Inquinamento elettromagnetico: che effetti ha?

La salute e l’ambiente convivono con un “elettrosmog” sempre più insistente e dagli effetti visibili e tangibili. Quanto preoccupa realmente la voce “inquinamento elettromagnetico”? Quali i rimedi?

Inquinamento elettromagnetico: che effetti ha?

Cos’è l’inquinamento elettromagnetico?

È una forma d’inquinamento che si estende a macchia d’olio, chiamata anche elettrosmog. Si tratta di una contaminazione “invisibile” fatta di radiazioni elettromagnetiche. Nello specifico, possiamo affermare che sono radiazioni non ionizzanti, cioè rappresentano quell’intervallo di tempo chiamato frequenza in cui i campi statici (O Hz) passano in radiazioni comuni e visibili, molto simili al laser. Gli effetti di questo tipo d’inquinamento si potrebbero ripercuotere in modo molto considerevole sulla salute, oltre che a creare degli squilibri ambientali su larga scala.

Non esiste un vero “problema” dovuto all’inquinamento elettromagnetico, poiché (forse) non è stato mai preso in considerazione come “entità di rischio”.

Ovviamente, quello che non si vede, non da problemi. Una logica alquanto contorna, che ci impone a riflettere. Quando le onde elettromagnetiche diventano un danno per il cervello? Tante sono le discussioni sul piano scientifico su questo argomento, che non portano a nessuna conclusione certa. Si tratta, tuttavia, di una materia tutt’oggi molto dibattuta, ancora dai risvolti abbastanza controversi.

Un passo all’indietro

Possiamo affermare che la voce inquinamento elettromagnetico o comunemente chiamato elettrosmog, di sicuro non è arcaica, ma bensì di ultima generazione. Infatti, sono abbastanza attuali gli studi che pongono in evidenza un nesso tra le specifiche patologie e la diretta esposizione a questa forma di contaminazione.

A portare alla luce i primi danni delle onde elettromagnetiche, come fattore inquinante pericoloso per la salute, furono dei radaristi della seconda guerra mondiale. Per quella scoperta (forse) del tutto casuale, hanno pagato un prezzo salato, subendo per primi gli effetti delle radiazioni delle microonde. 

Inquinamento elettromagnetico: che effetti ha?

Ci troviamo dinanzi a un bivio, che produce ben 2 tipologie di effetti:

  1. inquinamento termico: si tratta di quegli effetti che si ripercuotono alla base delle cellule, partendo dalla fonte del punto inquinante fino a scatenare reazioni su scala globale. Facendo registrare quelle anomalie di origine antropologica, che sfociano nelle negli sbalzi di temperature, e si rapportano nell’ambiente naturale. La particolarità dell’effetto termico è dovuta all’impatto diretto sul riscaldamento delle cellule prodotto dalle redazioni. Un principio chiamato “dose e risposta”, cioè maggiore sarà l’esposizione alle radiazioni, maggiore sarà il suo effetto;
  2. conseguenze biologiche: a essere compromesso è direttamente il DNA. È un effetto che non si evidenza in modo particolare partendo dal riscaldamento della cellula, non rispecchiando i principi esposti precedentemente. È un processo in cui la materia si trasforma sotto il segnale, non come conseguenza del segnale.

Elettrosmog: quali conseguenze sulla vita quotidiana?

Le ripercussioni dovute all’esposizione dell’inquinamento elettromagnetico analizzate dagli scienziati sulla vita quotidiana sono molteplici, vi elenchiamo i più comuni, quali:

  1. shock termico delle proteine;
  2. micronuclei;
  3. danno ghiandola pineale;
  4. conseguenze di diverse patologie a carico dell'organo della tiroide;
  5. danno barriera emato-encefalica (BEE);
  6. danni rilevanti per i bambini, specie in particolari momenti della crescita.

Resta da mettere in conto, anche altri diversi disturbi, quali:

  1. disturbo dell’alterazione dell’umore;
  2. difficoltà nel sonno (insonnia);
  3. variazione continua di umore;
  4. stati di profonda stanchezza;
  5. complicanze a livello cardiaco;
  6. leucemia.

Autore: Antonella Tortora
pubblicato il