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Fukushima oggi: la situazione a 6 anni dal disastro

Com’è cambiata la situazione a Fukushima a distanza di sei anni dal terribile terremoto e conseguenze ambientali ad oggi esistenti

Fukushima oggi: la situazione a 6 anni dal disastro

Come si vive oggi a sei anni dal disastro di Fukushima?

Terremoto e conseguente tsunami che hanno colpito nel marzo del 2011 la costa nord orientale del Giappone, provocando esplosioni alla centrale nucleare di Fukushima, hanno avuto il loro strascico fino ad oggi, sia per quanto riguarda conseguenze da un punto di vista ambientale, sia per quanto riguarda effetti sulla salute umana. E si tratta di un tragico evento che ha riaperto in tutto il mondo anche il dibattito sul nucleare, oggi ancora discusso in molti Paesi, mentre altri sono arrivati alla decisione di chiusura e dismissione delle loro centrali nucleari.

 

Si continua a parlare del disastro nucleare di Fukushima che ha sconvolto il mondo intero e a causa del quale in Giappone, e non solo, se ne pagano ancora le conseguenze. A distanza di sei anni dall’11 marzo del 2011, quando il Giappone fu colpito dal più grande disastro naturale degli ultimi decenni portando all’incidente della centrale nucleare di Fukushima Daiichi a seguito del terribile tsunami derivato da un fortissimo terremoto di magnitudo 9.0, la situazione ad oggi è ancora molto grave e perenni saranno alcuni dei cambiamenti provocati dallo stesso terremoto.

Fukushima dopo sei anni: la situazione

La scossa di terremoto registratasi al largo del Giappone nel 2011 fu talmente forte da aver spostato permanentemente più di due metri a est la principale isola del Paese e scatenando uno tsunami che portò all’esplosione di due reattori della centrale nucleare di Fukushima. A causa di questo grave incidente:

  1. sono morte più di 20mila persone;
  2. centinaia di migliaia di persone sono rimaste senza una casa;
  3. si sono registrare importanti conseguenze ambientali e per la salute umana;
  4. restano ancora molte questioni aperte in Giappone.

Sembra, infatti, che nonostante i grandi sforzi e il grande impegno della popolazione, il Paese stenti ancora riprendersi dall’immane tragedia che lo ha colpito. Ma non c’è da stupirsi, considerando la gravità e la portata dell’accaduto. Chi, per esempio, abitava nella zona rossa, entro un raggio di 20 chilometri dalla centrale nucleare, non può ancora tornare nella proprie casa a causa degli altissimi livelli di radiazioni, ma la Tokyo Electric Power Company (Tepco), che gestiva la centrale di Fukushima Daichii, continua a sostenere ad oggi che l’energia nucleare sia la forma di energia migliore per il Giappone.

La rimozione del materiale fissile ad alta radioattività trovato sul fondo dei reattori non è ancora stata attuata e manca ancora del tutto un piano di rimozione da parte della stessa Tepco che avrebbe parlato di costi stellari, oltre 20 miliardi di dollari per decontaminare e smantellare la centrale, e tempi epici, fino a quarant’anni, per ripulire tutti i danni causati dalle esplosioni della centrale di Fukushima accadute nel 2011.

Disastro di Fukushima 2011: le conseguenze fuori dal Giappone

Se, dunque, il Paese vive ancora l’incubo nucleare e della radioattività e centinaia di migliaia di persone sono senza casa, senza considerare gli alimenti contaminati che non possono assolutamente essere consumate, privando pertanto la popolazione della libertà di mangiare ciò che vorrebbero, non va certo meglio la situazione fuori dal Paese. Le conseguenze del terribile terremoto del 2011, infatti, toccano anche i confini al di là del Giappone.

Nella costa occidentale dell’America del Nord, per esempio, è forte la preoccupazione contaminazione, considerando che i livelli di radiazione che hanno raggiunto la costa che si affaccia sull’oceano Pacifico sono più alti di quanto si pensasse e risulta elevatissima la quantità di cesio nelle acque al largo dell’isola di Vancouver, in Canada, accumulo che, secondo le ultime notizie, sembrerebbe in continuo aumento nello stesso Pacifico. Ma non solo: secondo quanto reso noto dall’Organizzazione mondiale della sanità nel 2012, nei luoghi in cui sono presenti livelli più alti di radiazioni risulterebbe molto più alto il rischio di contrarre alcune forme di cancro come la leucemia e il cancro alla tiroide.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il