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Donazione casa ai figli: quali tasse si pagano?

La donazione casa ai figli, è soggetta a tassazione, in che misura? Ecco i 3 modi per donare una casa ai propri figli e le rispettive imposte da pagare.

Donazione casa ai figli: quali tasse si pagano?

Che cos’è la donazione?

La donazione secondo il nostro ordinamento giuridico rappresenta un atto di pura autonomia privata, rispecchia in pieno il diritto di libertà attraverso il quale un soggetto confluisce a un altro un bene, conferendogli il diritto o l’obbligazione di disporre dell’immobile senza ricevere un compenso. È un contratto di “negozio giuridico”, pertanto deve essere redatto da un notaio come atto pubblico con l’ausilio di due testimoni.

La donazione casa ai figli, è una delle tante scelte che i genitori compiono in nome di un amore smisurato verso i figli. Le priorità di un genitore sono rivolte a garantire un sostegno destinato al futuro per i figli, in un mondo dove la vivibilità è sempre più difficile. Spesso, si ricorre alla donazione come "mezzo" attraverso il quale si cede un bene in favore dei figli che ne acquistano tutti i diritti e gli obblighi dal preciso momento della stipula dell’atto. I genitori con la donazione scelgono liberamente di cedere parte dei loro beni in favore dei figli. Uno dei vantaggi è il profilo fiscale dove gli oneri da sostenere sono alquanto ridotti.

Donazione casa ai figli: come?

È bene sapere che ci sono 3 diverse modalità, con cui un genitore può esercitare la volontà della donazione, come:

  1. donazione diretta: si verifica quando i genitori donano il bene direttamente al figlio;
  2. donazione indiretta: è possibile quando i genitori comprano un immobile, e lo intestano direttamente al figlio;
  3. donazione che riporta la riserva di usufrutto: in quest’ultimo caso il genitore dona al figlio un bene con riserva di usufrutto. I genitori con questo tipo di donazioni si riservano la possibilità di usufruire del bene. Praticamente, essi trasferiscono al figlio solo il titolo di proprietà, riservandosi la disponibilità del bene da poter utilizzare fino alla morte.

Cosa succede se la casa viene donata a uno solo di tre figli? Gli altri possono agire, in che modo?

Secondo quanto stabilito dal Consiglio Nazionale del Notariato, qualora alla morte dei genitori, gli altri figli non possiedono un quota sufficiente e legittima del patrimonio, possono rivalersi sulla donazione. Per far valere i propri diritti in qualità di eredi, chiedendo a un giudice la riduzione necessaria per consentire il reintegro delle quote spettanti. La parte lesa, in questo caso i figli che non rientrano nella donazione, hanno dieci anni per poter agire in giudizio, ovviamente, decorrono dalla morte dei genitori.

Donazione casa ai figli: quali tasse si pagano?

Abbiamo chiarito il concetto che con la donazione si può trasferire sia il titolo di proprietà che i benefici legati all’immobile. Allora non ci resta che capire, quali sono le imposte sugli immobili ereditati. Nel caso della donazione a favore di un figlio, la tassa di donazione viene conteggiata solo sulla parte imponibile, se la soglia superi la franchigia di un milione di euro. Ovviamente, se tale importo viene superato si applica l’aliquota del 4 per cento sulla parte imponibile eccedente.

La donazione avente per oggetto il trasferimento di un immobile è soggetta a tassazione, si pagano le tasse ipotecarie e catastali sul valore della casa, nella seguente misura, quale:

  • il due per cento si versa per l’imposta ipotecaria o di trascrizione;
  • l’uno per cento per l’imposta catastale.

È previsto un versamento irrisorio per ognuna delle imposte di 200 euro. Tali imposte devono essere versate prima della dichiarazione di successione.

Donazione casa ai figli: agevolazioni “prima casa”

Tali imposte sono dovute in una misura ritenuta stabile di duecento euro ripartita per ogni imposta, a prescindere dal valore dell’immobile, quando il beneficiario ha tutti i requisiti per richiedere le agevolazioni di “prima casa”. La presenza di tali condizioni deve essere trascritta nell’atto di successione.

Il soggetto che riceve in eredità l’immobile per accedere alle agevolazioni fiscali, deve essere in possesso di 2 requisiti, fondamentali e indispensabili, quali:

  • di non essere in alcun modo titolare, esclusivo o in regime di comunione con il coniuge, di altri beni immobili, anche a titolo di usufrutto, presenti nel Comune dove è situato l’immobile ricevuto in donazione;
  • di non essere in alcun modo titolare di quote esclusive o  in regime di comunione con il coniuge, di beni immobili a livello nazionale, compreso il titolo di usufrutto, ecc. Di non aver usufruito delle agevolazioni dirette all’acquisto della “prima casa” su altro immobile.

È importante sapere che la casa donata deve essere ubicata nel Comune in cui si ha la residenza. In caso contrario sarà necessario richiederla entro 18 mesi.

Autore: Antonella Tortora
pubblicato il