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Preavviso licenziamento da parte del datore di lavoro

Cos’è il preavviso di licenziamento, come funziona e regole: casi eccezionali e tempi da rispettare prima di risolvere un rapporto di lavoro

Preavviso licenziamento da parte del datore di lavoro

Cos’è il preavviso di licenziamento da parte del datore di lavoro?

Si parla di preavviso di licenziamento da parte del datore di lavoro quando quest’ultimo intende estinguere il rapporto lavorativo e comunica al lavoratore la sua decisione. Il preavviso, infatti, è il periodo che intercorre tra la comunicazione di recesso e l'effettiva conclusione del contratto di lavoro. Il periodo di preavviso per datore e dipendente prima di recedere unilateralmente dal contratto è definito dai singoli Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl).

 

Il preavviso di licenziamento permette al lavoratore licenziato di usufruire di un periodo retribuito mentre cerca un nuovo impiego occupazione. Il termine di preavviso di licenziamento e dimissioni è stabilito dai contratti collettivi nazionali di categoria (ccnl) in base al livello di inquadramento e alla qualifica del lavoratore in relazione all'anzianità di servizio dello stesso. Se, per esempio, livello di inquadramento, qualifica e anzianità lavorativa sono alti, maggiore dovrà essere i tempo di preavviso e la sua decorrenza si considera dal momento in cui il recesso viene comunicato alla controparte. Il periodo di preavviso di licenziamento non comprende i giorni di assenza del lavoratore dovuti a malattia e ferie.

Preavviso di licenziamento: termini in vigore

Diversi sono poi i tempi di comunicazione del preavviso di licenziamento in base alle ore settimanali di lavoro svolte. Stando a quanto stabilito, per il rapporto di lavoro con impegno superiore a 24 ore settimanali il preavviso dovrà essere di 15 giorni di calendario, fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro e di 30 giorni di calendario, oltre i 5 di anzianità presso lo stesso datore di lavoro; mentre per il rapporto di lavoro con impegno fino a 24 ore settimanali il preavviso dovrà essere di 8 giorni di calendario, fino a 2 anni di anzianità e di 15 giorni di calendario, oltre i due anni di anzianità. Nei casi di mancato preavviso da parte del datore di lavoro, deve essere corrisposta al lavoratore un’indennità pari alla retribuzione corrispondente al periodo di preavviso spettante.

In particolare, il Codice Civile, in riferimento al preavviso di licenziamento, stabilisce gli elementi da considerare per il calcolo del mancato preavviso, da eventuali rimborsi spese, a premi di produzione, provvigioni, vitto e alloggio, e che in caso di mancato preavviso venga erogata al lavoratore un’indennità pari alla retribuzione di fatto comprensiva di 13esima e 14esima mensilità.

Preavviso di licenziamento: casi in cui non è previsto

Se il preavviso di licenziamento è obbligatorio nei casi in cui un datore di lavoro abbia intenzione di cessare il proprio rapporto lavorativo con un dipendente, vi sono casi che rappresentano eccezioni per cui non è necessario presentare il preavviso di licenziamento ma che permettono di ricorrere direttamente al licenziamento vero e proprio. E stiamo parlando dei casi in cui si verifichi un licenziamento di rapporti di lavoro a tempo indeterminato per:

  1. giusta causa, cioè se si verifichi una causa che non permetta di portare avanti il rapporto di lavoro, anche in maniera provvisoria, a causa del verificarsi di fatti di particolare gravità che possano compromettere il rapporto di lavoro e di fiducia;
  2. per mutuo consenso, cioè nei casi di accordo delle parti anche in presenza di una clausola del contratto di lavoro che preveda l'automatica risoluzione del rapporto al raggiungimento dell'età pensionabile.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il