BusinessOnline - Il portale per i decision maker

Postepay: come ricaricare e controllare il saldo Postepay

Nel circuito Visa Electron utilizzato in Italia la carta prepagata che ha riscontrato più successo, soprattutto nei giovani specie per gli acquisti effettuati sulle piattaforme online, è la Postepay

Postepay: come ricaricare e controllare il saldo Postepay

Come ricaricare la Postepay?

E' possibile ricaricare la carta di credito PostePay con molti metodi differenti:

  1. Recandosi in un ufficio postale
  2. Con carte Pago Bancomat
  3. Con carta aderente al circuito Visa, Visa Electron, Vpay, MasterCard e Maestro
  4. Scaricando l’app Postepay
  5. Usufruendo del servizio Simply Banco Posta
  6. Online, tramite il proprio conto Banco Posta

Il successo della Postepay, una delle carte prepagate più diffuse in Italia che può essere richiesta in qualsiasi ufficio postale in pochi minuti e con un costo di emissione di soli cinque euro, è presto spiegato. Poste Italiane l’ha lanciata sul mercato a fine 2003 e ne ha emesse ben tredici milioni e mezzo di esemplari fino al 2015. Quali sono state le chiavi di questa diffusione così rapida e capillare? Innanzitutto la novità. Postepay è stata una delle prime carte prepagate a fare il proprio ingresso sul mercato contribuendo a risolvere uno dei maggiori problemi riscontrati dagli acquirenti online quando ancora questa pratica era un affare di nicchia.

Trattandosi di una carta prepagata, non richiede, infatti, l’apertura di nessun conto corrente d’appoggio. Un aspetto cruciale per la sicurezza che ne ha presto fatto una potente arma di difesa contro il fenomeno dell’hackeraggio, contrastando efficacemente il rischio di furto di pin del proprio bancomat o del numero della carta di credito con relativa possibilità, molto concreta di vedere andare in fumo in pochi minuti i propri risparmi. Questioni di sicurezza, quindi, e anche di facilità di utilizzo. Come ricaricare e controllare il saldo, con Postepay è facilissimo anche per chi troppo giovane ormai non lo è più.

Postepay come ricaricare il saldo

Nel circuito Visa Electron utilizzato in Italia, senza dubbio la carta che ha riscontrato maggiore successo è la Postepay, carta prepagata emessa da Poste italiane molto utilizzata soprattutto dai giovani, specie per gli acquisti effettuati online. Le statistiche dicono, infatti, che un quarto degli acquisti su siti ecommerce, specie Amazon, sono effettuati tramite Postepay. Il motivo del suo successo negli anni sono vari.

  1. L’accredito immediato di una ricarica che può essere effettuata, a partire dal 2008, anche da qualsiasi punto Sisal al costo di 2 euro, esibendo il codice fiscale dell’intestatario.
  2. Il costo d’acquisto conveniente che può essere sostenuto da qualsiasi fascia di età e di reddito.
  3. La semplicità di utilizzo che permette di trasferire quantità modiche di denaro senza troppe difficoltà. Basta infatti una ricarica.
  4. I costi di gestione esigui visto che la commissione prevista per ogni operazione è di solo un euro, come anche per la ricarica tramite sportello postale. Non è previsto alcun canone annuale.
  5. La facilità di rinnovarla senza alcun costo.

Ecco come ricaricare facilmente la vostra Postepay. Basta seguire questi consigli ed il gioco è fatto in men che non si dica.

  1. Il modo più tradizionale è quello di recarsi presso un ufficio postale ed esibire la propria carta e i propri documenti. L’operatore stamperà un resoconto cartaceo riportante le ultime operazioni in entrata e in uscita e il saldo della carta.
  2. Con carte PagoBancomat presso tutti gli sportelli ATM Postamat. La commissione di ricarica è di due euro.
  3. Da ATM Postmat con carta di pagamento aderente al circuito internazionale Visa, Visa Electron, Vpay, MasterCard e Maestro. In questo caso con una commissione di tre euro.
  4. Scaricando gratuitamente l’app Postepay (anche BancoPosta), disponibile per iOS e Android attraverso la quale si può ricaricare una Postepay da un’altra Postepay.
  5. Usufruendo del servizio Simply Banco Posta, la cui attivazione va richiesta presso un ufficio postale. Utilizzando questa metodica, potrete controllare molto semplicemente il vostro saldo attraverso un sms.
  6. La ricarica può essere effettuata in contanti, anche da un soggetto diverso dal titolare della carta, nelle tabaccherie convenzionate al servizio con Banca ITB e nelle ricevitorie Sisal. La ricarica può avere un importo minimo di un euro e uno massimo di novecentonovantasette virgola novananove a giornata. Necessario presentare il numero della carta da ricaricare ed il codice fiscale del titolare.

Sicurezza Postepay come controllare il saldo

Per la sicurezza dei vostri soldini sarà bene conoscere anche come controllare il saldo della Postepay. Operazione molto semplice. Basta loggarsi al sito web postepay.it, scegliere la voce La tua Postepay e cliccare su Saldo e lista movimenti. Vi troverete all’interno di una nuova pagina nella quale dovete inserire il vostro nome utente e la password. In questo modo potrete verificare il credito ancora presente sulla carta. Nel caso in cui abbiate dimenticato la password basta selezionare l’apposita opzione “password dimenticata” per recuperarla. Per chi volesse, oltre alla procedura online, può utilizzare i servizi offerti dall’applicazione PosteMobile, disponibile per iOS, Android e Windows Phone.

Una modalità moderna che consente di svolgere tutte le operazioni tra cui anche quella di prenotare il ticket per gli Uffici Postali, in modo da evitare ore e ore di fila. È possibile abbinare all’applicazione anche la Super SIM NFC di PosteMobile così da ottimizzare lo smartphone rendendolo uno strumento in grado di fare pagamenti, viaggiare sui mezzi pubblici di alcune città italiane e raccogliere punti fedeltà. Attenzione però agli attacchi phishing, ovvero le truffe telematiche che utilizzano la posta elettronica. In pratica può capitare di ricevere email che riguardano la carta Postepay e richiedono di effettuare il login nel proprio profilo. Per non cadere nella trappola basta non aprire i link consapevoli del fatto che Poste Italiane non invia mai questo tipo di comunicazione.

Autore: Luigi Mannini
pubblicato il