Voucher INPS: come funzionano i buoni lavoro

I voucher Inps servono a pagare le prestazioni di lavoro occasionale accessorio. Ciascun voucher ha un valore di dieci euro, ma può arrivare a venti o a cinquanta acquistando multipli di dieci.

Voucher INPS: come funzionano i buoni lavoro

Come funzionano i Voucher Inps?

Con i voucher INPS il datore di lavoro può pagare una persona per una prestazione occasionale (massimo 2.000 euro l’anno) senza firmare alcun contratto. Il voucher ha un valore nominale di dieci Euro per ogni ora di lavoro, in cui sono inclusi 2,50 Euro di contributi per INPS e assicurazione INAL e 7,5 Euro come compenso netto per il lavoratore.

Dal Libro della Genesi dei Buoni Lavoro, meglio noti con il nome di Vaucher. In principio fu la ritenuta d’acconto. Poi nel 2003 la Legge Biagi, Berlusconi trionfante, introdusse per la prima volta il concetto di buono lavoro come strumento di lavoro occasionale. Passarono poi diversi anni di quiete durante i quali questa modalità di retribuzione per lavori occasionali, introdotta per provare ad abbattere la piaga del lavoro nero in alcuni particolari settori, rimase praticamente quasi sconosciuta. Ci pensò il redivo Prodi, nella sua seconda esperienza di Governo, a dare nuova linfa nel 2008 al provvedimento, individuandone anche i limiti e il campo di utilizzo, ed estendendolo anche ai lavori di tipo occasionale con prestazioni brevi riconosciuti dalla Riforma Biagi.

In origine il riferimento era ricercato nei lavori tipicamente domestici. Per questo lo scopo principale, che resta invariato oggi almeno come filosofia, sarebbe quello di contrastare il lavoro nero e difendere quelle categorie lavorative considerate più deboli nel mercato del lavoro, come potevano essere considerate le collaboratrici domestiche e le badanti. Ma la storia dei Voucher Inps non si ferma certamente qui. Perché dopo il Professore di Bologna e l’Imprenditore brianzolo, arrivò per l’Italia il tempo dei tecnici. Che, con Mario Monti in testa, per distinguersi dal passato decisero di decretare subito, mediante accorgimento inserito nella Riforma Fornero, la totale liberalizzazione dell’utilizzo di questo strumento sia per quanto riguarda i settori lavorativi che per gli ambiti.

Ma l’ultimo tassello di questa storia quasi metafisica, l’ha piazzata il grande Rottamatore, finito poi rottamato da sé stesso. Quel Matteo Renzi che intestandosi l’approvazione del Jobs Act, di fatto ha rafforzato ancora di più l’utilizzo di questa formula di pagamento, avendone innalzato anche i limiti di reddito da cinquemila a settemila euro annui. L’opera è stata completata con la cancellazione dal testo di legge la dicitura “di natura meramente occasionale”. All’alba del 2017, l’anno che ha visto dispiegarsi in maniera ormai compiuta le vele di questo provvedimento facendo salpare nel mare aperto della precarizzazione del lavoro un galeone pieno di Voucher, veramente tutti hanno capito come funzionano i buoni lavoro?

Buoni lavoro quelli che possono usufruirne e limiti di reddito

Tra quelli che possono usufruire dei buoni lavoro, tenendo in considerazione il vastissimo campo di applicazione in tutti i settori e categorie, troviamo:

  1. disoccupati
  2. gli inoccupati
  3. lavoratori autonomi o subordinati
  4. i full-time o part-time
  5. i pensionati
  6. gli studenti e diverse altre categorie.

Unico ostacolo all’applicazione era costituito dai limiti di reddito. A partire dal 24 giugno del 2016, però, il tetto per il prestatore è stato elevato da cinquemila a settemila euro netti, nel caso in cui i committenti siano più di uno. Eliminata l’occasionalità a favore della possibilità di utilizzo di questa formula per tutti i tipi di attività che possono spaziare dall’agricoltura alla Pubblica Amministrazione. Dal 2017 potrebbero essere introdotte ulteriori novità in seguito alle polemiche che sono sorte intorno di recente intorno al probabile abuso che si è fatto dei Voucher. Polemiche che hanno spinto lo stesso Ministro Poletti a dichiarare di essere pronto ad apportare modifiche anche importanti, se necessario. Staremo a vedere gli sviluppi di questa vicenda.

Voucher Inps 2017 cosa sono e come funzionano

I buoni lavoro Inps sono dei voucher cartacei che servono per pagare le prestazioni di lavoro occasionale accessorio. Ciascun voucher ha un valore di dieci euro, ma può arrivare anche a venti o addirittura a cinquanta se vengono acquistati multipli di dieci, per esempio due o cinque voucher. Una volta compreso cosa sono, cioè una forma di pagamento della prestazione lavorativa occasionale accessoria per quelle attività che non sono inquadrate ed inquadrabili da un contratto di lavoro perché svolte solo saltuariamente dal lavoratore, la domanda successiva è come funzionano.

I Vaucher Inps 2017 offrono la possibilità di tutelare anche il prestatore, retribuito con l’utilizzo di voucher da dieci euro lordi l’uno, sette euro e cinquanta netti, lo stesso valore del compenso minimo previsto per di un’ora di lavoro. Il committente, cioè l’azienda che acquista il voucher può, dal canto suo, assicurarsi di rispettare la legge per quel che riguarda l’erogazione dei contributi previdenziali Inps e la copertura assicurativa Inail per eventuali incidenti sul lavoro, evitando così uno degli incubi peggiori per chi ricopre il ruolo di datore di lavoro, ossia il rischio di vertenze sulla natura della prestazione. Questo grazie alla stipula di un contratto di lavoro a tutti gli effetti.

Infine lo svolgimento di prestazioni di lavoro occasionale accessorio anche se pagata con i voucher lavoro Inps, non offre alcun diritto al lavoratore di poter accedere alle forme di sostegno al reddito previste dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale come:

  1. indennità di disoccupazione
  2. maternità
  3. malattia
  4. assegni familiari.

Allo stesso tempo però è valido per quel che riguarda il diritto alla pensione e alla contribuzione volontaria. Il prestatore non deve rilasciare al committente alcuna ricevuta di prestazione occasionale. Per quanto riguarda invece la durata e il periodo di validità massima di ciascun buono lavoro Inps, essa è di ventiquattro mesi.

Autore: Luigi Mannini
pubblicato il