senza che questa mancanza abbia alcuna ripercussione su versamenti e cifra finale.

I versamenti nei fondi pensione si possono riscuotere interamente o con assegni mensili come previsto per l’erogazione della normale pensione statale, andando a sommarsi a quanto si percepirà di normale pensione come se si percepissero due trattamenti, solo nel momento in cui si saranno raggiunti i requisiti di pensione richiesti dalla previdenza obbligatoria e dopo almeno 5 anni d'iscrizione. Vi sono tuttavia delle situazioni che se si verificano danno al contribuente il diritto di riscattare una percentuale di quanto versato.

Previdenza integrativa: quanto ritirare anzitempo il denaro versato

In determinate situazioni, infatti, è possibile riscattare parte di quanto versato nel fondo fino al momento della richiesta. Le situazioni in cui è possibile chiedere un riscatto parziale del proprio denaro sono le seguenti:

  1. se si verificano gravi motivi di salute personali, del coniuge o dei figli;
  2. nel caso di acquisto o ristrutturazione della casa per sè o per i figli;
  3. nei casi disoccupazione, messa in mobilità o cassa integrazione.

Il riscatto parziale della propria posizione, invece, si può ottenere solo al verificarsi di casi più gravi come ritrovarsi senza occupazione da più di 4 anni e in caso di invalidità permanente con conseguente riduzione della capacità lavorativa a meno di 1/3.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il