Detrazioni figli e coniugi a carico: calcolo, revoca, modulo

Tra i provvedimenti dello Stato per sostenere le famiglie con figli, coniugi o parenti a carico ci sono le detrazioni fiscali che, intervenendo sulla busta paga, consentono un netto più elevato

Detrazioni figli e coniugi a carico: calcolo, revoca, modulo

Come funziona la detrazione figli e coniugi a carico?

Si tratta di una particolare agevolazione fiscale prevista dalla normativa per coloro che hanno preso in carico figli, coniugi e familiari il cui reddito personale annuale non supera i 2840,51 euro. La detrazione viene applicata direttamente in busta paga di ha in caricato figli ed eventualmente il coniuge.

La crisi economica che ha attanagliato il mondo intero in questi ultimi dieci anni lascia ancora sentire i suoi effetti sulla pelle viva dei cittadini italiani. Rispetto a qualche lustro fa oggi avere il sogno di crearsi una famiglia sembra quasi un’utopia. Almeno in Italia, paese che, con la disoccupazione giovanile tra le più alte del mondo, tarpa le ali ai sogni di indipendenza e di benessere a chi vorrebbe lasciare casa prima dei 30 anni. Uno degli interventi con cui lo Stato italiano prova a sostenere questa situazione è quella delle detrazioni tra cui quelle per figli e coniugi a carico. Una goccia nell’oceano ma anche l’unica ancora di salvezza per situazioni così svantaggiate. È bene farsi un’idea sul calcolo, quando è prevista la revoca e conoscere le informazioni su come si compila il modulo.

Calcolo detrazioni figli e coniugi a carico

Il calcolo delle detrazioni figli e coniugi a carico viene fatto direttamente in busta paga: l’Irpef che paga il dipendente sulla busta paga viene trattenuta alla fonte (da datore di lavoro). L’importo dell’Irpef da pagare, però, può essere diminuito dall’applicazione delle detrazioni fiscali. Il dipendente che fruisce delle detrazioni per familiare a carico, quindi, avrà un netto in busta più alto. Dal primo gennaio del 2016, la detrazione spettante per figli a carico è pari a:

  • da 900 a 1.220 euro figli minori di tre anni;
  • da 800 a 950 euro figli di maggiori di tre anni;
  • da 220 a 400 euro in più oltre alla detrazione già prevista, in caso di figlio portatore di handicap.

La detrazione va calcolata tenendo conto del reddito complessivo (Red.Compl.) del contribuente e applicando un importo fisso pari a 95.000 euro, secondo queste formule:

  • figlio di età inferiore a 3 anni = 1.220 x (95.000 – Red. Compl.)/95.000;
  • figlio di età superiore a 3 anni = 950 x (95.000 – Red. Compl.)/95.000;
  • figlio con handicap e età inferiore a 3 anni = 1.620 x (95.000 – Red. Compl.)/95.000;
  • figlio con handicap e età superiore a 3 anni = 1.350 x (95.000 – Red. Compl.)/95.000.

Revoca detrazioni come fare

Se vengono meno le condizioni per usufruirne bisogna richiedere la revoca delle detrazioni. Ecco come fare: è necessario consegnare, dopo averlo compilato, il modello “Dichiarazione detrazioni di imposta” al proprio datore di lavoro. Per i pensionati bisogna inviare una comunicazione all’INPS attraverso il modello “Dichiarazione detrazione di imposta”. Oppure si può scegliere di contattare il call center dell’INPS al numero 803164, chiamata gratuita da telefono fisso o al numero 06164164 da rete mobile. In questo caso il costo dipende dal profilo tariffario.

Modulo detrazioni figli e coniugi a carico

Il modulo per le detrazioni per figli e coniugi a carico deve contenere un elenco dove sono segnalati glie eventuali parenti a carico con la specificazione della percentuale di agevolazione desiderata. Si può procedere anche senza investire il proprio consulente o il CAF che segue la dichiarazione dei redditi. Ecco un rapido prospetto:

  • rigo C dati del consorte;
  • rigo F1 dati del primogenito;
  • negli altri righi F oppure A.

Spuntare la D per indicare l’eventuale condizione di disabilità del proprio congiunto. È necessario inserire i mesi in cui il congiunto si è avuto a carico solo se il proprio parente non abbia ancora compiuto il terzo anno di età.

Autore: Luigi Mannini
pubblicato il