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Auto guida autonoma iniziano i test in Italia. Investimenti e rischi

Dalle auto ai bus che si guidano da soli, la sperimentazione è in corso e coinvolgerà molto presto anche le strade italiane. Pro e contro di questa possibilità.

Auto guida autonoma iniziano i test in I

Auto guida autonoma: test in Italia



La guida autonoma lentamente inizia a diventare realtà anche in Italia o almeno potremmo fare i primi test su strada come da anni si fa in altri Paesi. Interessante, comunque, in egenrale lo stato dello sviluppo della guida autonoma tra tanti investimenti, ma anche rischi che rimangono.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta per dare il via libera alla sperimentazione delle auto a guida autonoma in Italia. Da tempo è al lavoro sul decreto smart road, ma la legislatura che ormai volge al termine lascia pensare come i tempi possano allungarsi. Se c'è poi un altro motivo per cui l'accensione del semaforo verde può essere posticipata è per via dell'assenza di norme sulla responsabilità penale correlata alle sperimentazioni. La partita della loro definizione e successiva approvazione non può di certo chiudersi nell'arco di poco tempo. Tanto per avere un confronto, negli Stati Uniti questo limite è stata da tempo ampiamente superato e l'impegno è piuttosto sul perfezionamento per via dell'evoluzione della tecnologia. Stando a quanto si apprende, i permessi per effettuare i test saranno concessi a produttori di auto, società specializzate, centri ricerca e università. un sondaggio Aci indica che solo il 48% degli italiani è disposto a provare queste auto, e il 25% non ci salirebbe mai.

Auto senza pilota umano, investimenti e rischi

Oltre alla cinese Baidu, la mobilità a guida autonoma vede coinvolte anche Uber con Volvo, Tesla, una fetta di un mercato che, secondo gli analisti di McKinsey varrà 6.700 miliardi di dollari nel 2030. La diffusione non è scontata. C'è una ricerca che merita di essere approfondita. Si chiama "Making autonomous vehicles a reality. Lessons from Boston and beyond" e porta la firma del Boston Consulting Group, ma anche quella del World Economic Forum, che ha analizzato i risultati di oltre mezzo anno di sperimentazione in un'area centrale di Boston, nello stato del Massachussets, da parte della startup NuTonomy. Al di là del discorso sicurezza, naturalmente centrale, quando si parla di auto senza pilota di interessante c'è la considerazione sul rischio di peggioramento delle condizioni del traffico nelle strade cittadini nel caso di circolazione di mezzi con guida autonoma. Basti pensare che non si fermerebbero fino all'individuazione di una posteggio nell'area indicata. Perché poi ci sono alcuni vantaggi che deriverebbero dalle auto a guida autonoma. Secondo il report "Making autonomous vehicles a reality. Lessons from Boston and beyond"

  1. il tempo risparmiato per sposarsi in città arriverebbe al 30%,
  2. i mezzi in circolazione diminuirebbero del 28%,
  3. la quantità di parcheggi a disposizione salirebbe del 48% per via della condivisione dei veicoli,
  4. gli incidenti stradali sarebbero ridotti dell'87% in dieci anni,
  5. l'inquinamento atmosferico migliorerebbe fino al 66%.

Bus che si guidano soli in Cina

Quando si dice che la Cina è un passo in avanti nella sperimentazione di nuove tecnologie o di nuove soluzioni per la mobilità, si dice la verità. Mentre in Europa e soprattutto negli Stati Uniti si parla di auto che si guidano da sole, grazie allo sviluppo dell'intelligenza artificiale e dunque grazie al sapiente contributo delle aziende hi-tech, ecco che in Cina si lavora sui bus a guida autonoma. L'idea è già diventata un progetto considerando che sono attesi su strada già il prossimo anno, nel 2018. Naturalmente si tratta di una sperimentazione poiché i rischi sono ancora tanti e una innovazione tecnologica di questo tipo va studiata fino in fondo senza lasciare nulla al caso, ma la rotta è stata tracciata.

Ma chi c'è dietro? Quale colosso è alle spalle dei bus che si guidano soli in Cina? C'è addirittura il motore di ricerca Baidu, che ha svelato le carte in occasione di una intervista con il Wall Street Journal. Non si muoverà da solo poiché Baidu si farà affiancare da altri player, tra cui soprattutto un produttore di bus in Cina. Non si tratta di un semplice sfizio perché è allo stesso tempo impegnata nel settore della auto che si guidano sole, rispetto a cui la timeline prevede che si vada su strada da qui a quattro anni. Sul tavolo c'è un investimento pari a 1,5 miliardi di dollari. La componente software passerà dalla piattaforma Apollo, utile per affiancare strumenti per la navigazione, intrattenimento e offerte online per i passeggeri.

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di Luigi Mannini pubblicato il