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Conti correnti, aumenti dei costi. Media è 77,6 euro per Bankitalia.

Nel mezzo tra i conti correnti tradizionali e quelli online ci sono invece i conti correnti postali, la cui spesa è calata di 1,2 euro, fissandosi a 47,8 euro di media.

Conti correnti, aumenti dei costi. Media

Conti correnti, aumenti dei costi



Arriviamo subito alle conclusioni: gestire un conto correnti in Italia è adesso più costoso rispetto a prima. Lo ha sancito la Banca d'Italia che ha elaborato un rapporto sul tema, evidenziando come l'impegno medio richiesto ai risparmiatori italiani sia di 77,6 euro. Tanto per avere una idea delle differenze con gli istituti di credito online, quelli che non hanno una filiale fisica, per chi scegli il web la spesa media è di 14,7 euro l'anno. Eppure prima di quest'anno il trend era ben differente. Se il costo per la gestione di un conto corrente è adesso di 1,1 euro più alto, fino agli scorsi anni la tendenza è stata di calo, seppur modesto. Alla base di questo rialzo ci sono soprattutto due ragioni:

  1. le maggiori commissioni pagate per le operazioni effettuate
  2. i maggiori canoni per le carte di credito e di debito

Infine, l'operatività media è rimasta pressoché la stessa: da 144 a 143 operazioni all'anno. Si tratta di cifre che non convincono fino in fondo l'Unione nazionale dei consumatori, secondo cui gli aumenti registrati sono classificabili come inverosimili perché i realtà sarebbero più alti. L'indagine di Bankitalia non terrebbe infatti conti degli aumenti una tantum e delle contribuzioni straordinarie, limitandosi a registrare i costi standard.

Conti correnti online sempre più convenienti: i motivi

A sorprendere dell'indagine annuale sui costi dei conti correnti delle famiglie della Banca d'Italia è l'estrema convenienza dei conti correnti online rispetto a quelli tradizionali. La spesa media di gestione rilevata è pari a 14,7 euro ovvero circa un quinto. E se entriamo ancora di più nei dettagli, la composizione della spesa mostra una prevalenza delle spese variabili, pari a circa il 63 per cento del totale. La differenza di spesa osservato tra queste due tipologie di conti va ricondotta alle tariffe diverse. Più precisamente, viene osservato nel report, il canone di base, dal cui pagamento è esente oltre il 95 per cento della clientela online serve a spiegare 26 euro della differenza. La diffusione di carte di pagamento, più ampia tra la clientela online, non comporta aggravi di spesa, poiché i costi sono inferiori per le carte di credito se non nulli.

Solo per le carte prepagate la spesa dei conti online è di poco superiore a quella dei conti tradizionali. Infine, il limitato ammontare delle altre spese fisse consente un risparmio di quasi 8 euro. Da rilevare poi che circa la metà della differenza riscontrata per le spese variabili è da ricondurre alle spese di scrittura, completamente gratuite per i conti online. La restante parte è legata alle commissioni sulle disposizioni, generalmente più vantaggiose per i conti online, soprattutto per le operazioni effettuate su canali alternativi allo sportello.

E i conti correnti postali?

Nel mezzo tra i conti correnti tradizionali e quelli online ci sono invece i conti correnti postali, la cui spesa è calata di 1,2 euro, fissandosi a 47,8 euro di media. Il risparmio va ricondotto alle altre spese fisse, ai canoni delle carte di credito, alle spese per invio di estratto conto. Ma non alla spesa per i canoni di base e per le carte bancomat, in linea con quelle sostenute dai clienti bancari. Ma è andando a vedere la tipologia tipica dell'utenza che saltano fuori interessanti particolari. I correntisti postali utilizzano poco servizi come la tenuta di dossier titoli e non sempre utilizzano carte di credito, preferendo piuttosto le carte di debito. La diversa composizione dei servizi contribuisce solo in parte a spiegare la differenza nei livelli di spesa: se si ricalcola la spesa dei clienti postali si riduce da 29,8 a 23,9 euro.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il