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Generali Assicurazioni su Second Life: progetti e stretegie per il mondo virtuale

Assicurazioni Generali apre la sua isola virtuale nel metaverso: un laboratorio dedicato allo sviluppo di nuove dinamiche sociali e di consumo con l'intento di arrivare, in futuro, a operare in contesti virtuali



Il mondo di Second Life continua ad espandersi, nonostante le notizie sulla diminuzione del ritmo di crescita e popolarità del metaverso continuino a susseguirsi in rete. Proprio oggi è arrivato l'annuncio di un nuovo "ingresso celebre" nella realtà virtuale creata nel 2003 dai Linden Lab: si tratta di Assicurazioni Generali, che ha investito circa 30 mila euro nella creazione della sua isola di pixel, battezzata Generali Virtual.

L'isola si compone di un serie di spazi riservati a percorsi di formazione interna indirizzati ai dipendenti, agli stakeholders o per meeting online, nonché di un'area di gioco nella quale i visitatori, a bordo di un'automobile, vengono sensibilizzati circa l'importanza della prudenza e stimolati ad assumere comportamenti di guida virtuosi.

Kirsten Dunlop, direttore di Generali Group Innovation Academy, ha spiegato al Wall Street Journal che l'isola virtuale offre alla compagnia assicurativa un modo economico per allargare il proprio mercato – avvicinando il proprio marchio alle fasce più giovani di consumatori, che sovente amano acquistare beni e servizi in rete –, ma ha anche sottolineato che l'obiettivo è di vivere il mondo virtuale in tutti i suoi aspetti e sfruttare le opportunità che offre.

Il fine ultimo dell'ingresso di Generali in SL corrisponde infatti alla volontà di imparare dal metamondo, al fine di sviluppare nuove dinamiche sociali e di consumo per acquisire le conoscenze che permetteranno, in futuro, di operare in contesti virtuali. In tal senso, quindi, Second Life è visto come "ambiente rappresentativo di una nuova significativa forma di mercato emergente e uno spazio per la sperimentazione e la comunicazione".

Infatti, come ci ha raccontato Fabio Turel, del Generali Group Innovation Lab, attraverso il suo avatar, in SL, "l'obiettivo è di coinvolgere la comunità per valutare come la tecnologia, qui e in altre forme del web 2.0 sta modificando il concetto di "rischio", portandolo su un piano (anche) personale".

Come ben spiega una nota ufficiale, Generali Virtual sarà quindi un luogo di osservazione ideale per esplorare la natura e l'"assicurabilità" di nuovi rischi come quelli legati al mondo del web - rischi che interessano gli ambiti della proprietà intellettuale, della responsabilità civile, del copyright e della privacy - alcuni dei quali riconducibili per fattispecie a quelli reali.

"Le persone che creano una presenza qui hanno investito molto, in termini di creatività, tempo e impegno, per costruire il proprio "patrimonio virtuale", e c'è il rischio teorico di perdere - magari a causa di una leggerezza - questo patrimonio", ha proseguito Turel. "Ci chiediamo quanta sensibilità ci sia sul tema della proprietà intellettuale, su come questa possa essere tutelata da un lato, quando l'utente crea qualcosa di originale, e rispettata dall'altro, quando magari per essere creativo si spinge a usare qualcosa che non è in realtà di dominio pubblico".

La questione della proprietà intellettuale in SL è argomento aperto, e la ricerca di un nuovo business ad essa correlata, in mancanza di una legislazione specifica, può sembrare prematura.

Lo stesso Turel riconosce che "l'intero ambito legale è ancora in via di definizione" e cita la causa Bragg vs Linden (il caso di un utente di SL che dopo essere stato bannato dal metaverso ha fatto causa ai Linden Lab chiedendo il risarcimento del valore di ciò che possedeva all'interno del mondo virtuale) conclusasi ieri di fronte a una corte federale statunitense con il raggiungimento di un accordo tra le parti. Soluzione, questa, che ha scontentato quanti speravano che potesse finalmente essere l'occasione per stabilire un precedente legale, andando così a definire i primi contorni della questione "proprietà intellettuale", in SL ma anche in molti altri ambienti online non regolamentati.

"È incredibilmente difficile formalizzare, spiega Turel, ma ci interessa moltissimo seguire da vicino quale forma prendono per il momento la legge e le istituzioni. Un prodotto assicurativo sarebbe di sicuro prematuro, ma non è mai troppo presto per capire. Partecipare al dibattito prima che una regolamentazione emerga è secondo noi il modo migliore per essere pronti quando il momento sarà opportuno. Sarebbe difficile imparare alla stessa velocità senza calarci direttamente in questo che probabilmente tra i vari ambienti virtuali è il più libero per la sperimentazione".
E anche il più frequentato dai brand, che investono milioni per esserci, aggiungiamo noi.

Ma la decisione di Genertel di approdare in SL non è nata sull'onda dell'entusiasmo dimostrato dalle aziende nei confronti del nuovo canale nei mesi scorsi. Anzi, in tal senso la compagnia è stata visionaria, anticipatrice: "L'idea di essere qui è nata già più di un anno fa. A voler sfruttare l'enfasi dei media (il picco dell'"hype cycle") avremmo fatto una cosa meno ragionata ma più veloce. L'ingresso in SL fa comunque parte delle attività di innovazione annunciate anche nel piano strategico triennale, aggiornato la scorsa settimana".

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il