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Bollette a 28 giorni blocco, depositata proposta legge tariffe telefoniche fatturazione e tutele aggiuntive

Il ritorno alla fatturazione ogni mese e non più ogni 28 giorni passa adesso dalla volontà del parlamento nell'approvare in tempi rapidi la nuova proposta di legge.

Bollette a 28 giorni blocco, depositata

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Finalmente è arrivata come ci si attendeva la proposta di legge per lo stop delle bollette a 28 giorni telefoniche a cui si dovrebbe aggiungere ulteriori elementi di tutele per i consumatori

La soluzione alla questione delle bollette telefoniche ogni 28 giorni e non ogni mese, che si sta traducendo per i consumatori nel pagamento di una mensilità in più all'anno, potrebbe arrivare dal legislatore. Dinanzi alla sordità dei gestori telefonici, poco propensi a dare seguito ai richiami dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e per nulla impauriti dalle lievi sanzioni comminate, ecco che arriva una proposta di legge mirata a ripristinare la situazione originaria. Ma quante concrete possibilità ci sono che l'iniziativa vada in porto? La domanda è lecita poiché siamo agli sgoccioli della legislatura e mancano ormai pochi mesi allo scioglimento delle Camere e dunque all'azzeramento delle proposte di legge. Si tratta solo di una manovra elettorale? No secondo i proponenti poiché l'obiettivo è farla passare con la manovra di fine anno. Non resta che attendere per conoscere l'esito.

Bollette ogni 28 giorni: cosa prevede la proposta di legge

Due sono le premesse indispensabili: non sono coinvolti i cellulari, ma sono le linee fisse, qualunque sia l'operatore telefonico. E nel mirino della proposta di legge ci sono anche le pay TV, Sky su tutte, considerando che proprio in questo mese di ottobre è scattata la nuova fatturazione con bollette ogni 28 giorni. La proposta prevede dunque

  1. il ritorno alla fatturazione mensile e non ogni 28 giorni così da permettere all'utente di avere un reale controllo dei costi sostenuti e del prezzo del servizio;
  2. l'aumento del potere di controllo da parte degli organi competenti, tra cui l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che sta da tempo seguendo da vicino la vicenda, ma senza avere la forza di far rispettare le sue decisioni;
  3. inasprimento delle multe a carico degli operatori che non danno seguito alle nuove disposizioni ovvero si ostinino a mantenere la fatturazione ogni 28 giorni anziché ripristinare quella su base mensile (da 500.000 a 5.000.000 di euro);
  4. restituzione agli utenti degli importi percepiti dai gestori telefonici e delle televisioni a pagamento nel caso di mancato rispetto dell'obbligo di cadenza mensile (da 50 euro in su);
  5. restrizione della facoltà di cambiare tutte le volte che si desidera, le condizioni contrattuali in maniera pressoché improvvisa e certamente unilaterale, nonostante il mantenimento del diritto di recesso gratuito da parte dei consumatori.

Cresce il fronte dei favorevoli alla legge depositata

A plaudire all'iniziativa sono anche le associazioni dei consumatori, secondo cui la palla passa adesso al parlamento e dovrebbe dimostrare come ci sia la reale volontà a mettersi dalla parte del consumatore e non delle grandi imprese. Naturalmente non sono coinvolti solo gli operatori telefonici e quelli delle pay TV, ma i gestori di qualunque servizio per cui è previsto l'invio di bollette e fatture. In qualche modo si tratta di un monito per il futuro. La palla passa adesso al parlamento che dovrà mostrare celerità nell'affrontare la questione, ma anche al governo che si sta tenendo alla larga dalla situazione, non avendo ancora espresso una posizione ufficiale.

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di Luigi Mannini pubblicato il