Mobbing sul lavoro: cos’è, cosa fare e come difendersi

La mancanza di una legge che tuteli i lavoratori vittime di questa odiosa pratica rende più difficile la battaglia contro il mobbing. Esistono comportamenti che possono essere utili. Vediamo quali

Mobbing sul lavoro: cos’è, cosa fare e come difendersi

Cos’è il mobbing?

Con l’espressione mobbing si intende la serie di atti vessatori che vengono perpetrati da superiori a danno dei subalterni o tra i colleghi stessi con l’obiettivo di perseguitare un lavoratore per emarginarlo e spingerlo, in ultima ratio, alla dimissioni, facendogli prima perdere la fiducia in sé stesso e poi anche il lavoro.

Dimostrare di essere vittima di mobbing sul lavoro non è impresa facile proprio per la difficoltà di evidenziare i comportamenti vessatori dei superiori e dei colleghi. Le prime domande che possono balzare alla mente di chi conosce, o solo in via teorica, o perchè magari ha sperimentato sulla propria pelle cos'è il mobbing, riguardano cosa fare e come difendersi. In Italia si stima un numero di lavoratori vittima di questa pratica che si aggira intorno al mezzo milione. Tra le difficoltà anche quella che scaturisce dal vuoto legislativo e quindi, per ottenere un qualche risarcimento, bisogna far ricorso a quello che comunemente viene chiamato orientamento giurisprudenziale cioè ai comportamenti della Legge in situazioni di un certo tipo. Per dimostrare di essere stati vittime di mobbing bisogna puntare su questi quattro elementi:

  • avere subito violenze di natura fisica o anche psichica;
  • aver subito un danno alla sfera patrimoniale o alla propria integrità psicofisica;
  • l’esistenza di un nesso diretto tra le violenze subite e il danno;
  • il chiaro intento persecutorio del datore di lavoro che, nel gergo, viene definita probatio diabolica per la difficoltà che si riscontra nel presentarla.

Mobbing sul lavoro: cosa fare

Il mobbing sul lavoro, purtroppo, è una pratica abbastanza diffusa nel mondo del lavoro. Proprio per la difficoltà che si riscontra nel dimostrarlo, ne rende difficile l’individuazione e l’eradicazione. Ci sono però alcuni consigli che possono aiutare a capire cosa fare nel momento in cui si percepisce di essere vittima di questa pratica disdicevole. La prima cosa utile potrebbe essere quella di dimostrare di avere sostenuto delle spese a causa di un malessere reale. Se quindi sei vittima di mobbing e questo sta generando in te dei danni dal punto di vista fisico e psichico affinché tu possa il risarcimento dei danni di natura patrimoniale, quindi in denaro, devi dimostrare di avere sostenuto delle spese per curarti e che ti sia rivolto a un medico affinché accertasse la tua patologia.

Gli sforzi devono essere orientati a dimostrare come sia stato proprio l’ambiente malsano di lavoro e gli atteggiamenti che hai subito da colleghi e superiori a causare il disagio psico-fisico che ti ha costretto a richiedere l’aiuto degli specialisti. Quindi nel momento in cui richiedi dei giorni di malattia è importante specificare che la causa di questa richiesta è da far risalire al percorso psicoterapeutico che stai seguendo e sostenendo per questo molte spese. Conserva gli scontrini e tutti i documenti che potranno dimostrare la veridicità di queste affermazioni. E inizia a cercare anche tra i colleghi di lavoro, qualcuno disposto a testimoniare sulle tue affermazioni. Non è facile ottenere testimonianze nell’ambito dei colleghi di lavoro che potrebbero subire delle ritorsioni pesanti, ma nel caso in cui qualcuno si riscopra cuor di leone, allora il suo contributo potrebbe rivelarsi determinante. Anche le richieste di cambiare mansione o l’essere messo in condizioni di lavorare isolatamente potrebbero essere indizi importanti nella documentazione per dimostrare il mobbing. A maggior ragione se una richiesta del genere è arrivata per iscritto.

Se così non fosse, o anche se lo è, evidenzia la situazione chiedendone le motivazioni, inviando una mail (con in copia nascosta anche te stesso) e continua a farlo fino a che non ottieni risposta. Probabilmente non la otterrai mai, ma sarà tutto per iscritto. È ovvio che bisogna conservare tutto quello che può dimostrare un comportamento scorretto da parte di datori di lavoro e colleghi quindi non solo le email, ma anche sms, messaggi su Whatsapp, eventuali offese e calunnie anche sui social, lettere. Tutto quello, in poche parole, che può dimostrare l’intento persecutorio nei tuoi confronti. Quanto alle registrazioni delle conversazioni come ulteriore prova, la Legge si è pronunciata a volte con parere contrario: ha considerato valida la registrazione di una conversazione con il capo per esercitare la propria difesa personale mentre nel caso di registrazioni di conversazioni tra colleghi è previsto anche il licenziamento disciplinare o giusta causa.

Come difendersi dal mobbing sul lavoro

E come difendersi dal mobbing sul lavoro? Sicuramente accumulare una mole di documenti in grado di dimostrare che le cose sul lavoro non andavano poi tanto bene è un’operazione importante, da fare a tutti i costi. Ma non basta. La battaglia è dura e quindi bisogna cercare di recuperare fiducia in se stessi rivolgendosi ad esempio a uno psicologo, ma anche e soprattutto cercare il sostegno di amici e della propria famiglia, compreso anche il proprio partner. Bisogna informarsi per capire cosa ci sta succedendo e come possiamo reagire.

E trovare degli alleati e rivolgersi anche a sportelli che difendono i lavori mobbizzati o a Centri Anti mobbing. In ultima analisi, se tutte queste alternative non bastano si può pensare di cambiare lavoro o, se la cosa è particolarmente difficile, di prendersi un periodo di riposo o anche di aspettativa. Oppure puntare al trasferimento che, una volta ottenuto, potrebbe voler dire risolvere i problemi alla radice visto che appunto a fare il mobbing sono le persone e non il posto.

Autore: Luigi Mannini
pubblicato il