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Bollo auto: due decisioni per modificare tutto opposte per elezioni o in manovra finanziaria

Tra le ipotesi di riforma del bollo auto ci sono la variazione della modalità di calcolo, la sua abolizione totale e la revisione dei tempi di prescrizione e di pagamento.

Bollo auto: due decisioni per modificare

Bollo auto: varie ipotesi di riforma



E' possibile che vi siano due decisioni anche completamente opposte che potrebbe arivare prima per in manovra finanziaria e poi per le elezioni che potrebbero cambiare tutto completamente. per quanto riguarda il bollo auto.

Quella intorno al bollo auto si sta rivelando un partita ben più combattuta rispetto a quello che può apparentemente sembrare. Le ragioni sono facilmente intuibili. C'è una manovra finanziaria che si avvicina a grandi passi e se cambiamenti ci saranno rispetto alle regole attuali, allora proprio questo è lo strumento per farli passare. Ma dall'altra non sfugge che le elezioni sono vicine e allora dalle parti della maggioranza c'è chi fiuta la possibilità di giocare questo tasto ai fine dell'ottenimento del consenso. Certo, tra il dire e il fare c'è spesso il mare, ma proporre ad esempio l'abolizione auto avrebbe un effetto per nulla trascurabile.

Bollo auto: varie ipotesi di riforma

Provando a vagliare tra le varie di una imposta legata al possesso dell'auto e non al suo utilizzo, si segnalano

  1. il calcolo l'importo sulla base dell'inquinamento prodotto
  2. la sua abolizione totale
  3. la revisione dei tempi di prescrizione e di pagamento

Per ragioni diverse, le prime due ipotesi sono difficilmente percorribili. Nel primo caso c'è chi fa presente come a rimetterci siano i possessori di veicoli più datati e impossibilitati autovettura anche e soprattutto per ragioni economiche oltre che di scarso utilizzo. Nel secondo caso l'abolizione totale andrebbe comunque bilanciata con l'aumento di altre imposte, come le accise sul rifornimento di carburante, per non fare venire meno una sostanziosa entrate per le casse dello Stato. Per quanto riguarda la prescrizione ovvero i tempi oltre i quali il contribuente non è più a chiamato a versare l'imposta non pagata, la situazione del bollo auto è differente.

Se entro tre anni non arriva la cartella esattoriale con l'invito a regolarizzare la posizione con tanto di aggiunta di interessi e sanzioni, non occorre passare alla cassa. Il termine non decorre dal momento in cui la tassa è dovuta, ma dal primo gennaio dell'anno successivo. E se si paga in ritardo? Con il ravvedimento operoso, per i versamenti volontari effettuati in ritardo, entro il tredicesimo mese successivo alla scadenza, distinguendo tra pagamenti effettuati entro il mese dalla scadenza (sanzione del 3,75%), tra quelli effettuati dopo un mese ma entro un anno dalla scadenza (sanzione del 6%), e tra quelli effettuati oltre l'anno dalla scadenza (sanzione del 30%).

Se si acquista un veicolo nuovo, il bollo è dovuto entro il mese di immatricolazione oppure entro il mese successivo se il veicolo è immatricolato entro gli ultimi dieci giorni del mese. Se si acquista un veicolo usato da un privato, si deve versare la tassa nel primo periodo tributario successivo all'atto di acquisto. Ci sono quindi scadenze ben precise in merito ai tempi di pagamento del bollo auto e vanno rapportate ai tempi di versamento dell'imposta dello scorso anno:

  1. se va in scadenza a agosto 2017 si paga entro il 30 settembre 2017
  2. se va in scadenza a settembre 2017 si paga entro il 31 ottobre 2017
  3. se va in scadenza a ottobre 2017 si paga entro il 30 novembre 2017
  4. se va in scadenza a novembre 2017 si paga entro il 31 dicembre 2017
  5. se va in scadenza a dicembre 2017 si paga entro il 31 gennaio 2018

Bollo auto: il punto di partenza

Per sapere quanto si paga per il bollo auto occorre fare riferimento alla normativa comunitaria sulle emissioni inquinanti riportata sulla carta di circolazione per determinare a quale direttiva sia conforme il veicolo e moltiplicare il corrispondente valore per ogni KW di potenza dell'automobile o CV, per le auto il cui libretto di circolazione riporta ancora la potenza massima espressa in CV. Per i veicoli di potenza superiore ai 100 KW o 136 CV il calcolo va effettuato aggiungendo all'importo base moltiplicato per 100 KW o 136 CV i singoli KW eccedenti i 100 o i CV eccedenti i 136 moltiplicati per l'importo unitario.

Sono poi in vigore esenzioni in caso di veicolo intestato a persona disabile o a persona che ha fiscalmente a carico un soggetto disabile, per patologie gravi che riguardano, sordomutismo, disabilità psichica con indennità di accompagnamento, disabilità motoria con adattamento del veicolo, disabilità fisica con grave limitazione della deambulazione.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il