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Mutui, Conti deposito, Btp, Bot Prestiti personali 2017: cosa succede con rating BBB. Da Gennaio e Febbraio 2017 in poi

Ecco scenari e conseguenze nel breve e nel lungo periodo per risparmiatori e invesitori in seguito all'abbassamento del rating.

Mutui, Conti deposito, Btp, Bot Prestiti

Perché il rating va giù?



L'Italia ha perso l'ultima A nel rating: anche Dbrs ha taglia il voto a BBB. L'agenzia canadese era quella che manteneva un giudizio relativamente più favorevole. In estrema sintesi si tratta della valutazione del debito pubblico italiano. A pesare sono l'incertezza politica dopo il referendum e il nodo delle banche ancora indebolite dalla mole delle sofferenze. È adesso in fase di valutazione l'impatto della decisione su mutui, conti deposito, Btp, Bot e prestiti personali in questi mesi di gennaio e febbraio 2017. Con la perdita dell’ultima A Francoforte si va verso una decurtazione del valore teorico dei titoli da trasformare in liquidità.

Quali conseguenze su mutui, conti deposito, Btp, Bot e prestiti personali?

Le banche italiane rischiano di uscire dal gruppo di quelle che danno in pegno il meno possibile per ottenere finanziamenti dalla Bance centrale europea. In particolare, la Bce aumenterà la quota di trattenuta sui titoli di Stato forniti come garanzia dalle banche per ottenere liquidità. Significa che per gli istituti di credito almeno potrebbe essere più costoso approvvigionarsi, anche se la fase attuale è caratterizzata da una grande abbondanza di liquidità. Aumenterà dunque, anche se non di molto, il costo di mutui e prestiti personali, ma cresceranno anche rendimenti di Btp e Bot in prima battuta e dei conti deposito subito dopo ovvero in misura minore.

Il Tesoro minimizza ma Bot a rischio

Secondo il Tesoro, i titoli di Stato italiani non soffriranno più di tanto della decisione di Dbrs che non avrà impatti rilevanti sulla spesa per interessi sul debito pubblico. Qualche effetto potrebbe farsi sentire sui Bot a breve termine, ma si potrà misurare solo nei prossimi mesi. Ad essere penalizzate potrebbero essere invece, ancora una volta, proprio le banche. La perdita dell'ultima A comporta infatti la perdita della prima classe anche nei rapporti con la Bce. Chiedendo un prestito a Francoforte, gli istituti di credito devono infatti fornire garanzie.

Perché il rating va giù?

Due i motivi dell'abbassamento del rating: banche deboli e poca crescita. L'agenzia canadese, la più piccola a livello internazionale, ha optato per il taglio di un gradino del rating dell’Italia portandolo da A a BBB, con outlook stabile. Dbrs si avvicina così a quelle di Fitch, Moody's e S&P, rispettivamente BBB+, Baa2 e BBB-, che avevano motivato i loro giudizi con valutazioni simili a quelle espresse dall'agenzia di Toronto. A pesare innanzitutto l'incertezza sulla capacità politica di proseguire, dopo la bocciatura delle riforme costituzionali e la caduta del governo Renzi, il processo di riforma avviato. Ma a questa si somma anche la persistente debolezza del sistema bancario, in un periodo di crescita fragile.

Nonostante i recenti piani di sostegno del settore bancario, osserva Dbrs, il livello di crediti deteriorati rimane molto elevato, tale da compromettere la capacità del settore bancario di agire come intermediario finanziario per sostenere l'economia. In questo contesto, la bassa crescita ha comportato ritardi persistenti nella riduzione del debito, lasciando il Paese più esposto agli shock.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il