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Il periodo di prova è retribuito? E quanto dura?

Cosa si intende con periodo di prova, per chi vale, regole e durata: tutto quello che c'è da sapere e come superarlo

Il periodo di prova è retribuito? E quanto dura?

Cosa si intende con periodo di prova?

Il periodo di prova è quel lasso di tempo durante il quale un datore di lavoro mette, appunto, alla prova il potenziale nuovo dipendente per testarne competenze, capacità, affidabilità, qualità sul posto di lavoro e potenzialità. Il periodo di prova lavorativo ha una durata stabilita dalla legge di sei mesi che non può essere superata.

 

Il periodo di prova a lavoro viene generalmente svolto come fosse una sorta di periodo di formazione e test per studiare le capacità di colui con cui il datore di lavoro dovrà stipulare un contratto di lavoro. Si volge, dunque, prima di essere ufficialmente assunto da una azienda con l’obiettivo di verificare che il candidato sia idoneo all’attività, al ruolo o alla mansione che dovrebbe essergli assegnata. Il periodo di prova ha una durata di sei mesi, eccezion fatta per accordi differenti che potrebbero intercorrere tra le parti. Il periodo di prova può essere richiesto per differenti generi di eventuali assunzioni  e cioè:

  1. per contratto a tempo indeterminato;
  2. per contratto a tempo determinato;
  3. per contratto di apprendistato;
  4. per lavoratori disabili assunti obbligatoriamente, a condizione che il periodo prova preveda mansioni compatibili con il suo handicap.

Periodo di prova: consigli per superarlo al meglio

Una volta terminato il periodo di prova, il datore dovrà comunicare al lavoratore la sua decisione finale, e cioè se intende portare avanti il rapporto di lavoro con lo stesso o chiuderlo. Per superare al meglio il periodo di prova il consiglio è quello di:

  1. lavorare al massimo delle proprie potenzialità;
  2. dimostrare determinazione;
  3. dimostrare tutte le proprie conoscenze e competenze;
  4. saper ascoltare chi ha un’anzianità maggiore in azienda che po0trebbe insegnare molto;
  5. evitare di assumere atteggiamenti e avere comportamenti che potrebbero far pensare di essere poco interessati al lavoro.

Periodo di prova: condizioni, tempo e retribuzione

Il periodo di prova, così come stabilito dalla legge, deve:

  1. essere stipulato in forma scritta, pena la nullità del patto stesso e di assunzione definitiva del lavoratore; essere anteriore o contestuale all’assunzione;
  2. avere una durata massima che corrisponde a quella prevista dai contratti collettivi, la quale tuttavia non può superare il limite legale di sei mesi e le parti possono anche prevedere una durata minima del periodo di prova, che non permette alcuna possibilità di recessione se non per giusta causa;
  3. contenere indicazioni specifiche di ruoli e mansioni che il lavoratore svolgerà durante il periodo di prova stesso e indicazione della categoria di inquadramento;
  4. prevedere per il lavoratore le quote di mensilità differite ed eventuali premi annuali, le ferie retribuite e il trattamento di fine rapporto.

Esattamente, dunque, come per ogni altro rapporto di lavoro anche il periodo di prova prevede retribuzioni fisse da parte de datore.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il