Enpaf e pensione per farmacisti: cose da sapere

L'Enpaf eroga, oltre alle pensioni di vecchiaia, di anzianità, di invalidità indirette e di reversibilità per i farmacisti, anche l’indennità di maternità e prestazioni assistenziali agli iscritti

Enpaf e pensione per farmacisti: cose da sapere

Che cos’è l’Enpaf?

L’Ente di Previdenza e Assistenza dei Farmacisti ha il compito di erogare pensioni, prestazioni di assistenza e indennità di maternità agli iscritti, i soli ad averne diritto. Gli iscritti all’Ordine sono tenuti al versamento di un contributo, obbligatorio, non legato al reddito e non frazionabile. Altrimenti devono esplicitamente dichiarare di volerne uscire.

Pensioni per i farmacisti

L’erogazione delle pensioni di vecchiaia, di anzianità e di invalidità e pensioni ai superstiti, indirette e di reversibilità per i farmacisti avviene tramite un sistema di liquidazione detto “a prestazione definita”. Il Regolamento stabilisce l’entità dell’importo annuo correlato al contributo in misura intera (l’importo viene ridotto in relazione all’eventuale riduzione contributiva).

L’ammontare della pensione si ottiene dalla somma degli importi conseguiti annualmente anche in relazione alla tipologia di contribuzione richiesta. L’Enpaf eroga anche l’indennità di maternità alle donne che non ricevano copertura indennitaria da parte di Enti o istituti di previdenza terzi in relazione alla nascita del figlio e a tutto quello che ne consegue. Infine prestazioni assistenziali agli iscritti e ai loro superstiti nel caso di bisogno economico, di un’età avanzata o di particolari condizioni di salute, malattia o di eventi calamitosi.

Enpaf cose da sapere il contributo

Per quel che riguarda l’Enpaf, tra le cose da sapere bisogna inserire assolutamente il contributo previdenziale obbligatorio è fissata annualmente dal Consiglio Nazionale dell’Ente, ma gli iscritti che presentano determinati requisiti possono richiedere la riduzione percentuale dell’importo. Dato che il contributo viene riscosso nell’anno successivo a quello della prima iscrizione, quelli che si iscrivono per la prima volta effettueranno il versamento entro il trenta settembre dell’anno successivo a quello della prima iscrizione. Il contributo intero deve essere versato dalle seguenti categorie di iscritti:

  1. titolari di farmacia;
  2. soci di società di gestione di farmacia privata;
  3. associati agli utili di farmacia;
  4. iscritti che lavorano in farmacia in qualità di collaboratori di impresa familiare; esercenti attività professionale in regime libero - professionale;
  5. esercenti attività professionale in regime di collaborazione coordinata e continuativa.

L’ente prevede altre due categorie di contributi, denominati di assistenza e di maternità, obbligatori per tutti gli iscritti oltre al contributo previdenziale. Chi volesse accedere alla contribuzione volontaria deve sapere che è possibile incrementare l’ammontare del solo trattamento pensionistico.

Le riduzioni del contributo Enpaf

Il contributo previdenziale Enpaf è fisso, ma nel caso in cui l’iscritto appartenga ad alcune categorie particolari ha la possibilità di chiedere la riduzione del contributo Enpaf. Chi sceglie questa strada per versare il contributo previdenziale otterrà una prestazione pensionistica proporzionalmente ridotta. L’Enpaf, infatti, è un ente di previdenza a prestazione definita e a contribuzione variabile. L’ammontare della prestazione finale è commisurato alla contribuzione intera, la scelta di versare contributi ridotti comporta, quindi, una diminuzione direttamente proporzionale dell’ammontare maturato.

Termini di decadenza Enpaf

La riduzione del contributo previdenziale non è attribuita d’ufficio a chi si trovi in una delle condizioni indicate dal Regolamento bensì viene riconosciuta soltanto dietro presentazione della relativa domanda redatta sulla modulistica predisposta dagli Uffici. A partire dalla contribuzione posta in riscossione effettuata nel 2014 sono stati modificati i termini di decadenza Enpaf previsti dall’articolo Ventuno del Regolamento per la presentazione della domanda di riduzione del contributo previdenziale o di attribuzione del contributo di solidarietà. La domanda di riduzione può essere presentata nello stesso anno in cui si intende beneficiarne, purché il possesso della condizione per usufruirne si protragga per almeno sei mesi e un giorno nel corso dell’anno stesso.

Il termine ultimo di decadenza entro il quale presentare la domanda è fissato al trenta settembre dello stesso anno in cui si intende beneficiare della riduzione o del contributo di solidarietà. Slitta invece al trentuno dicembre nel caso in cui il periodo utile ai fini della maturazione del diritto si consegua dopo il trenta settembre ma entro il trentuno dicembre di quell’anno. I nuovi iscritti, a pena di decadenza, devono presentare domanda entro il trenta settembre dell’anno successivo a quello di iscrizione. Il termine per i nuovi iscritti è prorogato al trentuno dicembre, invece, se il periodo utile ai fini della maturazione del diritto alla riduzione si consegua dopo il trenta settembre ma entro il trentuno dicembre.

Contributo di solidarietà Enpaf

Coloro che si iscrivano a partire dal primo gennaio 2004 hanno facoltà di chiedere di versare il contributo di solidarietà Enpaf invece che la contribuzione previdenziale seppure nella forma ridotta prevista; oltre al contributo di solidarietà l’iscritto dovrà versare anche quello per la gestione assistenza e per l’indennità di maternità.

Autore: Luigi Mannini
pubblicato il
Puoi Approfondire