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Def: Padoan conferma crescita Pil 1,6%. Ci sarà spazio per alcune priorità in manovra

Taglio del cuneo fiscale, fatturazione elettronica per tutti, rinnovo contratti statali, novità per le pensioni minime: le attese misure del nuovo Def

Def: Padoan conferma crescita Pil 1,6%.

Def novità misure ufficiali Governo Gentiloni



E' stato presentato oggi sabato 23 Settebre il DEF al Consiglio dei Ministri ed è stato dato il via libera altesto che ora inizierà il suo inter dal 4 Ottobre come manovra finzanziaria. Visto in rialzo il Pil all'1,6% come tutti gli altri dati, tanto che Padoane Gentiloni hanno confermato la sterilizzazione del rialzo iva e di tutte le accise e che per alcune priorità, quelle scritte sotto, ci saranno alcuni spazi per ragionare in Parlamento. Non si è dato ancora, dunque, uno defininizione precisa tra risorse disponibili e come sarà impiegate.

Si prepara ad arrivare domani in Consiglio dei Ministri il nuovo Def che anticipa la presentazione in Aula della nuova manovra finanziaria in programma il prossimo 4 ottobre e che dovrebbe dare, diciamo, le direttive sulle misure che saranno approvate entro l’anno e saranno in vigore dal prossimo anno con l’obiettivo di dare nuova spinta alla crescita costante dell’economia del nostro Paese. Un grande punto interrogativo regna ancora sul capitolo relativo alle novità per le pensioni, tra novità per le pensioni importanti come quota 100 e quota 41 per tutti senza alcun onere già rimandate perché ancora considerate troppo costose rispetto alle disponibilità economiche reali, e novità per le pensioni minime, di miglioramento di ape volontaria e ape social e quota 41 ancora attese. Quali potrebbero essere le novità e le misure ufficiali del nuovo Def messe a punto dal Governo Gentiloni?

Novità e misure ufficiali Def da Governo Gentiloni

Stando a quanto riportano le ultime notizie, tra le priorità annunciate dal governo ci sarebbe la necessità di rilancio dell’occupazione giovanile, il ministro dell’Economia Padoan ha ribadito la forte intenzione di prevedere investimenti a tal fine e l’ipotesi al vaglio sarebbe quella di un nuovo taglio del cuneo fiscale per le assunzioni dei giovani, prevedendo uno sconto contributivo del 50% per due o tre anni per i giovani neoassunti a tempo indeterminato, cui si aggiungerebbe una componente strutturale alla riduzione dei contributi dal 33 al 29, equamente divisa per imprese e lavoratori. Si tratta di una novità che dovrebbe interessare i giovani neoassunti di 29 anche se stando alle ultime notizie, in base alle risorse disponibili l’età potrebbe essere portata a 32 anni.

Insieme al nuovo taglio del cuneo fiscale per le assunzioni dei giovani, le altre misure che potrebbero arrivare con il nuovo Def, sempre da modulare in base alle disponibilità economiche, sono:

  1. rinnovo dei contratti degli impiegati della pubblica amministrazione;
  2. ulteriore piano di rottamazione bis delle cartelle esattoriali;
  3. estensione della fatturazione elettronica a tutti, anche tra privati, misura che secondo le stime permetterebbe di recuperare circa 41 miliardi di euro;
  4. revisione di detrazioni e agevolazioni fiscali a imprese e famiglie;
  5. eventuali novità per le pensioni, seppur minime.

Novità per le pensioni e miglioramenti possibili in Def

Ancora rimandate, come spesso ribadito, le importanti novità per le pensioni di quota 100 e quota 41 per tutti che, come spiegato a più riprese, rispetto al taglio del cuneo fiscale avrebbero il netto vantaggio reale di rilanciare l'occupazione giovanile, perchè permetterebbero innanzitutto di creare nuove possibilità lavorative in cui impiegare i più giovani, oggi letteralmente tagliati fuori dal mondo del lavoro, riavviando così un ricambio generazionale da tempo ormai del tutto bloccato, stando a quanto riportano le ultime notizie, le richieste di novità per le pensioni da inserire nel nuovo Def dovrebbero prevedere modifiche e miglioramenti per l’accesso ad ape volontaria e ape social e quota 41 ma si attendono anche risposte ufficiali sulla richiesta di revisione delle aspettative di vita, decisamente difficile da approvare soprattutto nel breve periodo, anche perché divide fortemente lo stesso esecutivo.

Le uniche aperture a novità per le pensioni mostrate dall’esecutivo sono nei confronti di novità per le pensioni per i giovani, con l’introduzione della pensione minima di garanzia, e novità per le pensioni per le donne, tra eventuale ulteriore proroga dell’opzione donna, in scadenza ormai il 30 settembre, e possibile introduzione dell’ape social donna. L’ipotesi al vaglio dell’esecutivo sarebbe quella di riconoscere loro uno sconto contributivo di sei mesi per ogni figlio nato, fino ad un massimo di due anni in caso di presenza di quattro figli, permettendo così alle lavoratrici di andare in pensione con l’ape social, senza alcuna penalizzazione, invece che con 30 anni di contributivo con 28.

In ballo ci sarebbero anche le aspettative di vita e le diverse proposte avanzate tra blocco e congelamento delle stesse. Bloccando il sistema delle aspettative di vita, l’età pensionabile non dovrebbe subire alcun rialzo, al momento in programma dal prossimo primo gennaio 2019, quando l’età pensionabile dovrebbe passare dai 66 anni e sette mesi ai 67 anni. Se l’esecutivo in merito è piuttosto diviso, decisamente diversa è la posizione delle forze sociali che, invece, continuano a rilanciare su questa novità per le pensioni e si attende di capire come si chiuderà la partita.
 

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di Marianna Quatraro pubblicato il