Guida al nuovo regime forfettario 2016 e 2017

Nuove regole per i titolari di partita Iva che rientrano nel regime forfettario 2017. Le semplificazioni fiscali e contabili riguardano professionisti, artigiani, commercianti, piccoli imprenditori

Guida al nuovo regime forfettario 2016 e 2017

Che cos’è il regime forfettario?

Si parla di regime forfetario quando si fa riferimento a quella particolare regolamentazione che introduce alcune semplificazioni fiscali e contabili per particolari categorie di lavoratori che hanno maturato il diritto, stabilito dalla legge, di usufruirne dopo aver dimostrato di rientrare nei parametri previsti.

Regime forfettario per chi

Il regime forfettario è previsto per i titolari di Partite Iva con un reddito di quindicimila euro lordi l’anno per i professionisti e quarantamila per i commercianti. Soglie che per il 2017, sono state modificate. L’aliquota prevista dal nuovo regime forfettario è pari al 15%. Questo regime di agevolazione fiscale e contabile non prevede un limite legato agli anni di attività o al raggiungimento di una particolare età anagrafica. Ecco una breve guida al nuovo regime forfettario 2016 e 2017.

Regime forfettario 2017 i requisiti

L’accesso al regime forfettario 2017, nonché il suo mantenimento negli anni successivi, è possibile per i soggetti che, con riferimento all’anno precedente soddisfano i seguenti requisiti:

  1. limite dei ricavi e compensi percepiti (ragguagliati ad anno in caso di inizio attività): valori non superiori a specifici limiti diversi a seconda dell’attività esercitata (da euro venticinquemila fino a cinquantamila);
  2. beni strumentali: costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, non superiore ad euro ventimila;
  3. spese per lavoro dipendente e assimilati: non superiori ad euro cinquemila lordi.

Regime forfettario 2017 le principali novità

L’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2016, ha introdotto alcune novità per quanto riguarda il passato. Soprattutto per quel che riguarda alcuni limiti che erano imposti ai titolari di Partita Iva, come per esempio la soglia dei ricavi che veniva calcolata sulla base dei coefficienti di redditività fissata al di sotto dei quindicimila euro per i professionisti e di quarantamila per i commercianti. Ecco cosa cambia quel che riguarda il regime forfettario 2017 e quali sono le principali novità. Dal primo gennaio 2017, le soglie dei ricavi sono state innalzate fino a trentamila euro per i professionisti e di diecimila euro su quelle che erano state fissate per le medie e piccole imprese basta.

Novità importante visto che ha il merito di ampliare la platea dei beneficiari e fa il paio con la possibilità, che prima non era data, di accedere al regime forfettario nel caso in cui svolgano un’attività in proprio, a patto però che il loro reddito non superi la soglia dei trentamila euro anche a dipendenti e pensionati. Anche le nuove start up possono godere di un regime di particolare favore grazie all’aliquota del 5% applicabile per 5 anni invece dei 3 previsti in precedenza rispetto al dieci per cento previsto in precedenza. La franchigia di deduzione IRAP per questa tipologia di imprese aumenta da 10.500 a 13.000 euro. Il nuovo decreto Fisco 2017 ha bocciato la proposta di far rimanere nel regime dei minimi chi supera di poco il tetto dei compensi dei quindicimila euro. Anche se queste categorie aspettano una sistemazione generale del comparto fiscale.

Secondo quanto richiesto, i professionisti aderenti al regime forfettario, che prevede il regime dei minimi per compensi entro i 15 mila euro, se avessero oltrepassato per due anni non consecutivi nel quinquennio la soglia prevista, avrebbero potuto applicare l’imposta sostitutiva al 27% solo sull’ammontare del reddito sopra la soglia limite. Ma questa proposta di aiuto fiscale, transitorio, non è stata approvata.

Autore: Luigi Mannini
pubblicato il