BusinessOnline - Il portale per i decision maker

Euribor: cos’è, come funziona e come si calcola

Entrato in scena sui mercati mondiali insieme all'Euro, rappresenta il riferimento principale per i mutui ipotecari a tasso variabile oltre ad essere la base per calcolare gli interessi stessi

Euribor: cos’è, come funziona e come si calcola

Che cos’è l’Euribor?

Si tratta di un tasso di interesse variabile, a cui le principali banche europee si riferiscono quando si prestano i soldi e rappresenta il riferimento per i mutui ipotecari a tasso variabile, oltre ad essere la base per calcolare gli stessi interessi.

Chi ha acceso nella propria vita un mutuo a tasso variabile conosce di cosa parleremo in questo articolo. L’Euribor, acronimo di Euro Inter Bank Offered Rate, è il tasso di interesse variabile a cui le principali banche europee si riferiscono quando si prestano i soldi vicendevolmente. Entrato in scena contestualmente all’ingresso della moneta unica europea sui mercati mondiali, rappresenta il riferimento principale per i mutui ipotecari a tasso variabile oltre ad essere la base per calcolare gli interessi stessi.

Insomma si tratta del tasso di interesse che i principali istituti di credito europei devono tenere in considerazione quando prestano i soldi ad altre banche. Un concetto che sembrerebbe abitare in un Iperuranio immaginario, visto che parliamo di operazioni tra banche, visitato solo da esperti del mondo della finanza e da economisti e che invece ha ricadute molto concrete nella vita dei cittadini. Capire cos’è, come funziona e come si calcola potrebbe rivelarsi esercizio farraginoso, ma certamente utile.

Euribor cos’è e a cosa serve

Gli appassionati di economia, quelli che seguono le rubriche economiche dei Tg per intenderci, sapranno di sicuro cos’è e a cosa serve. L’Euribor è il tasso al quale i depositi interbancari a termine denominati in euro vengono offerti da una banca all’altra. Il compito di rilevare quotidianamente questo tasso attraverso l’acquisizione di informazioni da parte di quarantatré banche, tutte europee tranne le quattro che hanno sede al di fuori dei confini continentali, spetta alla federazione delle banche europee che diffonde, a metà mattinata, dopo le undici, il valore medio delle transazioni per ciascuna scadenza. In sostanza si tratta del valore al quale vengono decisi i valori delle rate dei finanziamenti a tasso variabile indicizzandole secondo il valore del tasso in questione.

La banca aggiunge un ricarico a questo parametro che rappresenta il suo guadagno sulla transazione. Anche in Italia lo conosciamo molto bene per le vicende, a tutti molto note, che si sono verificate nella coda finale del 2011. Stiamo parlando dello spread, il guadagno vero dell’istituto di credito che concede il mutuo. In Italia i mutui possono essere indicizzati all’Euribor a 1, 3 o 6 mesi. La scadenza più breve, quella a un mese, ha in genere valori inferiori, anche se le differenze tendono ad annullarsi nel lungo periodo. Bisogna porre molta attenzione alla differenza che sussiste quando si parla di base 360 oppure 365 cioè se si prende in considerazione il numero dei giorni dell’anno solare o quelli dell’anno commerciale. La differenza fra i due tassi, in questo caso, si tiene dentro il limite dello 0,05%.

Tasso Euribor come funziona

Ma per capire come funziona il tasso Euribor bisogna sapere che la rilevazione dell’Euribor avviene tutti i giorni lavorativi così che il suo valore è sempre perfettamente aggiornato. L’affidabilità dell’Euribor ha spinto tutte le banche europee ad ancorare l’oscillazione dei mutui a tasso variabile che propongono al valore di questo tasso. Esistono circa quaranta tipi diversi di tassi Euribor che si distinguono a seconda della durata dei depositi e del divisore scelto. Nel primo caso è collegato alla durata del deposito. Il tasso applicato ai contratti che prevedono la sua restituzione dopo una settimana rientra nel cosiddetto “Euribor 1 settimana”. I prestiti di durata trimestrale nell’ “Euribor 3 mesi”, e via dicendo. I tassi applicati non sono mai fissi perché suscettibili dei cambiamenti provocati dalle attese sui mercati.

Se le previsioni per il futuro sono positive e quindi si attende un rialzo dei tassi di conseguenza anche gli Euribor riferiti alle durate più lunghe avranno percentuali più alte di quelli che presentano una minore durata. Stesso discorso, ma evidentemente alla rovescia, nel caso in cui le previsioni sono al ribasso. Bisogna poi saper valutare anche le medie, calcolate sull’andamento giornaliero dell’indice durante il mese solare precedente. Dal punto di vista di chi fa il mutuo è abbastanza indifferente il riferimento ad un tipo di Euribor o ad un altro. Come si diceva nel lungo periodo, i cicli chiusi al rialzo saranno statisticamente paragonabili a quelli al ribasso, azzerando di fatto la media delle differenze. Tuttavia per individuare il parametro riferito al proprio mutuo servirà conoscere la definizione esatta dell’indice adoperato. Solo in questo modo si potrà verificare concretamente il tasso applicato al mutuo in uno specifico momento.

Euribor tasso variabile come si calcola

L’Euribor tasso variabile viene calcolato con cadenza giornaliera ed è legato alla durata delle operazioni senza tenere in considerazione l’ammontare del capitale. Questo tasso riveste un’importanza fondamentale quando si deve procedere con il calcolo di finanziamenti o mutui che sono poi concessi ai privati. Può essere importante conoscere anche come si calcola. Il computo viene impostato tenendo in considerazione la media degli Euribor che si sono succeduti in un lasso di tempo precedente molto ben definito in precedenza. Conoscere il calcolo dell’Euribor è importante anche per riuscire ad essere sempre aggiornato sui pagamenti effettivi da erogare. Le variazioni di questo tasso, infine, sono anche legate anche alla variazione dello spread contrattato con la banca sul finanziamento o sul mutuo.

Autore: Luigi Mannini
pubblicato il