Licenziamento disciplinare e Naspi 2017: cose da sapere

E' possibile richiedere la Naspi dopo un licenziamento disciplinare? La domanda ha agitato il sonno di molti lavoratori, soprattutto di quelli che potrebbero trovarsi in questa spiacevole condizione

Licenziamento disciplinare e Naspi 2017: cose da sapere

Che cos’è il licenziamento disciplinare?

Il licenziamento disciplinare è la decisione unilaterale presa dal datore di lavoro di sollevare dall’incarico quel dipendente che viola con i suoi comportamenti del lavoratore le regole stabilite dalla legge, dai contratti collettivi e le norme del codice disciplinare dell’azienda.

Cose da sapere su Naspi 2017 e licenziamento disciplinare

Una delle domande più frequenti è quella che mette in relazione il licenziamento disciplinare, ovvero la decisione unilaterale di licenziare un proprio dipendente che il datore di lavoro assume a causa della violazione delle regole stabilite dalla legge e il diritto ad usufruire della Naspi 2017. Ovvero dell’ammortizzatore sociale previsto dal Jobs Act per chi perde il lavoro. Uno dei requisiti per godere della Naspi è quello di aver perso il lavoro contro a propria volontà. Ci sono diverse cose che i lavoratori devono sapere sulla possibilità di usufruire della Naspi 2017 nel caso di licenziamento disciplinare. Il lavoratore può andare incontro al licenziamento disciplinare nel caso in cui, per esempio, si sia assentato senza giustificazione, abbia svolto attività in un periodo di malattia, abbia utilizzato permessi per scopi diversi da quelli stabiliti dalla legge, abbia svolto un lavoro concorrente, abbia falsato rimborsi spese o che abbia rubato beni dal posto di lavoro.

Oppure quando sussistano motivi disciplinari giustificati da comportamenti violenti. In tutti questi casi si rischia il licenziamento disciplinare. Sia che si tratti di licenziamento per giusta causa o da giustificato motivo sarà comunque possibile fare richiesta di Naspi 2017. Il primo caso è il più grave ed è quello  senza preavviso da parte del datore di lavoro. Il secondo, invece, avviene nel momento in cui il lavoratore commette delle infrazioni meno gravi. In questo caso il datore di lavoro deve rispettare il termine di preavviso indicato dai contratti collettivi. In entrambi i casi il licenziamento disciplinare deve essere comunicato in forma scritta attraverso un documento nel quale si intima la fine del rapporto di lavoro e le ragioni alla base del licenziamento.

Naspi 2017, licenziamento per giusta causa

Nello specifico l’indennità di disoccupazione Naspi 2017 viene comunque riconosciuta anche quando il licenziamento è deciso per giusta causa. Questa è la circostanza più grave per i lavoratori e per questo il licenziamento è immediato in quanto il datore di lavoro non deve rispettare nessun preavviso per comunicare la sua decisione. Questa risoluzione del rapporto lavorativo non impedisce comunque al lavoratore licenziato di ricevere l’assegno di disoccupazione poiché il licenziamento disciplinare non è volontario ma è deciso discrezionalmente dal datore di lavoro.

Licenziamento per giustificato motivo e Naspi 2017

Anche i dipendenti che vanno incontro a un licenziamento per giustificato motivo potranno avvalersi della Naspi 2017. Questa è una certezza che contribuisce a chiarificare il quadro normativo e a rispondere a una delle preoccupazioni più diffuse tra quelli che possono fare domanda, specialmente, è inutile dirlo, tra chi potrebbe trovarsi in questa spiacevole condizione. Il Ministero del Lavoro si è espresso in merito e ha chiarito che la Naspi è riconosciuta anche ai lavoratori licenziati per motivi disciplinari, in quanto questo tipo di cessazione del rapporto lavorativo non è conseguente automaticamente al comportamento del dipendente, ma comunque ancora riconducibile all’arbitrarietà del datore di lavoro. Il licenziamento disciplinare, infine, rientra nella disoccupazione involontaria e quindi il lavoratore può avere accesso all’indennità

Autore: Luigi Mannini
pubblicato il